CI VIENE TRAMANDATO QUESTO PERIODO, IL COSIDDETTO BLACK FRIDAY, RELATIVO ALLA FINE DI
NOVEMBRE (AD ESSERE ESATTI RIFERITO AL QUARTO VENERDI DEL MESE..) COME UN IMPORTANTE, DIREI SFRENATO, PERIODO DI SHOOPING NATO NEGLI STATI UNITI, E DOVE ALTRIMENTI.., MI VIENE DA SOTTOLINEARE..!! DIFFUSOSI, COME AVVIENE REGOLARMENTE DA SEMPRE, POI NEL RESTO DEL MONDO..AD OGGI SI POTREBBE DIRE SENZA TEMA DI SMENTITA CHE IL BLACK FRIDAY SIA DI FATTO IL GIORNO MONDIALE DEDICATO AGLI ACQUISTI PIU’ INTENSO DELL’ANNO..In Nord America, di sicuro, il Black Friday è un giorno in cui le persone fanno shopping per approfittare di saldi e sconti su vari articoli in negozi e centri commerciali da molti anni per non dire secoli..
Ma Cosa significa veramente Black Friday?
Beh, come sempre, direi di andare per ordine così da poter capire meglio cosa bolle in pentola con questa “signatura” apparentemente commerciale e se l’uso del mio consueto laser astrologico mi consente di vedere anche oltre la solita cortina fumogena che certo potere di origine anglofona (le proverbiali 13 Famiglie di origine europea dei Regnanti blasonati, tutte correlati al mondo vaticanense gesuita.), ormai venuto alla luce dopo millenni di oscurità e di malvagità gratuite, gesta perverse e disumane perpetrate in ogni angolo di mondo, utilizzate unicamente per mantenere in schiavitù le popolazioni mondiali, privandole delle loro ricchezze, ha provveduto ad alimentare nei secoli onde coprire le sue malefatte..! Le origini del Black Friday sono state dibattute per decenni. Ci sono molte teorie sull’origine del termine, ma non esiste una risposta apertamente conclusiva che dia una reale spiegazione di questa strana consuetudine, come detto, apparentemente di origine propriamente commerciale. Tra le svariate spiegazioni originali ce sono alcune veramente superficiali, quasi a voler volutamente nascondere una natura più impegnativa del periodo in oggetto: infatti, alcuni, limitando, direi ingenuamente, la spiegazione alla scelta del colore, dicono che derivi, appunto, dal colore dei vestiti
indossati dalle persone che hanno fatto acquisti in questo giorno, mentre altri dicono, ancora peggio, che derivi dall’ora del giorno in cui i negozi avrebbero aperto…Sciocchezze senza eguali..!! Le origini del Black Friday, non sono del tutto chiare. Alcune persone credono che derivi dalla guerra civile americana, quando i negozi aprivano per vendere merci a basso costo per aumentare il morale dopo che gli stati del sud avevano perso la loro fornitura di cotone. Altri pensano che provenga dagli eventi accaduti nella città di Filadelfia nel 1869, quando un poliziotto fu ucciso a colpi di arma da fuoco in servizio durante una protesta contro il taglio dei salari dei lavoratori. I manifestanti erano così arrabbiati che hanno iniziato a saccheggiare i negozi, dando origine al termine “Black Friday“.
