Astrologia e Filosofia

IL GRADO ZODIACALE: COMPONENTE ORIGINARIA DEL VALORE ASCENDENZIALE

IL GRADO QUESTO SCONOSCIUTO e LA COMPONENTE NUMEROLOGICA

Un grado d’arco o grado sessagesimale, normalmente indicato dal simbolo ° (in apice), è un’unità di misura dell’angolo piano, oppure di un angolo che individua un punto lungo la circonferenza maggiore di una sfera (per esempio, per approssimazione, la Terra oppure la sfera celeste). Il grado d’arco rappresenta un angolo corrispondente a un arco che misura 1/360 della circonferenza di un cerchio o una sfera. Il grado ha dei sottomultipli: i minuti (1/60 di grado, angolo corrispondente a 1/21600 di circonferenza, indicato dal simbolo ′) e i secondi (1/60 di minuto, angolo corrispondente a 1/1296000 di circonferenza, indicato dal simbolo ″).

La divisione in gradi e l’uso del sistema sessagesimale sono convenzioni introdotte dalle civiltà sumerica e babilonese migliaia di anni fa. Molti esperti ritengono che la convenzione di introdurre il sistema sessagesimale fu usata (e tuttora adottata) per la facilità di creare sottomultipli delle misure: infatti possiamo notare che il numero 60 è divisibile per numeri come 1, 2, 3, 4, 5, 6. Ciò porta a creare molti sottomultipli che, proprio nel caso di unità di misura che usano il sistema sessagesimale come la misura degli angoli e l’avanzare del tempo, risultano molto utili per esprimere tali grandezze

