Astrologia e Filosofia Blog

LA NOTTE DEI MIRACOLI FAI ATTENZIONE…

“Nell’espansione della sua gioia, la Luna continuava a riempire tutta la stanza di un’atmosfera fosforescente, di un veleno luminoso…” Baudelaire

Come ha affermato uno dei più famosi astrologi Dane Rudhyar, di cui mi avvalgo da anni nella mia erudizione astrologica, ora come allora, nei suoi scritti quando si ha un’eclissi di Luna è il passato che viene messo in causa, quasi che venga allontanato, dimenticato. Mentre l’eclissi di Sole ha a che vedere con il potere, l’eclissi di Luna ha a che fare con le emozioni. Un’ eclissi è un momento dunque molto forte per il nostro “inconscio” (termine questo un po’ troppo abusato senza una vera dimensione del suo significato che, per principio, è fuori dal tempo e dallo spazio, quindi ingiudicabile razionalmente). Gli astri dicono che questo fenomeno può arrivare a sorprenderci, aprendoci una nuova strada e indirizzandoci verso un percorso che a seconda della nostra capacità intuitiva, ovvero sensoriale, potrà essere al contempo sia apparentemente tortuoso che facilmente gestibile..appunto in relazione alle nostre specifiche condizioni psicofisiche: non a caso dice la Regola astrologica che i’influenza di una eclissi è molto forte per chi compie gli anni in una data vicina a quando si verifica..!!

Da queste prime informazioni risulta del tutto evidente però che vige anche la regola, spesso disattesa dalla dinamica astrologica (troppo presa dalle sue condizioni didattiche inalterabili…!!), della relatività del vissuto emozionale..: c’è un anima che vive alla luce del Sole e ne gode appieno dei suoi benefici nei momenti di massima illuminazione e contemporaneamente ce n’è un’altra, maggiomente lunarizzata, che vive la sua espansione nell’ambito dell’oscurità latente tipica del moto lunare..: momento magico per la ricarica corporea della melatonina..!! Motivo per il quale nessuna regola stigmatizzante può rendere al meglio in relazione a valutazioni relative ad espressioni emotive siano esse intime o fisiche: tutti quanti, uomini e donne, animali e vegetali, fatti animati e inanimati, sono comunque sensibili all’influenza dell’eclisse sia essa di Sole o di Luna,

e la sua straordinaria forma energetica spingerà a qualche esito di cambiamento, a qualche scelta da fare (in relazione nell’ambito della casa astrologica personale in cui si segnala.), cambiamento e scelte che non dipenderanno unicamente dalla presenza dell’eclisse, in quanto mancanza di luce, ma dalla necessità di saper interpretare al meglio quell’abbassamento momentaneo che in ognuno anima orientamenti diversi: insomma c’è chi ha bisogno di quella “oscurità”..e per questo starà molto meglio.