La Storia, se così si può dire, del Black Friday fino ai tempi moderni
C’è verità e falsità circa questa denominazione, cosa peraltro ormai accertata per ogni evento che ci hanno raccontato sui libri di studio, non a caso obbligatori, sin dall’età dell’obbligo, appunto, siano essi di Storia, di Scienza, di Cultura, di Narrativa, di Religione, di Teologia, di Arte, di Geografia, di Clima e di Antichità, ragion per cui non è proprio semplicissimo rendersi conto di cosa volesse realmente significare questa denominazione e da cosa prese spunto per quanto oggi la si traduce sostanzialmente e unicamente con un carattere esplicitamente commerciale che però non soddisfa una giusta e coerente spiegazione di questo nome, di fatto obnubilante la vera sua significanza, quasi ad oscurarne, come spesso accade quando ci si mette in mezzo il Potere dominante, la genesi delle origini che in realtà non sembra riferibile proprio a qualcosa di festoso ovvero di propositivo per l’umanità anche stando al richiamo del Nero (black) nella dicitura della titolarità dell’evento. Ma andiamo per ordine perchè la questione non è proprio di quelle semplici da chiarire.., chiaramente non superficialmente collegabile al miglior giorno o al miglior periodo per gli acquisti decisamente convenienti perchè fortemente scontati..: logica questa di fatto non proprio accettabile per una nomenclatura così contorta dovendo rappresentare solo il classico “consiglio per gli acquisti di “costanziana” memoria, in questo esclusivo caso, fortemente scontati”..!! Per dirla tutta è proprio questa strana, questa fuorviante denominazione appiopatagli, Black Friday, che non collima minimamente con lo scopo di alimentare il più possibile le vendite commerciali, per giunta scontate: che c’entra in questo senso il Venerdì e soprattutto che c’entra il Nero..con gli acquisti vantaggiosi..? Forse sarebbe stato meglio, dato l’inglesizzazione dilagante, un titolo come “flash free”, che ne dite..? Utile, ad esempio ed anche fruibile come assonanza, per consentire di vedere, come un flash, come un fulmine a ciel sereno, anche coloro che non sanno come riconoscere un vero affare..! Ma data l’onerosa quantità e qualità di domande a cui dover rispondere, come detto, andiamo per ordine..e vediamo di orientarci innanzitutto nelle notizie circolanti sui libri e giornali d’epoca per dare una logica cronistoria di questo evento, peraltro, di per se senza alcun valore, se lo riferiamo, come ci viene proposto dall’establishment globalista, tuttora al governo del mondo occidentale europeo e in parte americano, alla sola necessità della compravendita spropositata di ogni cosa vendibile ed acquistabile presente nel mondo, che semmai ne segnala una deriva drammaticamente intollerabile dati i tempi duri che l’Umanità intera sta passando in questi ultimi anni del terzo millennio. Oggi il Black Friday significa, almeno in apparenza, sostanzialmente vendite da record, carrelli digitali stracolmi e una corsa agli acquisti da parte delle milioni di persone interessate, che coinvolge sia i negozi fisici che quelli online.
Ma agli inizi non si poteva di certo considerare questo aspetto così dichiaratamente commerciale e soprattutto così
vantaggioso un pò per tutti sia venditori che acquirenti: in realtà potrei dire senza pena di smentita che questo evento sia passato da forme espressive di chiara frustrazione a simbolo di profitto ed entusiasmo, almeno apparenti: questa in brevissima sintesi è la storia, se così si possa definire, l’escalation del Black Friday, se si rimane alla sola formulazione del significato commerciale..! Ma come vedremo quella definizione, così nebulosa, non può avere come vera finalità il vantaggio derivante dalla compra-vendita altamente scontata che fu promossa in quel tempo, che con quella definizione, tutta aderente al noire, non ha nulla a che vedere. La notizia che ne richiama l’origine, quella, diciamo, “storicamente rilevante”, si fa per dire…,va riferita alla storia degli Stati Uniti come ben sanno fare le schiere ben pagate dei cosiddetti storiografici: il Black Friday infatti viene ancorato innanzitutto al giorno dopo (Venerdi) quello