Un Grado Zodiacale, in sintesi, è la trentesima parte di un Segno Zodiacale, e ciascun Segno è la dodicesima parte dell’intera Eclittica, il percorso apparente del Sole intorno alla terra (la Terra in realtà gira intorno al Sole: quindi è la Terra che attraversa le costellazioni-Segni zodiacali e non il Sole come si continua a credere irragionevolmente nel discorso astrologico creando una confusione non indifferente non solo sulla composizione della struttura psico-fisica dell’individuo alterandone i principali presupposti -EGO, IO, SE- ma anche in quella sovrastante universale e cosmologica che crea difformità analogica traduttiva inserendo il Sole, stella primaria d’illuminazione e di Vita, come un qualsiasi pianeta all’interno del circuito zodiacale, dove in realtà c’è la Terra). Il Grado zodiacale, può sembrare astrattamente insignificante come la rappresentazione del Numero a cui appartiene, se inteso, come la sintassi astrologica non approfondisce, solo freddamente come prodotto numerico, ma sappiamo, o dovremmo davvero sapere, che ogni numero ha una sua “anima” precisa che ne da una spiegazione, direi una luce, sovra-sensibile, al di là della definizione algebrico-numerica, insufficente a tradurne pienamente il simbolo: il Grado, capiamolo, è una realtà definita, pulsante e viva… I 30 gradi di un Segno sono le 30 Vibrazioni attraverso cui il Segno è e si esprime nel suo insieme. Non è “indifferente” sapere di avere un Ascendente a 14°28’38” Leone o a 15°32’14” dello stesso segno, in quanto nel primo caso l’Ascendente occuperà il 15esimo grado Leone, nel secondo caso occuperà il 16esimo grado dello stesso segno. Quindi dobbiamo comprendere che un qialsiasi Pianeta o un Punto Fittizio del Tema (Angoli, Parti Arabe..ecc.ecc.) dal momento che occupa un certo grado specifico sta a significare che partecipa a quella particolare vibrazione illuminante che gli appartiene intimamente che conseguentemente proprio tramite quel Grado rappresenta ed esprime. Intendendo per vibrazione del Grado una autentica metafisica delle frequenze: nel Grado sussiste ed insiste un concreto ritorno alla natura come visione cosmica fluttuante che trasmette vibrazioni relazionali dove la materia è in continuo movimento e forse lo spazio e il tempo, per come lo concepiamo, non esistono. Esso è al dunque, oggi si direbbe, la forza unificante di un corpo sottile e dei campi energetici: in questo senso, significando la dinamica ascendenziale, comprensiva della vibrazionalità del Grado, come associata indissolubilmente al moto del giorno nelle 24 ore, quindi alla vita umana sulla Terra, sarà bene pensare, a mio modo di vedere, che il tempo va rivoluzionato, a cominciare dal calendario gregoriano (anch’essa decisione convenzionata, come tutte le realtà umane noi riguardanti, presenti nella contemporaneità della vita), per riproporlo coerentemente alle esigenze di una materialità umana tutta da rivedere sin dai suoi principali fondamenti. Il denaro ad esempio? Panacea di tutti i mali conosciuti ormai anch’esso alla fine della sua esistenza per come è stato concepito in relazione stretta al ciclo plutonico: vera gioia artificiale, il grande inganno contemporaneo sempre più evidente nonostante la cecità che ci circonda..!! La crisi politico-sociale del sistema capitalista globalizzato..? Beh sarà bene prendere l’autobus che passa perchè questa sarà l’occasione per svelare l’invisibile e riconnettere l’Uomo con l’Universo, ingresso autentico alla nuova Era di Consapevolezza se mai ci sarà concesso.. Perché la felicità non è materia, ma spirito…e, come tutte le cose semplici da assimilare e conoscere, diviene invece complessa da apprendere date le distorsioni speculative che ogni religione ne ha impresso. L’uomo è una creatura perfetta che potrebbe essere andato fuori strada a causa di uno stile di vita imposto da un sistema di valori che in realtà non gli appartiene: che ne dite di questa mia opinione personale..? Quindi nel Grado sussiste una precisa complessità simbolica che sviluppa una determinata tendenza energetica, un carattere, un destino, mi viene da dire, entangled cioè quantizzata per stare alle moderne visioni della fisica quantistica che, come scienza, è la prima disciplina, dopo quella astrologica, s’intende, ad aprire le porte alla visione animica considerando operazioni precedentemente impensabili per le le ferree logiche della matamatica, matrice prima di tutta la scienza. In questo senso i significati simbolici attribuiti a ciascun grado zodiacale sembrano talvolta derivare, come detto, dalla natura delle Stelle Fisse che si trovano nei fatti sullo sfondo del Grado medesimo, ma la correlazione Grado-Simbolo, dice coerentemente e ne convengo, A. Guzzi, è qualcosa di occulto che è stata investigata anche da veggenti che non avevano alcuna conoscenza della posizione delle Stelle fisse in longitudine eclittica: a tal proposito basterà citare lo studio di Mark E. Jones che con l’ausilio di una veggente riuscì a compilare l’intera sequenza simbolica dei 360 gradi, riportati in vita dalla interessante re-interpretazione del grande astrologo e pensatore D. Rudhyar. Autori che si sono dedicati a questa sezione “misteriosa” dell’Astrologia sono Alan Leo, Sepharial, Charubel, L’Eclair, Kozminsky, Jones, Rudhyar, Janduz, Koppejan, Wemyss ed altri, e tutti hanno dovuto far in qualche modo riferimento alla tradizione antica, o riportata in vita tramite ricerche bibliologiche o attraverso contatti psichici. In Italia la questione è stata del tutto trascurata in tempi moderni, eccezion fatta per Andrè L’Eclair. Per una giusta informazione sia Tolomeo che Manilio si erano occupati dei simboli dei gradi. Questa produzione conosciuta e consultabile riguarda le immagini o i simboli dei gradi zodiacali, che sorgono dall’anima profonda del veggente da una memoria ancestrale o da un contatto particolare (channeling) di cui parla Jones, che per la serie dei suoi gradi utilizza la medium Elsie Wheeler (cfr. A. Guzzi). Diverso è ciò che bisognerebbe comprendere sulla loro interpretazione, ovvero sulla decifrazione della componente numerica, come sostenevo, aldilà della scena, degli oggetti e delle figure descritte nell’elencazione dei Gradi, dalla quale si dovrebbe desumere per analogia, e direi solo per analogia, la giusta correlazione simbolica, l’intuizione valutativa coerente associato alla luce del momento in essi rappresentata: significati particolari, cioè individuali, per la vita ed il destino di un soggetto Questo è un compito che può essere svolto a diversi livelli a seconda del grado di ispirazione dell’interprete: saper attingere alla profondità del simbolo è impresa non da poco ed è in questo senso che la Numerologia, e la sua fiilosofia applicativa, può esserci d’aiuto concreto, essendo una branca costante della disciplina astrologica.