Più o meno si sa che l’etimologia della parola Eclissi proviene da un termine di origine greca, ékleipsis (derivato di ekléipein ‘abbandonare’.) che sta a significare propriamente   “abbandono”, “mancanza”… Abbandono di che cosa viene da dire..? Abbandono, inteso astronomicamente, come un mancamento dalla visuale di un corpo celeste, a causa del collocamento tra esso e la fonte di luce che lo illumina, di un’altro corpo celeste, oppure astrologicamente (per i censori figurativamente..), viene utilizzato per indicare il mancamento, l’occultamento di qualcosa o di qualcuno sia esso essenza che corporeità.. che dovrà emergere da quel buio che per questo sarà decisivo..per aprire proprio quelle porte così ermeticamente chiuse. Ma Eclissi, se si approfondisce al meglio l’etimo che, come detto, deriva dal greco ἔκ (ek), preposizione che significa “da” (moto da luogo), e λείπειν, (leipein), che significa “allontanarsi”…: se trasliamo a fondo il senso di questo “allontanamento da”.., possiamo  tradurlo come un “nascondersi” o meglio ancora come un “rendersi invisibile”. Ecco il senso autentico dell’Eclisse che non deve rispondere necessariamente a problematiche nefaste come obbliga l’antichità: rendere invisibile ovvero approfittare dell’oscurità per rendersi invisibile. Invisibile sia come essere, sia come sostanza, sia come forma, sia come etere.. Chi ha bisogno dell’oscurità…? Cui prodest l’oscurità..? Beh la risposta immediata fa pensare ai delinquenti, ai ladri, alle persone malvagie che approfittando dell’oscurità, si muovono “invisibilmente” nell’ombra per procacciarsi i loro nefasti benefici a spese di qualcuno che ne subirà conseguenze più o meno gravi..!! Ma se ben ragioniamo questi aspetti della dimensione oscurante di una eclisse non favoriscono solo le persone malvagie, i lestofanti, quelli dichiarati, ma a ben riflettere, appunto, posso dire certamente che se ne avvantaggiano anche altre intere categorie di malfattori partecipanti a quelle organizzazioni, a sfondo sociale mascherate da Imperi del Bene (conosciuti con la facciata a sfondo benefico), come possono essere tutte le Chiese, tutte le organizzazioni ortodosse o cristiano-religiose, il gesuitismo, l’ebraismo, l’islamismo, i vari culti orgiastico-satanisti..le massonerie..Queste organizzazioni pseudomonastiche, come dire, predicano bene ma razzolano male a spese dei poveri fedeli, tutti ammansiti come pecorelle smarrite, ai dogmi loro imposti dai leader di queste congreghe..Beh direte che centra l’Eclissi..? Avete ragione ogni tanto mi perdo, ma in realtà questa volta sono dentro il discorso eccome: mi sto riferendo infatti al termine eclissi come reso invisibile, come rendersi invisibile ed è proprio quello che fanno tutti questi “ben pensanti”, i leader religiosi, politici, tecnocrati, vivendo in realtà nell’oscurità più completa e predicando una falsa emissione di luce…!! La Chiesa, e tutte le chiese in essere, vive di questa oscurità e la riproduce costantemente nelle sue dimore..!! Chiedetevi al dunque, il motivo per cui le Chiese, che dovrebbero esprimere la gloria di un dio, quindi il massimo della luce possibile, sia essa illuminante fisicamente che spiritualmente, visibile o non visibile, si ergono sistematicamente in costruzioni oscure, dove la luce è assolutamente flebile trasmessa a mala pena da candele e candelabri: sono grattacieli oscuranti la luce e non, come vorrebbero far credere emettenti luce..Nessuna chiesa si esprime con la luce, sono tutte frutto di piena oscurità…Nelle loro navate, nei loro architravi, nelle loro finestre intarsiate da capolavori umani, non traspare la luce ma brilla l’intensa oscurità. Ma la cosa ancora più sottile da  segnalare consiste nel verificare che non si tratta di una oscurità dovuta alla sera, dovuta alle celebrazioni effettuate al calor del sole, è una oscurità provocata anche di giorno (proprio come avviene durante una Eclisse..): questi mausolei dell’infamia dilagante, religiosi o meno (come tutti i “Parlamenti” ad esempio..!!), sono oscurati anche di giorno, anzi lo sono soprattutto di giorno, quasi a voler richiamare quel senso dell’eclisse, quel senso dell’invisibile di cui sopra.. che di fatto, come gli antichi sacerdoti del tempio, come gli antichi Dottori delle Chiese, richiamavano nei loro riti nefasti, a mantenerne vivo nei secoli l’antico esorcismo creato ad arte per garantirsi il loro potere. Chi, dunque, ha bisogno dell’oscurità anche di giorno..? La risposta è semplice: i Vampiri…!! Il “Vampiro” esiste da sempre fra noi (“The Twilight Saga”..non a caso ha dilagato e sta dilagando in questi anni del terzo millennio nelle nostre coscienze..: film tra l’altro che, tra violente carneficine, omicidi e ammazzamenti vari, vorrebbero parlare d’amore…!!) ed è assimilato nella tradizione mitologica al “pipistrello” (animale notturno non amante della luce). Il Vampiro, molto simile analogicamente e senza offendere i pipistrelli, a colui che non potendo vivere nella luce (la giusta informazione..) e vivendo solo di tenebre (non conoscenza e disinformazione) “vola” sempre vicino agli altri per poterli avvicinare inaspettato e così poter parassitare, succhiare, il loro sangue (analogicamente tradotto come attenzioni, spirito, emozioni, sangue, denaro, beni, ecc.), sfruttando le loro debolezze caratteriali per potersi nutrire ab aeternum della loro luce..!. Il “vampirismo spirituale”, la peggior forma di satanismo oscurantista, sappiatelo è presente in ogni popolo, in ogni lingua, nelle tribù, nei gruppi politico-massonici, nelle religioni, nelle associazioni cosiddette “benefiche”, nei club privati, ed in tutti i rapporti umani debilitanti, e, la cosa da sottolineare in questo regime fraudolento in cui siamo immersi è riferibile soprattutto ai capi incarnati, coloro cioè che hanno personalità “carismatiche” che sanno come attuarne efficacemente la medianità: questo avviene quasi sempre, salvo rari casi, sfruttando e parassitando i deboli di ogni organizzazione sociale o religiosa..