che gli americani chiamano la “festa del Ringraziamento”, storicamente di giovedì (ovvero il “Thanksgiving”), cioè per essere esatti, il Quarto Giovedì di Novembre, quando la gente, presumibilmente satolla e ripiena di tacchino, approfitta della festa, agendo decisamente senza il solito controllo quotidiano, liberandosi delle consuete preoccupazioni giornaliere presenti tutto l’anno, da sfogo al suo istinto per divertirsi e per fare un po’ di shopping: a ben riflettere, però, le spese si fanno sempre prima della festa, giammai dopo..! Ora è bene sapere che nei decenni successivi all’istituzione del Ringraziamento come festività annuale, decisa nel novembre del 1863 da parte del presidente Abraham Lincoln, questa divenne l’inizio non ufficiale della stagione delle feste. Poi, tra la fine del XIX° e l’inizio del XX° secolo, diversi grandi magazzini iniziarono a sponsorizzare sfilate per il Ringraziamento, proprio come passò alla storia la famosa “Macy’s Thanksgiving Day Parade”, ben descritta dal Daily News nel 28.11.1924. Sfilate per giunta conosciute con l’appellativo religioso come “Saint Parade” perché si concludevano con l’arrivo di Babbo Natale. E’ del tutto evidente che queste sfilate non avevano nulla di “santificabile”, ma venivano utilizzate dai grandi magazzini per lanciare le loro campagne natalizie e aumentare l’entusiasmo per lo shopping natalizio: per quanto, ad onor del vero, era certamente diversa da oggi l’atmosfera del Natale che si palesava in quei primi anni del Novecento, ancora giustificabili in qualche modo in chiave religiosa..! Ma per capire poi come l’affare, qualsiasi forma d’affare, dove c’è quindi scambio di denaro, al dunque infesta ogni trattativa, difatti alla fine, divenne una regola non scritta che i rivenditori non avrebbero iniziato i saldi natalizi prima del Ringraziamento…!
Ho detto, in questo senso che il Black Friday cade il giorno successivo al Ringraziamento. Pertanto, per rispondere tra le tante, anche alla domanda sul motivo per il quale il Black Friday cade di Venerdì, sarebbe bene spiegare perché il Ringraziamento cade di Giovedì che ben sanno gli astrologi essere il giorno dedicato a Giove, il dio della Fortuna Major, per giunta governatore del Sagittario, segno promotore del periodo del Ringraziamento. Pertanto è opportuno sapere che il Giorno del Ringraziamento ebbe origine all’inizio del XVII secolo: esso nacque, come vuole la tradizione, come giorno dedicato a ringraziare religiosamente il Dio per la benedizione del raccolto e dell’anno trascorso. Le origini del Giorno del Ringraziamento, stando alle cronache, si fanno risalire al 1621, quando i Padri Pellegrini a Plymouth, Massachusetts, organizzarono un banchetto con i Nativi Americani per ringraziare Dio per un buon raccolto dopo un inverno difficile. La festa
fu poi resa annuale da Abraham Lincoln il 26 novembre 1863 (inizio Sagittario) e ufficialmente istituzionalizzata da Franklin D. Roosevelt nel 1941, fissando la data al quarto giovedì di novembre e, così tanto per informarvi, il secondo lunedì del mese d’ottobre in Canada. Anche se a causa della Guerra di Secessione in corso, che come tutte le guerre, ebbe origini ben diverse da quelle che si trovano dichiarate sui libri di storia, la celebrazione del Ringraziamento non divenne una pratica nazionale fino alla ricostruzione degli anni Settanta del XIX secolo. La Festa del Ringraziamento, però, ha origine ancor più profonde perchè la sua data originaria va ratificata nel 1621, quando i territori americani erano ancora colonie britanniche. Secondo la tradizione, i Padri Pellegrini del Mayflower, un gruppo di cristiani puritani, partirono dal porto inglese di Plymouth verso le Americhe per fondare una nuova città in cui mettere radici. Le condizioni ostili del terreno, però, misero a dura prova la sopravvivenza degli abitanti della neonata Plymouth, la città insediata nell’odierno Massachusetts. Furono gli Indiani d’America ad intervenire in loro soccorso, insegnando al gruppo di cristiani cosa coltivare e quali animali allevare. I primi documenti ufficiali che citano la Festa del Ringraziamento risalgono al 1623, quando il governatore