Quindi per conoscere il proprio Ascendente, sappiamo tutti, occorre la data di nascita completa dell’ora e del luogo in cui si è nati: latitudine e longitudine concorrono a formare il Grado, minuto e secondo esatto del Punto ascendente. Infatti questo punto sorgente è soggetto alle coordinate geografiche o spaziali e a quelle temporali che, unite da calcoli matematici, daranno la sua posizione esatta nel tema di nascita. Per capire, e soprattutto spiegare, le diverse molteplicità individuali correlate a quel punto, si sa che movimenti di rotazione della Terra attorno al suo asse determinano corrispondenti variazioni nell’elettricità e nelle più eteree correnti vitali dell’atmosfera, le quali esercitano reali influenze sull’organismo e sulla psiche umana aldilà di cosa ne pensano gli scientisti obbligati per i loro freddi e austeri protocolli a credere solo a quello che “vedono”…: io direi a credere a quello che si limitano a “guardare”.., tutt’al più..! Sono questi movimenti di rotazione che definiscono la durata del giorno e della notte, l’ora in cui sorge il Sole e l’ora in cui tramonta, e stabiliscono perciò la durata della luce e delle tenebre: Irradiazione dell’illuminazione continuamente cangiante, iridescente questa, come vera fonte ispiratrice dell’anima individuale presente all’Ascendente, inspiegabile con la grossolanità generica del solo Segno zodiacale che è chiaramente insufficiente a definirne il significato non essendo connesso ..nella sua interezza al “momento” che è il primo principio che definisce l’Ascendente. Peraltro è chiaramente comprensibile come le condizioni di un individuo al sorgere del Sole, siano del tutto diverse da quelle in cui si trova a mezzogiorno, al tramonto, o al sopraggiungere della notte, quando si è immersi nelle tenebre (le 4 posizioni intercettate dalla Croce inscritta nel Cerchio bidimensionale del Tema: 6 in quella tridimensionale). Questo graduale trasformarsi delle condizioni di un individuo in forza delle posizioni del Sole (la scintilla di luce irradiante, l’iridescenza), leggibile costantemente nei confronti della Terra, tocca le maggiori differenze energetiche, i picchi, appunto, come segnalato dalla ricerca dei Gauquelin, nei quattro punti cardinali: Est, Sud, Ovest, Nord, corrispondenti ai 4 Angoli del Tema (Ascendente-I^Casa, Discendente-VII^Casa, Mediocielo-X^Casa e Fondocielo-IV^Casa) se ci riferiamo alla visione bidimensionale, mentre si deve aggiungere, come d’obbligo, il “sopra e il sotto” (lo Zenit e il Nadir) per quella reale cioè quella sferica o tridimensionale: il che serve a testimoniare ulteriormente come sia determinante la considerazione della molteplicità delle caratteristiche in atto in quel punto così cangiante. Stando a questa realtà incontestabile, inoltre, per la sua definizione, l’Ascendente assume un dato fondamentale che ne segna una particolare importanza: oltre il mese e il giorno di nascita di un individuo, vuole anche l’ora esatta (realmente comprensiva di minuti e secondi, che nessun astrologo nei fatti ha mai a disposizione nei suoi calcoli, ma tant’è..!). Lo sanno tutti gli astrologi questo..procedimento, ma bisogna comprenderne il senso così che aiuti a definire il vero significato dell’Ascendente..che ne è il prodotto finale.. Nella definizione esatta dell’ora si ha un particolare aspetto del cielo, aspetto che, oltre ad indicare il generico Segno zodiacale sotto l’influenza del quale è nato l’individuo (e non la persona, come spesso sbagliando si dice..disorientando gli studiosi..!), sottolinea una multiforme caleidoscopica signatura celeste connessa alle innummerevoli sfaccettature delle particolari colorazioni dello spettro d’illuminazione radiante giornaliera nelle 24 ore: incalcolabili loro come sono indefinibili quelle ascendenziali per la molteplicità infinita che si specchia in quel punto senza mai esser lo stesso. Ore, che come sappiamo sono formate da 60 minuti e minuti che a loro volta sono formati da 60 secondi: inutile dirvi e darvi il conto esatto ma ad ogni secondo del giorno si dispone di un momento illuminatorio differente, relativo ad una diversa componente energetica radiante che segnala nei fatti una precisa fonte d’individualità nascente mai uguale a se stessa. A questo vortice in continua mutazione della fase temporale composta dall’Ora, Minuto, Secondo corrisponde in perfetta sincronia il cambiamento simultaneo del Grado, Minuto e Secondo del momento Ascendente, alimentando differenti colorazioni di luce che influenzano direttamente, sincronicamente appunto, una miriade di Individualità, diciamo, “istintuali” chiaramente ognuna diversa dall’altra, foss’anche per qualche piccola sfumatura di luce anche non percepibile all’occhio umano, ma inevitabilmente esistente.. Illuminazioni svariate quindi che si susseguono durante la giornata, rincorrendosi, così mi viene, momento per momento una sull’altra..per definire al meglio quell’attimo, quell’istante, lui si veramente irripetibile…, come nessun Segno Zodiacale nella sua estrema genercità potrà mai significare..in nessun caso, che solo il GRADO E LA SUA FRAZIONE potranno saper definire esaurientemente proprio quel Principio d’Individualità che emerge da quel momento unico, individuale appunto, come si evince con estrema chiarezza da questa descrizione energetica perfettamente adeguata alla giusta visione d’illuminazione presente irripetibilmente in quel preciso istante e mai più.!! ECCE HOMO…!! Questo era il senso probabile di quella esclamazione..!! Ecco quindi cosa cambia veramente in quei pochi minuti di differenza della nascita gemellare che dipingono differenti colorazioni e illuminazioni del cielo sopra di noi, ben più consistenti della signatura del segno zodiacale che solo genericamente ci definisce in quell’area di zodiaco, ma non ci individualizza, ne ci “unicizza”, se mi consente il termine, come invece fa il Grado legato inesorabilmente al momento energetico celeste espresso da quella colorazione particolare, unica e irripetibile, in cui si sta espimendo il nostro primo respiro al contempo impresso dal cielo presente in quel momento preciso: motivo per cui due gemelli appena nati non si distinguono per le differenze planetarie in atto, dato che aldilà della Luna (che in 20 minuti comunque cambia tutt’al più la porzione di grado..!), nessun pianeta può cambiare radicalmente posizione in un tempo così breve (entro i 10′..), ma dal loro Grado ascendente..che ne definisce due differenti forme d’illuminazione solare radiante. In quel punto non ci sono 144 tipologie caratteriali, come ci viene detto dalle incomplete e insufficienti informazioni tolomaiche, ma bensì 131.400 Gradi (senza considerare tutti gli elementi nelle frazioni di grado che chiaramente diventerebbero pressochè infinite..!!) prodotti dalla moltiplicazione dei 360 gradi presenti nel giorno per i 365 giorni di un anno (senza voler specificare i sottotoni fotonici relativi ai sottomultipli suddetti: i minuti e i secondi componenti il Grado): parafrasando un titolo di un film famoso, per quanto insignificante, che sta andando per la maggiore in questi ultimi tempi, parlerei di centotruntonomila sfumature d’illuminazione radiante..! La Numerologia ci viene in aiuto nei fatti quando consideriamo il valore numerico del Grado ascendente correlandolo al suo specifico significato numerologico contenuto nella sequenza da 0° a 29° (Trenta gradi in tutto che definiscono il Segno Zodiacale), certamente superando l’incompleta definizione della Tradizione storica sui valori dedicati ai gradi come funesti, malefici, benefici, onorifici ecc.ecc..senza una logica realmente matematico-numerica che si può desumere a partire sin dalle antiche conoscenze pitagoriche ed anche in quelle esotericamente singificative della kabbala: in questo senso invito i lettori ad approfondire i significati del Numero presenti in una apposita sezione del mio sito astrologico (www.ilnadir.com) di cui vi do il link:https://www.ilnadir.com/kaballah/numerologia-astrologica/241-significato-dei-numeri.html