la luce come oscurità…

 

Le eclissi sono fenomeni presi in considerazione dall’astrologia sin dai tempi più remoti, quando i popoli antichi le temevano come oscuri presagi, e, in generale, possono rappresentare, come nei fatti per la tradizione classica rappresentano, importanti cambiamenti e svolte decisive nella vita, soprattutto di regnanti (eclissi di Sole) e delle emozioni rimosse per gli individui (eclissi di Luna). Le eclissi sono indicative di una crescita o di un’evoluzione e nonostante la loro breve durata come fenomeno celeste, possono avere un effetto capace di condizionare gli eventi per alcuni mesi successivi (per quelle solari anche anni..: stando alla tradizione) rispetto al momento di quando si sono prodotte. Più specificamente, stando a certi ragionamenti antichi, l’eclissi di Sole rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo della nostra vita mentre quella di Luna ne segna la fine, la chiusura, l’abbandono del passato appunto.

chiesa evento nero….

Ho parlato di eclissi nella mia esperienza di astrologo tantissime volte, direi troppe (in fondo all’articolo potrete conoscere, se interessati, alcuni dei numerosi link dei miei articoli sull’argomento), ed ogni volta che mi accingo a darne un ulteriore spiegazione mi rendo conto che, proprio come la differente energia della fasi lunari, sempre cangianti tra loro, c’è sempre qualche nuovo input, qualche nuova sensazione da collegare, da intuire, se si vuole, empaticamente, al prossimo evento cosmologico che, seppur conosciuito nei minimi particolari, come la scienza dimostra ormai con una valida esperienza di risultati accertati, rilascia emozioni e significati sempre diversi che solo la dinamica astrologica è in grado di riferirne l’ampiezza valutativa, data la sua apertura analogica alle intime forme di coscienza che l’astronomia non consente..: per gli scienziati siamo di fronte ad un semplice evento fisico riproducibile negli anni, di breve mancanza di luce..per quanto ne restino ammaliati anche loro…Inutile sottrarsi dall’attrazione della Luna..e delle sue mutevoli forme, scienziati o meno che si sia nei fatti o nella mente..: essa determina la vita intrauterina, mi piace poter dire, di uomini e di donne..,a tal punto che è impensabile, nel considerare un fenomeno come l’Eclissi, la sola traduzione astronomico-scientifica, che per quanto efficace nel numero, non lo è altrettanto nell’anima e nella coscienza che ci appartiene sin dai remoti tempi quando l’Uomo era pieno di Intuizione, oggi, inscatolata da quell’orrore uniforme del progetto scientista.., al punto che si potrebbe, data l’ossessione tecnocratica, obiettivamente, parlare a buon titolo di Eclissi di Coscienza..! Il mito e la Storia, sarà bene ricordarlo agli scienziati, parlano degli eventi luminosi come fossero anima pensante a tal punto che una delle molteplici interpretazioni mitologico-religiose dell’Eclisse sia essa di Sole che di Luna, luminari entrambi oscurati al dunque, potrebbe essere quella dell’Apocalisse Norrena, secondo la quale nel giorno di Ragnarök (la battaglia finale fra luce e tenebre), Sköll, lupo mitologico che da sempre insegue il Sole, e Hati, suo fratello che insegue la Luna, riusciranno a divorare la stella e il satellite lasciando la Terra al buio coperta da un inverno perpetuo. Proprio come i bambini sotto il primo anno d’età non hanno ancora acquisito la permanenza oggettuale (quindi se un oggetto scompare dal loro campo visivo, esso per loro non esiste più), così anche gli adulti, di fronte a una totale eclisse (lunare/solare) sembrano subire e nei fatti subiscono, una sorta di momentanea regressione psicologica. Per diversi secondi infatti il corpo celeste che ci permette di vivere su questo pianeta grazie alla luce e ai raggi che emette cessa di esistere e con lui la Luna che ne riflette le istanze luminose distribuendole sulla Terra: possiamo quindi assistere al nostro personale Ragnarök per qualche istante, sentire come se l’universo potesse finire in quel momento e quindi alimentare quella precisa sensazione di tranquillità e di rilassamento mentale non appena ricompare la luce. C’è tanta scienza ma c’è anche tantissima anima nessuno può escluderla nemmeno il più convinto tra gli scienziati. L’aspetto grave di questa visione unilateralmente fredda e compulsivamente arida consiste nel fatto che la stessa Psicologia per accaparrarsi la nomenclatura di Scienza si è, in qualche modo, dimenticata dell’anima..che è presente nella sua stessa definizione..anche se spesso chiamata a testimone di una visione tutta sensoriale quindi poco, o per nulla, sincronicistica..!! Una certa corrente della psicologia dei processi cognitivi, infatti, intende tutti i processi psichici che avvengono nel cervello umano come processi funzionali, cioè come connessioni di simboli secondo regole (“concezione funzionalista”). Secondo questa concezione, i fenomeni psicologici sono interpretabili come sequenze di simboli connessi tra di loro secondo regole non ambigue, la cui applicazione altro non è se non una forma di calcolo: come dire che il Sole, simbolo energetico primo del messaggio astrologico, fosse considerabile solamente come un’arida candela di neutrini e non come quell’elemento essenziale alla vita dell’intera umanità..animata e non..!! In questo modo la psiche risulterebbe essere un insieme di funzioni elementari che seguono una logica binaria semplice, che permette la scelta tra due possibilità equiprobabili (0/1, acceso/spento, presenza/assenza). La scelta tra queste possibilità permette di configurare il bit, cioè l’informazione che consente di sciogliere l’alternativa. Secondo questa concezione, pertanto, il cervello umano sarebbe in tutto e per tutto paragonabile ad un calcolatore, avendo come funzioni fondamentali quelle di ricevere, manipolare e trasmettere informazioni. L’unica differenza sarebbe che nel cervello umano tali funzioni avverrebbero su base biologica anziché elettronica. Secondo voi siamo messi così..? Questa interpretazione, chiaramente trascura del tutto la dimensione che riguarda il significato delle informazioni trasmesse (dimensione semantica), occupandosi solo del modo in cui queste informazioni sono tradotte in simboli e manipolate indipendentemente dal loro significato, in maniera automatica (dimensione sintattica). La mia convinzione, aldilà della stessa dinamica psicologica o psicoterapica, seppur ammirabili come scienze, è che l’uomo non possa ridursi ad un insieme di automatismi, né biologici, né psicologici. In tal modo ogni processo che avviene nella psiche di un uomo sarebbe un calcolo e perciò simulabile da un calcolatore come un algoritmo. Questa è una visione, come dire,”riduzionista” per un verso e “meccanicista” dall’altro, al dunque, nei fatti, determinista….! Riduzionista in quanto nega ogni emergenza della coscienza. Meccanicista in quanto è basata sul meccanismo azione/reazione. Determinista perché date le premesse sono già determinabili le conclusioni… Praticamente, sic stantibus reb us, valiamo meno di una macchina, di qualsiasi macchina…!! Stando a simili congetture scientiste, seppur verificabili in molti contesti della realtà accademico-scientifica.., l’uomo sarebbe solo un automa e l’evoluzionismo sarebbe la concezione per la quale l’uomo apprenderebbe i comportamenti e gli schemi mentali che gli permettono di sopravvivere, senza l’uso della coscienza.

Ma è proprio la coscienza il plus valore che differenzia l’uomo dal calcolatore o non siete d’accordo..? Parlo con voi, amici o meno, legati a doppie mani alla scienza vostro unico dio ma al contempo anche vostra unica prigione…!!

