Astrologia Mito ed Esoterismo

Polifemo e Ulisse controversia di archetipi

ARTICOLO IN PREPARAZIONE

chi era Polifemo…. e sopratutto chi vogliamo chi …sia e che cosa  sia??
Tu parli intelliggentemete dell’incontro di due mondi: la cultura e la conoscenza contro la brutalità e la restrizione….solo che io penso che vanno scambiati i personaggi, attori dei due ruoli e questo è ancor più evidente, nel secondo, e non per importanza, romanzo epico per eccellenza che è l’Eneide, che con l’Odissea, parla del mito di polifemo. Virgilio affida al greco Achemenide che, dimenticato da Ulisse nella spelonca di Polifemo al momento della fuga, era sopravvissuto nei boschi etnei, cibandosi di erbe selvatiche e di radici, il racconto dei fatti avvenuti nella famosa caverna. Virgilio, rappresenta quindi soltanto un riepilogo e, in certo modo, un concitato commento postumo agli avvenimenti riferiti dall’Odissea: Enea vi giunge tre mesi dopo quando l’uccisione dei compagni di Ulisse è ormai un fatto compiuto.
Ripropongo la domanda chi era il cattivo e chi era il buono…..?
Ulisse, uomo greco colto, e Polifemo, brutale mostro con un solo occhio …al centro (la Pineale….?). Chi è il rozzo e chi il colto in quella storia in cui non a caso sono 12 (sottolineo 12) i compagni di Ulisse che entrano nella grotta….? 4 moriranno mangiati… (ne restano vivi 8, -scorpione morte ressurrezione-; 7- l’altro- ritorneranno con Ulisse; 1, Achemenide, l’Io, resterà sull’isola). Ulisse, il buono, ad una prima lettura, agisce solo furbamente, pensa a se, si dimentica un compagno e per questo il suo nome è nessuno, perchè per sopravvivere usa solo i mezzi razionali privandosi completmente della visione animico-spirituale, che nei casi di vita o di morte, nella caverna del rimosso dei nostri archetipi, è la vera unica via che Polifemo, il rozzo, il brutale, il cannibale, usa invece, nonostante fosse stato accecato, per affondare la nave di Ulisse in fuga. Ulisse è la parte perversa dell’uomo, ulisse è colui che va in tutti i bordelli, è eroe sui generis: cade da Circe ammaliato, come un uomo qualsasi. Lui è il rozzo, caro Vincenzo. Polifemo, il mostro, è colui che è dotato di una vista superiore inarrivabile per uomini,” solo uomini”, direbbe Rudhyar, quindi per questo disegnato (un pò come melanconicamente dice, Jessica Rabbit: mi disegnano gli altri così, ma io non sono così, consentii la digressione) cattivo e cannibale: conosci qualcuno tra i tuoi amici che non capendo qualcosa si sforza di cercarne il significato o meglio ancora, ad ammettere l’ignoranza….? Quello che non capiamo è ALIENO, è in-guaribile (che significa guaribile dentro, ma lo sanno in pochi compresi i medici….)è incomprensibile….quindi è mostruoso, è cattivo, è anomalo. Io sono un fustigatore delle cattive menti e ricerco gli scopi e se questi due romanzi epici (Odissea ed Eneide) che ci siamo dovuti ingurgitare, senza capirne minimamente gli scopi veri, che certamente prevedevano lavori per “iniziati” …non potevano avere una sola logica letterale ed anche estremamente noiosa, come la lunghissima tela che la povera Penelope..tesseva per un Uomo …inetto..!!!.Lo stesso uomo d’oggi, che non si eleva aldilà del proprio orticello e si spaventa se qualcuno lo fa….chiamando sistematicamente la santa inquisizione per capire il giusto e l’ingiusto e dando al rogo il mostro, colui che sa…
E’ la sapienza astrologica che apre la via …bisogna capirlo: quei due libbri sono per iniziati e tutto il racconto parla di esoteria limbica se mi consenti. VIVA POLIFEMO COLUI CHE SBRANA GLI…..IGNORANTI E I POVERI DI SPIRITO……..

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quando tu hai scritto: “Non affrontiamo polifemo lo aggiriamo come ha fatto ulisse: usiamo strattagemmi per non avere nulla in cambio… perchè Polifemo poi ritorna più forte di prima sotto altra veste……o no???”, la domanda che probabilmente tutti ci siamo posti potrebbe essere stata: “Già, ma chi sarebbe il Polifemo che, aggirato, ritorna più forte sotto altre vesti?”.