della colonia William Bradford istituì un giorno di festa in cui si ringraziava il Signore per il raccolto e, secondo la tradizione, anche i nativi pellerossa prendevano parte alla ricorrenza. La festa, poi, come detto, si diffuse ulteriormente durante la guerra di secessione, quando Abramo Lincoln nel 1863 ne proclamò la sua celebrazione annuale, poi ratificata da Roosevelt. Per dirla tutta sugli eventi del passato relativi alle origini di questa manifestazione, al dunque commerciale, non dovremmo dimenticare che gli Stati Uniti sono un paese basato in parte sulla separazione tra Chiesa e Stato. In questo senso, infatti, bisogna ricordare come preghiere e cerimonie in quanto dimostrazione pubblica pìetas religiosa hanno avuto difficoltà a trasformarsi e diventare una festa nazionale negli Stati Uniti. Pertanto, Thomas Jefferson riteneva che il Ringraziamento non dovesse essere considerato una “festa nazionale”. Di conseguenza, in quel tempo la data di celebrazione del Ringraziamento finì per variare da stato a stato. La nazionalizzazione della festività non arrivò, come detto, fino all’era di A. Lincoln, nel 1863. Influenzato dalla campagna elettorale quarantennale dell’autrice Sarah Josepha Hale, il presidente Lincoln emanò un proclama che designava il 26 novembre 1863, giovedì, come Giorno del Ringraziamento, invitando i suoi connazionali a “riservare e osservare l’ultimo giovedì del prossimo novembre come giorno di Ringraziamento e Lode”. E’ bene sottolineare in termini strettamente astrologici, come in quel giorno il Sole sia ad inizio Sagittario, considerato da molti, direi anche a pieno titolo in un certo senso, il Segno dirimente degli Stati Uniti d’America.., seppur ho più volte scritto come il suo Ascendente sia a fine Scorpione (e non Sagittario..) così segnando e assegnando i confini dell’intera Prima Casa del Tema Americano al Sagittario, che diviene così domificato come primo Segno di riferimento nel Ciclo delle Case, nonostante l’Ascendente sia a fine Scorpione (desunto dalla iconica moneta da 100 dollari dove si legge l’ora segnata dalla torre dell’orologio posta di fronte alla storica sede, ove si firmò la dichiarazione d’indipendenza). Peraltro, va sottolineato come uno strano destino in chiave astrologica sia riferibile alla genitura del cielo americano, in quanto, non solo l’Ascendente, ma anche l’apparente e consolidata nascitura del Sole Cancerino, relativo alla data di nascita, per molti autori registrata, il 04.07.1776 (giorno in cui venne firmata la famosa Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti formati dalle 13 colonie in rivoluzione contro l’oppressione politica fiscale e commerciale della Gran Bretagna) non consente certezze applicative da riferire come data ufficiale..! Non a caso la Storia Americana, su cui pendono non poche indecisioni, sembra suggerirci altre datazioni, anche suffragate con criterio dalla realtà storica che segnala come autenticamente rilevante questa data di fondazione, il 9 aprile 1865, in Ariete: segno belligerante per eccellenza, ben evidente nel comportamento socio-politico della nazione americana, cosa questa che al Granchio, segno lunare per eccellenza, proprio non appartiene..!! In quel giorno, infatti, nell’antico tribunale di Appomattox, in Virginia, il generale Robert E. Lee, comandante dell’esercito confederato, firmò la resa degli stati del Sud all’Unione nordista (l’Unione nordista, o Stati Uniti d’America, era lo schieramento degli Stati che si opponevano alla secessione e alla guerra civile). Questa firma segnò la fine della guerra civile americana. Con la vittoria dei Nordisti ebbe fine lo schiavismo, ma sostanzialmente non mutò la situazione sociale ed economica della popolazione di colore (basti ricordare la nascita del perverso e demoniaco Ku Klux Klan). Non a caso, come abbiamo visto spesso accadere nella storia funesta dei Presidenti americani, di certo non coerente alla sensibile energia cancerina, solo pochi giorni dopo la fine della guerra, il 14 aprile 1865, il presidente Lincoln, che si preparava a effettuare il reinserimento degli Stati secessionisti con misure moderate, venne assassinato.