LA COSCIENZA E IL CACCIATORE DI ECLISSI

Vi rispondo con le stesse vostre metodiche, con gli stessi sillogismi empirici che tanto vi solleticano: l’uomo sa di essere, è conscio di se stesso e questa consapevolezza gli permette di cogliere il limite che lo separa e lo differenzia dall’altro da sé che l’Astrologia, Scienza delle Scienze, unica nelle sue metodiche, a mio modo di vedere, definisce con una precisa proiezione geometrica tramite l’Asse dell’Orizzonte (Ascendente-Discendente o Asse I^-VII^Casa). Se l’uomo non fosse conscio di se stesso non riuscirebbe neanche a definire il limite che lo separa dall’altro: in poche parole non potrebbe fare esperienza, in quanto l’esperienza è sempre esperienza dell’altro da sé…! Dovrebbe essere chiaro perfino ai vostri cervelli matematicizzati questo ragionamento che non è filosofico tout court come a prima vista potrebbe sembrare . In realtà sapete bene che senza coscienza all’uomo sarebbe tolta ogni possibilità di scelta e di decisione, perché non avrebbe la capacità di effettuare valutazioni e dare giudizi e sarebbe condannato a fare sempre scelte simili in casi simili. Sarebbe un uomo senza motivazioni, senza intenzioni, senza volontà, ma soprattutto senza responsabilità (non senza libero arbitrio però…che è altra cosa..a mio modo di vedere in quanto penso che cresce con l’uso nel tempo della coscienza..e non come mezzo presente in noi sin dalla nascita..!!). Ma la responsabilità è una condizione necessaria della vita umana. Questa facoltà è data all’uomo dal pensiero, dalla possibilità di mettere in discussione l’ovvio e i presupposti, il che lo differenzia da tutto il resto…!! La coscienza, però, essendo un presupposto della responsabilità risulta anche essere un presupposto dell’imputabilità ovvero la condizione necessaria perché una persona possa essere considerata responsabile e chiamata a rispondere, se si vuole anche penalmente, di un fatto da lei commesso. La capacità di intendere e di volere, cioè la capacità di rendersi conto del valore dei propri atti e di determinare liberamente e volontariamente il proprio comportamento, è infatti condizione imprescindibile dell’imputabilità. Ma un uomo senza coscienza, cioè una specie di uomo-automa non si troverebbe in una continua incapacità di intendere e di volere, e quindi non risulterebbe, forse, perennemente non imputabile? E se si volesse accettare questa concezione e cambiare il concetto di imputabilità, come si potrebbe punire un individuo che agisce in modo così determinato come sostiene la concezione scientista? Quando un qualsiasi personal computer riscontra un errore, la soluzione più utilizzata è quella di “resettare” l’intero sistema: ma si può resettare l’uomo? Un uomo senza coscienza, quindi, non solo non sarebbe imputabile, ma non sarebbe neanche in grado di mettersi in relazione con nessuno, non avrebbe progetti, non avrebbe possibilità di scelta, avrebbe lo sguardo spento e fisso nel vuoto, non conoscerebbe né l’amore né l’odio. La sua vita sarebbe in tutto e per tutto paragonabile a quella di un computer…!!! Quindi mi sembra chiaro che non siamo solo dei computer altrimenti le intuizioni, le visioni alternative, le emozioni d’angoscia e di felicità dell’Uomo, da cose nascerebbero..? Un sintomo questo quindi che esprime una disperata richiesta di un percorso interiore verso dimensioni più animiche e spirituali, un bisogno impellente di iniziare una relazione con la fonte interiore, base e conferma del significato dell’esistenza e di libertà dai nostri “io” separati. La non soddisfazione di questa necessità improcrastinabile dell’uomo (quindi appartenente anche a coloro che fanno scienza..) viene definita dalla tradizione asservita alla logica religiosa: “inferno”…!! Non a caso Jung, nel 1961, scriveva: “In latino alcol si dice “spiritus”. La stessa parola, dunque, viene usata per la più elevata esperienza religiosa e per il più corruttore dei veleni. Una formula