Una risposta poteva essere già contenuta nella tua frase: “noi siamo pilotati dall’interesse che in quel momento ci calamita, poi però col tempo,quello che era interesse diviene qualcos’altro e siamo pronti a rinnegare le nostre convinzioni più radicate (figli compresi…).” che, lascerebbe intendere chi sia Polifemo.

Un ulteriore riferimento che tu fai di Polifemo potrebbe essere contenuto nella seguente frase: “… finchè non troviamo un antro (stanza…) dove crediamo di essere al riparo, ma poi arriva il Gigante-ombra che ci scuote dentro divorando tutto il nostro “buio”.
Potrebbe…

Interessante capovolgimento del mito da te proposto:” Ulisse è la parte perversa dell’uomo, ulisse è colui che va in tutti i bordelli, è eroe sui generis: cade da Circe ammaliato, come un uomo qualsasi. Lui è il rozzo”.

Mi piacciono i capovolgimenti di fronte anche se penso con tristezza a Penelope che “tesseva per un Uomo …inetto..!!!”.

Penso e ripenso a Ulisse, metafora dell’uomo di ogni tempo.
La longa manus di Ulisse è ovunque nella nostra quotidianità.
Egli non è Achille, guerriero e poeta che canta in riva al mare la gloria degli eori. Ulisse è l’eroe del racconto, che vuol compiere il proprio dovere e, tornare a casa dai suoi. E’ un uomo che cerca in tutti i modi di vivere: mentre escogita, vive veramente.

Ulisse va incontro al suo destino, si chiami Polifemo o Antifate.

Dire bugie è l’arte più difficile che esista e lui è un artista. Le sue menzogne richiedono coerenza, rigore narrativo, esito creativo.
Singolare il confronto con il suo doppio, Penelope, artefice dell’inganno della tela.

Ulisse è l’eroe delle metamorfosi! A seconda delle occasioni è servo, mercante, eroe astuto, affascinante amatore, interprete di sogni.

E Polifemo? Ecco come viene presentato il ciclope:
“Qui un uomo aveva tana, un mostro,
Che greggi pasceva, solo, in disparte,
E con gli altri non si mischiava,
Ma solo viveva, aveva animo ingiusto.
Era un mostro gigante; e non somigliava
A un uomo mangiator di pane, ma a picco selvoso
D’eccelsi monti, che appare isolato dagli altri”.
Omero

Graves, sostenuto da fonti e riferimenti, spiega le radici storiche di queste figure mitologiche. I Ciclopi, secondo la sua ipotesi, furono membri di un’associazione di fabbri durante la civiltà elladica primitiva. Ciclope significa “dall’occhio rotondo” e pare che essi avessero tatuati sulla fronte dei cerchi concentrici in onore del sole, fonte del fuoco che alimentava le loro fornaci.

I Ciclopi vengono descritti come monocoli anche perché i fabbri ferrai spesso si coprono un occhio con una benda per ripararlo dalle scintille. In seguito ci si scordò della vera identità dei Ciclopi e i mitografi, lavorando di fantasia, dissero che le loro ombre vagavano nelle caverne dell’Etna, per spiegare così il fenomeno del fuoco e del fumo che uscivano dal suo cratere.

E’ nel IX canto dell’ Odissea che viene ben delineata la figura di un Ciclope, ed essa è quella che più si fissa nella nostra memoria. Ormai scordata l’arte dei loro avi, che lavoravano come fabbri per Zeus, i Ciclopi che abitavano l’isola toccata da Ulisse e i suoi compagni, erano pastori senza legge che vivevano isolati in caverne profondissime. L’antro dove Ulisse e i suoi compagni si era rifugiato era l’abitazione di Polifemo, il gigantesco figlio di Poseidone e della ninfa Toosa, che era solito nutrirsi di carne umana.

Come te però, Teocrito descrive Polifemo in un modo più amichevole e simpatico, dipingendogli un carattere gentile.

Polifemo è anche un personaggio di una storia delle Metamorfosi di Ovidio, “Aci e Galatea”. Il primo è un pastore siciliano, la seconda una Nereide. Lei ama lui ed è contraccambiata. Ma si inserisce nella storia il ciclope Polifemo, che ama anch’esso la ninfa. Così l'”intralciatore” uccide con un grande masso Aci.

È noto come Polifemo un uomo dell’equipaggio della nave Argo di Giasone. Non sappiamo se questo personaggio sia realmente lui.

Riguardo L'autore

Redazione Il Nadir

Il dr. Claudio Crespina, astrologo, filosofo, counselor psicologico-comportamentale e ricercatore nasce sotto il segno del Capricorno a Roma, una città così significativa e simbolicamente attraente, per i suoi continui richiami storici ed esoterici che credo superfluo e inutilmente ripetitivo spiegarne la grandezza e l’importanza.

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