ROOSVELT SUPERSTAR
Ma tornando alla storia del Black Friday, va segnalato come l’espressione “venerdì nero (Black Friday)” continuò a essere ricordata nella storia economica statunitense come sinonimo di panico finanziario e avidità speculativa (vedi crollo borsistico del settembre 1869), molto prima di assumere, nel secolo successivo, il significato commerciale legato al periodo degli acquisti scontati, successivi al già conosciuto, come detto, Giorno del Ringraziamento e nel 1939, verso la fine della Grande Depressione, fu opera del presidente Franklin D. Roosevelt che volendo rilanciare l’economia allungando la stagione degli acquisti, sconcertò la maggior parte
della nazione cambiando la data del Ringraziamento. C’è da dire che fino a quel momento, la data del Ringraziamento non era mai stata stabilita da una legge federale, ma dalla presidenza di Lincoln, come sopra descritto, era diventata tradizione celebrare la festa l’ultimo giovedì di novembre. Nel 1939, tuttavia, accadde che quel novembre aveva cinque giovedì, quindi il Giorno del Ringraziamento sarebbe caduto il 30, il che, secondo i lobbisti del commercio al dettaglio, avrebbe abbreviato –e quindi danneggiato– la stagione degli acquisti natalizi. Per farlo, spostò il Giorno del Ringraziamento dal quarto giovedì di novembre al terzo, concedendo agli acquirenti una settimana in più prima di Natale. Così, ad agosto, Roosevelt decise di anticipare il Giorno del Ringraziamento di una settimana, al penultimo giovedì, il 23. La mossa creò scalpore. Non solo molte persone non gradirono questo cambiamento a quella che era diventata una tradizione, ma spostare la data del Ringraziamento sconvolse i piani per le vacanze, e non solo ma anche i calendari delle partite di football..Poiché la data del Ringraziamento non era determinata dalla legge federale, i singoli governatori potevano decidere liberamente se i loro stati si schierassero con il presidente o mantenessero la festività nella sua data tradizionale. Quel primo anno, 23 stati celebrarono la
vecchia data, 22 il nu0ovo giorno e i 3 restanti, entrambi i giorni. Le due date iniziarono a essere note come Ringraziamento Repubblicano e/o Ringraziamento Roosevelt (comunemente chiamato anche “Franksgiving” dal nome di battesimo del presidente), sebbene la divisione non fosse interamente basata sulle linee di partito. L’anno successivo, il 1940, Roosevelt spostò nuovamente il Giorno del Ringraziamento al penultimo giovedì, e quell’anno 32 Stati festeggiarono con il presidente, mentre 16 mantennero la tradizione. Nel 1941, i dati delle ultime due stagioni di shopping natalizio rivelarono che anticipare il Giorno del Ringraziamento non aveva avuto un effetto significativo sulle vendite, così Roosevelt decise di cedere all’opinione pubblica e di riportare il Giorno del Ringraziamento alla sua data tradizionale, con la modifica che entrò in vigore nel 1942. Ma, è bene sapere per dare ordine ai fatti, che nell’autunno del 1941, il Congresso decise di consolidare una volta per tutte la data del Ringraziamento approvando una risoluzione che ne fissava ufficialmente la data al quarto giovedì di novembre. Il presidente Roosevelt la promulgò il 26 dicembre 1941.