Ecco cosa insiste veramente nel calcolo dell’Ascendente..!

Gli stessi studi psicologici sono caduti e continuano a cadere in questo errore valutativo, trascurando la valenza del principio d’Individualità, pur prendendone atto nel vari contesti ufficiali dei libri di testo obbligatori per affrontarne esami universitari decisivi all’ammissione nel mondo della cura della mente. In questo senso dice molto opportunamente J. Hillman nel suo, forse più famoso scritto, “Il Codice dell’Anima”, pur con tutta la sua riluttanza ad accogliere nel proprio campo di studio il destino individuale, la psicologia ammette che ciascuno di noi ha una propria costituzione, che ciascuno di noi, a dispetto a volte di tutto e di tutti, è un individuo unico e irripetibile. Quando però si tratta di dare conto di questa scintilla di unicità e della vocazione che ci mantiene fedeli ad essa, la psicologia sembra non saper bene come muoversi. I suoi metodi di analisi frammentano quel puzzle, proprio come fa certa astrologia di maniera (inavvertitamente, spero, disconnettendosi con l’interezza dell’essere umano in esso rappresentato), che è l’individuo in fattori e tratti di personalità, in tipologie, in complessi e temperamenti, nel tentativo di rintracciare il segreto dell’individualità nei substrati della materia cerebrale e in geni egocentrici. E, in modo decisamente duro e senza ipocrisie, Hilmann prosegue, affermando che le scuole di psicologia più rigorose espellono addirittura il problema dai loro laboratori, scaricandolo sulla parapsicologia: che studi pure i casi di “vocazioni” paranormali…!! Oppure lo spediscono in qualche avamposto della ricerca nelle remote colonie della magia, della religioni, e della follia. Al massimo – cioè al minimo – la psicologia spiega l’unicità di ciascuno ipotizzando una distribuzione statistica delle probabilità…Beh che caratterino questo psicologo tra i più celebrati: non le manda a dire di certo il signor Hilmann..a chi di dovere ..!! L’individualità. egli afferma, nonostante ciò, rimane di diritto argomento della psicologia, di una psicologia però memore del suo prefisso, la psiche, e della sua premessa, l’anima, cosicché la mente può sposare la propria fede al di fuori della Religione istituzionalizzata e praticare la puntuale osservazione dei fenomeni al di fuori della Scienza istituzionalizzata: ecco come si dovrebbero risolvere le questioni in ambito accademico, in questo senso sarà bene prendere una iniziativa corretta utile a far comprendere certe realtà indagative altrimenti quello che oggi è un buco nel terreno domani sarà una voragine senza fine…!! L’individualità quindi c’è sempre. E’ dappertutto. Qualunque cosa che abbia vita è un’individualità – un cane, una pianta, ogni essere vivente – ma naturalmente è ben lungi dall’esserne conscia. Probabilmente un cane ha un’idea estremamente limitata di sé stesso rispetto alla sua individualità globale. Poiché la maggior parte delle persone, non importa quanto siano in grado di pensare sé stesse, sono degli Io, nello stesso tempo sono degli individui, quasi come se fossero “individuati”. In un certo senso, infatti, sono già individuati, anche se non ne sono consci, fin dai primordi della loro vita.

…”L’individuazione avviene soltanto se se ne è consci, ma l’Individualità c’è sempre, dall’inizio dell’esistenza” dice Jung.