utile quindi è: Spiritus contra spiritum”. Jung mise in relazione la sete dell’alcolista per l’alcol con un più profondo anelito dell’anima: il desiderio struggente di ogni essere umano di conoscere la sua vera identità, di trascendere i propri confini, unirsi con Dio e raggiungere la totalità. Questa immensa nostalgia, la sete dell’anima per qualcosa di indefinibile descritta nei versi poetici o nella letteratura spirituale è l’impulso verso il contatto con la dimensione più profonda di se stessi e un moto evolutivo verso una coscienza più ampia e più completa. Quest’impulso, quando non ascoltato, può trasformarsi nei più svariati “sintomi” che vanno da un diffuso “mal di vivere” e dalla perdita del senso della vita fino alle sue estreme manifestazioni come le varie forme di dipendenze da sostanze che il positivismo scientista, esasperato ed esasperante, ha motivato più o meno scientemente, sin dall’Ottocento, l’epoca dei Lumi.., destrutturando tutta la psicologia della mente umana, anticamente in libera frequenza intuitiva con la natura circostante.., seppur vivente nelle malinconie impaurite della ignoranza scientifica in cui era immersa..! Secondo le nostre antiche tradizioni spirituali la separazione dal nostro “Sé profondo” (la nostra natura divina) è il nostro “peccato originale”, la ferita esistenziale che può lentamente trasformarsi in un “dolore senza nome”, una sete insaziabile di infinito, l’impulso verso un abbraccio totale all’esistenza, qualcosa come un’esperienza non ben definita di unità e di libertà. In molti suoi scritti Jung descrive questo struggente desiderio che ci travaglia e vede in questa sete di totalità l’elemento propulsivo del Processo di Individuazione (astrologicamente definito e definibile dal Grado, minuto e secondo dell’Ascendente), la forza dinamica che tende a unire l’io e l’inconscio. Le Eclissi, come qualsiasi altro evento galattico, se sono degli eventi programmabili, diciamo astrofisicamente secondo dei calcoli precisi, sono vieppiù delle manifestazioni della Coscienza, solare o lunare, di cui disponiamo proprio o per differenziarci da quel computer…: noi abbiamo visioni opportune che semmai ci hanno consentito di costruirlo quel computer….che non ha alcuna sensazione immaginifica dell’essenza dell’essere..di cui noi, nel bene e nel male siamo forniti..: un’Eclissi, lo si accetti o meno, è chiaramente un’esperienza profondamente emotiva per molti se non per tutti, scientisti compresi.., arriverei a dire, come spiegherò tra poco, che può essere correlato ad un processo terapeutico!! In un libro intitolato Total Addiction: La vita di un cacciatore di eclissi” , dello psicologo clinico Kate Russo, a tal proposito, ci si creda o meno, egli spiega il fenomeno dell’Eclissi come una sensazione intensamente fisica oltre che ipnotica ed eterea: non è un astrologo, voglio sottolinearlo, perchè tra certe persone c’è chi differenza la capacità scientifica della psicologia da quella astrologica.., chiaramente sbagliando s’intende. Kate Russo sottolinea nel suo scritto, come un migliaio di “cacciatori di eclissi” si sono recati in Antartide nel 2004: nel suo studio, ha scoperto che il 59% dei cacciatori di eclissi era d’accordo nel dire che la loro caccia all’ombra nell’ombra della luna era diventata una dipendenza. Il 67% riteneva che essere un cacciatore di eclissi fosse ormai parte della loro identità. Per un numero sempre più significativo di persone sembra essere diventato quasi ‘ossessionato’ dall’esperienza, portandoli a perseguire le eclissi in tutto il mondo, quasi come se questa fosse diventata una nuova ‘dipendenza’: si capisce ora che l’Eclisse, la mancanza di energia, la sensazione d’abbandono, la forma malinconica che ne deriva, secondo lo psicologo, ha potuto provocare anche stati d’ansia, di angoscia e di depressione tali, da provocare forti stimoli al suicidio di massa..in quanto innervati dalla storica ignoranza dell’evento