L’origine “difficile” del Black Friday: storielle e verità
Tra le numerose storie nate attorno all’origine del Black Friday, il quarto venerdì di novembre, come visto correlato al giorno del Ringraziamento, espressione del quarto giovedì di novembre, entrambi ad inizio Sagittario, quella di certo meno famosa, meno gettonata, ma di certo più discussa, riguarda il commercio di schiavi nel XIX secolo. Secondo questa, per molti definita “leggenda”, il venerdì successivo al Thanksgiving sarebbe stato un giorno in cui alcune persone ridotte in schiavitù venivano vendute a prezzi particolarmente bassi. È una narrazione intensa e davvero molto inquietante, che ha spesso alimentato l’immaginario popolare, ma gli “storici”…, concordano che si tratta di una leggenda senza fondamento documentato, una delle tante teorie nate per spiegare l’origine del termine prima che il fenomeno diventasse veramente commerciale: ma proprio in questa diatriba valutativa nasce tutto l’equivoco sulla titolarità della denominazione di fatto stranoide per voler definire l’inizio di un periodo di compravendita vantaggiosa: Black Friday, ovvero Venerdì Nero, di fatto fa pensare a tutto tranne che al via forsennato relativo ad un giorno speciale dedicato agli sconti importanti per fare acquisti altrettanto importanti..!! Peraltro ben sappiamo ormai come i cosiddetti “storici” ci abbiano raccontato un sacco di balle cambiando sistematicamente i valori della storia che ci stavano raccontando, valutandola, al meglio o al peggio, a secondo dello scopo di chi fosse il loro editore..: scopo che certamente non rispondeva necessariamente alla verità degli accadimenti che avrebbero dovuto analizzare con la massima imparzialità trattandosi di eventi storici.., utili per definire adeguatamente la vera motivazione decisiva riferibile a quella denominazione, di certo da considerare al di fuori di ogni logica commerciale..!! Pertanto questa realtà degli schiavi, definita leggenda, potrebbe essere pertinentemente molto vicina al significato originario del Black Friday, che intuitivamente come definizione non poteva rispecchiare qualche storiellina simpatica, ragion per cui la questione degli schiavi potrebbe avere un serio aggancio originale, anche perchè, questa tesi sembra essere coerente a secondo di alcuni scritti rilasciati dalle cronache del tempo, in quanto questa dura denominazione venne abbinata al giorno in cui gli schiavi venivano svenduti dai negrieri al miglior offerente…!! Nelle versioni più elaborate di questa “leggenda” si precisava come i ricchi possidenti, passato il Ringraziamento, si preparavano all’inverno facendo incetta di nuove braccia per il duro lavoro nelle piantagioni, approfittando di un prezzo scontato da parte dei negrieri. Mi chiedo cosa ci sia di stravolgente al punto di considerare leggenda questo fatto, dato che oggi, questa pratica dello schiavismo è ben presente nelle economie delle multinazionali, seppur nascosta dalla formalità insopportabile del politically correct: in realtà è cosa ampiamente giustificata e perfino garantita dall’immigrazione clandestina..(e, come se non bastasse, va considerato anche l’uso infame e vergognoso dell’infanzia..!). A mio avviso, quindi, non considero affatto peregrina l’idea di accostare un più che probabile collegamento tra l’espressione Black Friday e la pratica dello schiavismo che di fatto ne accomuna coerentemente la descrizione nefasta della denominazione con la storia dell’uso di esseri umani come schiavi: di fatto trattasi di un accostamento che non fa onore alla inaugurazione di una festa.., seppur di origine strettamente commerciale..!! Peraltro la questione si trova evidenziata nel romanzo antischiavista intitolato “Oronooko” del 1688, scritto da Aphra Behn e lodato per il suo realismo, dove si racconta la storia di uno schiavo africano rapito e portato in Suriname. Il Black Friday è citato come un giorno in cui gli schiavi venivano puniti, ma in questo caso il Ringraziamento non