Nell’Ascendente, cioè nel momento-seme, grado, minuto e secondo in cui si nasce, si presenta imprescindibilmente la sua  precisa capacità di accedere alla dimensione dell’Individualità, dell’Identità: la liberazione quindi da ogni credenza identificatoria che in quel Grado-Ascendente non esiste, come invece viene fatto credere erroneamente, considerandolo “maschera-persona”, dalla cultura astrologica, utilizzando gli schemi descrittivi liberati alla coscienza dalla collettivizzazione del sapere culturale. Ogni individuo è sostanzialmente diverso, ma nello stesso tempo è formato da un insieme di elementi psichici e fisici simili a quelli appartenenti a tutti gli altri individui, anche se questi elementi sono tuttavia distribuiti in modo clamorosamente differente in ciascuno di noi. Parafrasando A.T. Mann, paradossalmente si potrebbe dire che il principio identificativo agito con tutti gli altri individui porta, o davvero dovrebbe portare, alla comprensione della propria Individualità non disponendo delle stesse condizioni di crescita. L’Ascendente, capiamolo bene, può essere inteso come un mediatore tra i due emisferi nati proprio dall’Asse trasversale che taglia in due il cerchio: l’Orizzonte. Esso diviene l’elemento che sintetizza e unisce l’emisfero Superiore conscio e oggettivo con quello Inferiore, inconscio e soggettivo: in questo è pertinente sstenere che l’Ascendente sia il meccanismo tramite il quale i contenuti dell’Inconscio possano emergere nella Coscienza. L’Ascendente inteso in questo modo diviene una precisa signatura dell’essere, in quanto è il CENTRO DEL CAMPO DELLA PSICHE INDIVIDUALE, costituita dai contenuti consci e inconsci, che porta con se, appunto, tutti i contenuti del DNA genetico dell’essere umano, che dovranno segnarne la sua precisa individualità, mai uguale a quella di qualsiasi altro individuo, appunto per questo inidentificabile in alcun modo.. Dal momento che i contenuti consci e inconsci della psiche si possono suddividere in componenti sia individuali sia collettive, l’unificazione psichica derivante è il centro da dover risolvere, integrandone al meglio le diversi componenti. Dice Jung che l’individuo dovrà essere in grado di differenziarsi dal collettivo senza tagliarsene fuori completamente: “con l’Individualità non ci si chiude fuori dal mondo, ma si riunisce il mondo a noi stessi”..Questo è il senso più profondo dell’Ascendente del Tema che il Sole non possiede ne può possedere. Nella pratica corrente quindi, sarebbe bene che ci si abitui in realtà a non definire l’Ascendente solo uniformandolo al Segno Zodiacale di appartenenza, ma sarà opportuno innanzitutto, come abbiamo visto, appropriarsi del significato numerologico del Grado specifico espresso al momento della nascita compreso nella sequenza da 0°a 29° per ogni Segno zodiacale sorgente ad Est al momento della nascita dell’essere. Una volta assorbito il significato del Numero che ci rappresenta, bisogna agganciare sistematicamente, il pianeta governatore e il cogovernatore del segno sorgente, per analogia, al dinamismo della Prima Casa che sappiamo essere associata analogicamente all’Ariete-Marte-Plutone, cioè al momento “magico” di ogni inizio: lo 0°Ariete o Equinozio di Primavera. Momento arietino che non a caso si esprime come fonte primaria del significato della nostra libido conscia (attività marziale) e di quella inconscia (attività plutonica): va considerata cioè la configurazione planetaria che si presenta in quel momento e valutarne il significato immergendolo con l’input numerico che si estende dal generale (il riferimento del Grado) al particolare (il riferimento della riduzione in cifra unica dei 131mila gradi possibili). Pertanto un Ascendente che erroneamente definiamo convenzionalmente col segno zodiacale, ad esempio, 12°Toro (cioè il 43esimo grado sui 360 gradi dell’intera sequenza: quindi la riduzione è 7), il cui governatore è X-Proserpina e il cogovernatore è Venere, va sempre analogicamente correlato al significato della Prima Casa, rappresentandone il PRINCIPIO, il momento-seme del moto universale immerso nell’individuo nascente, quindi nei fatti si dovrà correlare al dinamismo marziale-plutonico. Si esaminano pertanto gli aspetti tra questi pianeti, e il Grado ascendente che è sorto al momento della