considerato millenariamente funesto..per l’avvento improvviso della notte in pieno giorno..!! Secondo la ricerca di K. Russo c’è omologabilità tra quella necessità di caccia e la volontà di perdersi in quella notte..cosa peraltro registrata in vari suicidi avvenuti negli anni (si parla, in questo senso, anche della strage di massa organizzata dal “satanista” C. Manson..: così definito per l’inammissibilità di certe crisi psichiatriche, correlate all’eclissi, non condivise..!). Ora, aldilà di certa connessione, è del tutto evidente che questi eventi siano frutto della coscienza empatica dell’essere umano, ne più ne meno che le considerazioni della maggiore o minore luminosità da registrare quantitativamente nel corso dell’evento..? Coscienza e consapevolezza sono alla base di certe forme di passione o di passionalità che rasenta l’esegenza di spiritualità che certi eventi solilunari trasmettono col rischio, neanche da poco, di rimanerne accecati in goni senso sia fisico che mentale..!! Il che, inutile ripetermi, travalica di gran lunga la dimensione solo numerica, astronomicamente parlando, dell’evento eclittico..!! Spero che io sia stato sufficentemente chiaro..: l’eclissi parla con noi di noi e della nostra capacità mentale, animica e spirituale aldilà del suo mero significato astronomico.., ma al contempo si può dedurre proprio dalle ricerche e dagli studi di altri psicologi che questa affannosa volontà di cercare le eclissi che si è potuta riscontrare in ogni dove nel mondo mette in risalto la comunione delle due fonti solo apparentemente differenziate: in quanto la possibilità ormai velocizzata al secondo della conoscenza anticipata del luogo e del momento dell’evento eclittico ha disciolto, ovvero sta disciogliendo, l’antica tesi della paura angosciante suscitata sugli antichi popoli, fin’oltre al medioevo inoltrato, in quanto gli eventi eclittici erano sconosciuti o accadevano all’improvviso e venivano tradotti, data la perdità della luce improvvisa, e registrati dalla coscienza popolare come nefasti e così tramandati nei secoli: nefasti a tal punto che erano considerati dalle varie popolazioni e dai loro governanti, dai leader religiosi, come neri auspici degli dei, contrariati dal pessimo comportamento dell’Uomo, per cui venivano organizzati anche in popoli civilmente avanzati, Maya, Atzechi, Inca..ecc.ecc.. i rituali di morte, financo sacrifici umani, in onore del dio offeso. Quindi c’è unione dei significati tra scienza e anima in quanto è probabile alla luce delle nuove ricerche di questi anni che milioni di cacciatori di eclissi rischiano di ignorare l’elemento più attivante di tutti, e con loro gli stessi scienziati, che non è tanto l’esperienza fisica reale del presenziare all’eclisse quanto piuttosto la loro reazione psicologica, che è cambiata perché la scienza moderna ha soppiantato l’antica superstizione di morte..grazie alla informazione della conoscenza dell’evento e della sua spiegazione. Sappiamo che tutti possiamo raccogliere e condividere un’esperienza comunitaria: il che aggiunge forza emanate al suo potere psicologico (concetto di massa critico..). Pertanto la conoscenza generalizzata, grazie agli studi scientifici dell’evento eclittico, ha consentito di comprendere che stare all’ombra della luna non significhi inequivocabilmente  la fine del mondo, né alcun altro cataclisma superstizioso: significa invece, e questo serva anche all’astrologia classica, che siamo liberi di sperimentarlo senza paura e senza angoscia..nonostante che ne sentiamo, senza alcun dubbio, il riflesso psichico sulla nostra coscienza, proprio come il silenzio terrifico della natura al momento del buio improvviso..! Oggi le persone inseguono le eclissi e possono unirsi per sperimentarle, grazie alla scienza moderna, mentre in passato, a causa dell’antica superstizione, ne avevano paura e ne subivano le pressioni psichiche ancora non conosciute da quelle antiche popolazioni..!!