c’entrava nulla.. Ma la propaganda di inizio secolo scorso fece di tutto per mantenere la denominazione a tinte fosche e iniziò a creare tutta una serie di storie, quelle si leggende, per far passare il “Venerdì Nero” come una nomea adeguata alla necessità della società contemporanea.. correlandola al significato strettamente economico che è ben presente ai tempi nostri.. Così, intorno a questo fenomeno tanto discusso, si definiscono leggende e miti quelle dello schiavismo e, si giudicano come storie reali, invece, quella miriade di sciocchezze che iniziarono a circolare in quegli anni per giustificare un siffatto nome oscurante, di certo inadeguato per definire un periodo di compravendita commerciale altamente scontata…!! Infatti, a forza di pubblicizzare questa definizione ingannevole sugli sconti per gli acquisti, negli anni ’50 in America, non casualmente proprio a Philadelphia, il venerdì dopo il Thanksgiving si stava trasformando sempre di più in un vero e proprio vortice caotico incontenibile di gente alla rincorsa dell’affare: folle enormi invadevano le
strade, negozi e marciapiedi erano bloccati e la polizia era costretta a raddoppiare i turni per gestire traffico e sicurezza. A quel disagio si aggiungeva la tradizionale partita di football Army-Navy (Esercito-Marina), che attirava ancora più spettatori in città. In questo contesto, i dipendenti di molti negozi ne approfittavano per saltare il lavoro, aumentando il problema: la polizia e la stampa locale iniziarono così a definire quel venerdì Black Friday, termine che sottolineava perfettamente il caos e i disagi che accompagnavano lo shopping di quel giorno di fine settimana. Negli anni ’60, i grandi magazzini, e in particolare Macy’s (Vedi foto sopra: catena americana di grandi magazzini fondata nel 1858), trasformarono l’occasione in un evento commerciale, promuovendo l’apertura straordinaria dei negozi e segnando l’inizio della stagione natalizia. Solo negli anni ’80 e ’90 la narrativa dal rosso al nero venne incorporata ufficialmente dal marketing, i commercianti cominciarono a presentare il Black Friday come il giorno in cui i bilanci annuali finalmente passavano dal rosso al nero, trasformando, almeno in apparenza, un fenomeno caotico in un appuntamento imperdibile per i consumatori, come se fosse solo questa la tipologia coerente per spiegare il senso e il significato di quella denominazione certamente funesta che nulla ha a che vedere, a mio modo di vedere, con una eventuale vorticosa spinta alla corsa affaristica…!
Stabilita, quindi, secondo la logica propagandistica una “valida”, meglio pertinente, spiegazione dell’uso del Venerdì, per quanto trattasi di soluzioni comunque senza capo ne coda, se agganciate a quella funerea nomea, rimaneva aperto allora, come peraltro rimane oggi, il vero e proprio problema di marketing: la denominazione del Black Friday, infatti, indica inequivocabilmente qualcosa di negativo, e, non può bastare come corretta spiegazione, la constatazione, tanto per dirne una, che si può supporre come i poliziotti non fossero proprio entusiasti del lavoro extra procurato da quel caos straordinario provocato dal periodo degli sconti. E, come se non bastasse, invece di trovare una denominazione più attendibile, la propaganda del Potere onde ammordire il peso del significato certamente sinistro legato al colore nero (Black..) scelto per definire il Venerdì, sin dagli anni ’60 gli esercenti avevano cercato di cambiare il nome del Black Friday in Big Friday, ma naturalmente non aveva funzionato, senza una adeguata copertura pubblicitaria..! In realtà solo nel 2003 il Black Friday è arrivato per la prima volta in vetta alla classifica dei giorni in cui si spendeva di più, fino a quel momento dominata, come da logica storicamente accertata, dai giorni prenatalizi: loro si che sono da primato dei saldi incredibili dei bilanci di spesa degli acquirenti, in questo senso si potrebbe parlare della classica profezia che si autoavvera..! Ma, andando