nascita per evidenziare la nostra originaria Libido o istinto creativo o forza generatrice presente in quella correlazione. A questa valutazione di base astrologica, non bisogna però dimenticare, come detto, la segnalazione numerologica del Grado che è alla base della logica individuale (12 e 3, 43 e 7: voglio però dirvi che si tratta solo di un esempio veloce che non darà lumi per comprendere al meglio come regolarsi..tecnicamente nel computo ma voglio sottolineare per ora l’uso importante della dinamica del Numero nella valutazione dell’Ascendente. Quindi a voler essere meticolosi, infatti, andrebbe calcolata la correlazione con il valore annuale, cioè sui 131.400 battiti: quindi valutare il calcolo dell’Equazione tra 43 e 131.400; il risultato del quale -3,056, cioè 14=5- ci darebbe come primo risultato il 5 come primo valore per un Numero esatto di riferimento dell’Ascendente, il cui significato numerologico potrete approfondire nella sezione apposita presente nel mio sito astrologico -Vedi Link pubblicato-), ricordandovi, come detto in precedenza, che sto preparando un preciso compendio numerologico relativo al calcolo del significato del Grado-Ascendente che spero di pubblicare al più presto..(lavoro improbo comunque..come potrete comprendere facilmente..!!). Pertato il calcolo portato ad esempio non è esaustivo dell’interezza del significato, rimandandovi, per ora, alla visione dei Gradi di Rudhyar considerata la migliore opera in questo senso in campo astrologico. In questa specifica correlazione c’è nascosto il nostro percorso verso l’Individualità che l’Ascendente, Punto, direi logaritmico, del Cielo, sottende animandone le potenzialità tutte in fieri..: nulla del nostro essere è presente all’Ascendente di per se..! Bisogna conquistarne il senso per attivare il significato unico del principio d’individualizzazione in esso presente. Principio d’Individualità tutto da costruire decollettivizzandoci dalla configurazione planetaria dei pianeti personali che ci uniforma e deforma all’esigenze solo sensoriali dell’Ego snaturando la nostra reale essenza divina di cui siamo composti se solo ce ne rendessimo conto !! A tal proposito bisogna ben tradurre i significati d’identificazione e d’identità che chiaramente esprimono due qualità ben distinte di pensiero che, come è semplice comprendere, consentono due diverse forme di valutazione ben distinte tra loro, spesso confuse da coloro che non conoscono il ruolo preciso di tale differenziazione in chiave psicologica unificandone ignorantemente il significato: ed ecco il motivo dell’inqualificabile errore, mi verrebbe da dire astro-psico-pedagogico, perseguito negli anni da chi non ha saputo tradurre analogicamente il senso autentico dell’Ascendente (costantemente riferibile all’asse dell’Orizzonte o della presa di Coscienza: I^-VII^Casa) confondendone impropriamente il significato con altro, ovvero caricandolo della luce solare che non gli appartiene. Nel moto “Ascendente” non c’è il nostro Ego, ma l’anima dell’IO..e, come lessi qualche anno fà, nella miglior definizione che ho potuto riscontare nella mia lunga esperienza filosofico-psicologica del concetto di psicoterapia tradotto come una terapia dell’Ego attraverso l’Io (non c’è migliore definizione di questa per spiegare cosa voglia significare veramente “terapia psicologica”..), si dovrà comprendere che l’Astrologia contiene in se questa precisa dinamica e sta a chi la interpreta saperne distinguere i tasti per darne una giusta e corretta visione..I segni zodiacali, di ordine solare, definiscono l’identificazione all’Ego che poi confonde, molto sconvenientemente, con l’identità..:il “male” da curare psicoterapicamente sarà tanto più profondo quanto più oscurata sarà la coscienza di questa identificazione…! Distinzione questa che solo l’analisi astrologica, se ben interpretata, sa dare al meglio delle sua illuminazione: non è un caso che insisto nel dire, attraverso la sintassi della mia “Astrologia Qualistica”, che la verità vera della “terapia astrale” consiste proprio nel principio “disidentificatorio”: la terapia migliore, se così si può dire, cioè, sarà proprio quella che si riferisce alla progressiva DISIDENTIFICAZIONE dal “Marchio Planetario” impresso nel momento-seme della nascita (proprio come si fa con gli