Detto questo, per stabilire il primato della coscienza nell’uomo e conseguentemente nella dinamica astrologica che dell’uomo ne segnala la strada da percorrere.., parliamo dell’evento eclittico del secolo che ormai è stato esperito dalla quasi totalità del mondo, non senza far comprendere però come oggi sia meglio, a mio modo di vedere, scremare il concetto di paura, di preoccupazione, financo d’isteria, insito nelle eclissi, causa la perdità della luce..

3.752 anni fa, esattamente il 3 maggio 1735 a.C., i  Babilonesi furono spettatori di un’eclissi solare totale e la documentarono sulle loro tavolette d’argilla. Giunte fino a noi rappresentano la più vecchia testimonianza di questi eventi celesti.

 

 

Roma 26.07.2018                                  Claudio Crespina

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

-Raffigurazione Eclisse di R. Plevano

-Total Addicition: la vita di un cacciatore di Eclissi. Kate Russo

LINK ARTICOLI DEL Dr.Crespina  SULL’ECLISSI:

-1-http://www.ilnadir.com/blog/481-l-eclissi-bellicosa.html

-2-http://www.ilnadir.com/esplorazione-zodiacale/609-eclisse-di-sole-2017.html

Riguardo L'autore

Redazione Il Nadir

Il dr. Claudio Crespina, astrologo, filosofo, counselor psicologico-comportamentale e ricercatore nasce sotto il segno del Capricorno a Roma, una città così significativa e simbolicamente attraente, per i suoi continui richiami storici ed esoterici che credo superfluo e inutilmente ripetitivo spiegarne la grandezza e l’importanza.

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