animali di proprietà, marchiandone a fuoco l’impronta sulla pelle..) dalla configurazione planetaria che lo schema astrologico ci propone, tra l’altro leggibile solo bidimensionalmente, senza darne l’opportuna visione sferica in cui sono espressi contemporaneamente sia la longitudine che la latitudine degli “oggetti celesti” presenti, dove risulti chiara, inoltre, la differenziazione tra l’asse meridiana del mediocielo-fondocielo con quella dello Zenit-Nadir ancora purtroppo confuse tra loro da certa astrologia mantica come fossero la stessa cosa.. Disidentificarsi quindi è la parola magica da comprendere proprio grazie all’uso corretto del Punto Ascendente, come ho provato a spiegare, e del suo moto incessante che, lontano dall’esssere espresso dalla nostra personalità o peggio ancora dalla nostra maschera-persona, sa darci le giuste connotazioni per poterci esprimere a più livelli di quelli che ci sono stati menzionati: motivo questo per cui l’Ascendente non è orientabile sui Sette pianeti del conscio, quelli cioè riconosciuti dal vocabolario dell’Astrologia Classica, ma si apostrafa correttamente con quelli dell’inconscio e del soprannaturale aderendo al principio primo del cambiamento insito proprio nel moto dei transaturniani Urano, Nettuno e Plutone. Principio fondante, la disidentificazione planetaria, per poter tendere al vero cambiamento individualizzante cui l’essere umano può e deve accedere, da effettuare certamente non autoingannandosi, come la produzione di tanti falsi espedienti di matrice new age propone a piene mani, sviluppando solo la contaminata disponibilità del’Ego e non quella verginea e necessaria dell’IO. A tal proposito, come dice M. Scaligero, va dato il primato al principio fondamentale della nostra capacità mentale di “fare Pensiero”: va posto alla base del processo disidentificatorio l’esercizio costante di Pensiero che consiste nella determinazione di una percezione pura, non veicolata da ricordi antecedenti e scevra da qualsiasi percezione si proponga alla nostra consapevolezza. Bisogna attivare la potenzialità dell’Ascendente che anima, nella nostra espressione conoscitiva, libera da compromessi identificatori, il riappropriarsi progressivo dell’autopercezione dell’IO che diviene l’organo che percepisce elimandone l’Ego costantemente al centro di ogni nostra pseudodecisione, questa si veicolata da tutto tranne che dalla nostra vera coscienza, seppur convinti, ingenuamente, di agirne la consapevolezza nello spazio e nel tempo…a nostra disposizione..!! Nel Tema Natale, capiamolo bene, l’Ascendente e il suo significato ci aiuta a districare, e davvero dovrebbe, questa eterna matassa tra la forza contraente dei sensi e la spinta propulsiva a-sensorialmente individualizzata: esso è il simbolo per eccellenza, vero testimone della partecipazione continua e continuativa tra Uomo e Universo; tra finito e infinito e in ogni simbolo, sappiamo, coesistono una parte conscia percepibile ed una parte inconscia universale. Come attraversare il Rubicone ce lo dice, cari amici, il significato dell’Ascendente e quello che in esso realmente è presente: non è possibile passare dal collettivo all’individuale senza aver sviluppato, quella dinamica intuitiva di cui parlo da sempre, tramite l’uso irretente del linguaggio del “Pensiero pensato” (o visualizzazione istintuale) che anima, crea nuove “sinapsi cerebrali”, consentendo la comunicazione delle cellule del tessuto nervoso tra loro (neuroni) o con altre cellule (cellule muscolari, sensoriali o ghiandole endocrine). Comunicazione sinaptica del tutto innovativa rispetto a quella sensoriale già in essere, a differenza della quale però, la nuova non possiede come base l’intelaiatura imposta dal gruppo cui si appartiene, ma la rete invisibile creata senza alcuna sovrastruttura se non quella del nostro pensiero illuminante intuitivamente (quello che nella mia scuola chiamo “Dialogo”). Se l’Ascendente è il principio primo della nostra individualità, sarà bene comprendere come i Segni zodiacali siano le “Maschere”, loro si, della persona collettiva: ed ecco il motivo per cui noi non siamo definiti, tantomeno definibili, dal Segno Zodiacale ascendente dove insiste, come abbiamo potuto comprendere, il principio d’Individualità e non quello d’Identificazione !!

IO CHI SONO, CHI SONO IO…? Ovvero l’Individualità e l’Identificazione

Tutte le personalità sono assolute maschere, che nascondono la nostra Individualità: motivo per il quale all’Ascendente in quel grado specifico che lo definisce, non è presente qualcosa di vanificante come può essere la maschera del sociale che ognuno di noi usa: la cosiddetta personalità, che non possiede nei fatti nulla di veramente autentico..che invece quel Grado specifico pretende consegnando all’eternità la vostra unica Individualità..!

La più grande avventura che possa accadere all’essere umano è il passaggio tra lo stato di mente a quello di non-mente, dalla personalità all’individualità. Lo stato di non-mente ha un’individualità, la mente invece è uno stato sociale (Osho).

SEGUE ARTICOLO SUL SIGNIFICATO PRIMARIO DELL’ASCENDENTE: https://www.ilnadir.com/astro-news/astrologia-e-filosofia/l-ascendente-questo-sconosciuto/

P.S. NVITO A RILEGGERVI QUESTI MIEI RECENTI ARTICOLI SULL’ARGOMENTO. ECCO I LINK

1-https://www.ilnadir.com/…/590-l-i-c-e-l-i-c-p-gli-incipit-co…
2-https://www.ilnadir.com/…/593-le-coordinate-dell-anima-l-asc…

 

Roma 14.02.2018                                                   Claudio Crespina

 

SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA

G.Jung. La struttura della psiche

G.Jung. La Psicologia del Kundalini Yoga

J.Hilmann. Il Codice dell’Anima

A.Sardelli. Impulsi per una psicologia astrologica

a.Guzzi. Scritti astrologici

L’individualità quindi c’è sempre. E’ dappertutto. Qualunque cosa che abbia vita è un’individualità – un cane, una pianta, ogni essere vivente – ma naturalmente è ben lungi dall’esserne conscia. Probabilmente un cane ha un’idea estremamente limitata di sé stesso rispetto alla sua individualità globale.

 

Riguardo L'autore

Redazione Il Nadir

Il dr. Claudio Crespina, astrologo, filosofo, counselor psicologico-comportamentale e ricercatore nasce sotto il segno del Capricorno a Roma, una città così significativa e simbolicamente attraente, per i suoi continui richiami storici ed esoterici che credo superfluo e inutilmente ripetitivo spiegarne la grandezza e l’importanza.

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