per ordine, si capisce che esiste un motivo nascosto dietro la scelta di questo nome infelice. La domanda sorge spontanea: perchè deve essere proprio “nero” questo venerdì..? E dalla risposta si comprende come non sia veridica tutta la campagna finalizzata a far comprendere l’uso di siffatta denominazione inadeguata. Le campagna pubblicitarie arrivarono a dichiarare come fossero due le scuole di pensiero in proposito, come già in qualche modo anticipate. Ce n’è una che vuole, ad esempio, riconoscere un preciso riferimento alle annotazioni del cambio colore sui libri contabili dei commercianti. In occasione delle offerte del Black Friday, infatti, i conti delle aziende “magicamente” passavano dal colore rosso (associato alle perdite e ai debiti) al colore nero, tipico delle entrate e del guadagno. Da quel giorno infatti comincerebbe il periodo dell’anno più proficuo per le aziende commerciali, capace di riportare in alto il proprio fatturato. Un’altra teoria
perseguita, quella dello sconvolgente traffico in essere presente a Philadelphia, segna l’origine del nome, dotandolo di una caratterizzazione non esattamente positiva: il “nero” sarebbe, infatti, deducibile come simbolo del traffico generato dalle “orde” di consumatori in fila per gli acquisti, capace di intasare e bloccare la città a detta degli agenti della polizia stradale. Secondo questa ricostruzione, si dice che si iniziò a parlare di “Black Friday” solamente da quel nero giorno di traffico del 1961..dove accadde di tutto tra il traffico in ebollizione degli acquirenti..! Forse, raccontano le cronache di quei tempi, per questo motivo, correlato al traffico incandescente e al caos tra la gente, prese vita questa denominazione certamente negativa, che di fatto però si capisce come questa spiegazione non tenda ad incoraggiare ne le vendite e conseguentemente gli acquisti della gente, che inequivocabilmente disturbata da siffatta turbativa non sarebbe di certo proprio motivata ad invadere le strade del centro cittadino col rischio di finire proprio male la giornata che, sarebbe nata, secondo i pubblicisti del Potere, con lo scopo di andarsi a rilassare dal tran tran del vivere quotidiano..! Per decenni il Black Friday è rimasto un fenomeno tipicamente americano, legato al Thanksgiving e alla cultura statunitense. Il suo arrivo in Europa è avvenuto solo agli inizi del Terzo millennio (negli anni 2000/2010): ed anche per questo esiste un motivo preciso..facilmente riconducibile al potere consolidato dei Dem in America (quella che ho definito la “Setta Dem”: radice che sta per democratico ma anche per demoniaco.!) prima di sbarcare nella vecchia Europa, agli albori del suo maggior processo di cambiamento politico-sociale come previsto dalle liturgie Ashkenazite-khazare del libro anticipatore del conte kalergy. Nel Regno Unito grandi catene e piattaforme online hanno iniziato ad adottarlo intorno al 2014, cominciando a promuovere sconti massicci e a creare la stessa frenesia che attraversa gli Stati Uniti. In Italia il fenomeno compare intorno al 2011-12, inizialmente limitato all’e‑commerce e al settore tecnologico. In pochi anni però si espande a moda, cosmetica, arredamento e persino alimentari, trasformando quello che era un singolo giorno di sconti in un’intera settimana, talvolta un mese intero di promozioni, il cosiddetto “Black November”. Il fenomeno poi si è sviluppato sempre di più, arrivando a creare anche il Cyber Monday, una giornata di sconti online che cade il lunedì successivo al Black Friday. Il numero degli italiani che partecipano alla frenesia del fenomeno è davvero sconvolgente, secondo un sondaggio del 2022 di Poste Italiane la cifra si aggira intorno ai 12,7 milioni (seppur va ricordato innanzitutto che si era in pieno regime Covid e poi che certi sondaggi siano da sempre manomessi ad uso di chi li commissiona..), dato che sarà sicuramente aumentato in questi ultimi tre anni. Ora, forse, si comprende meglio quanto influisca la funzione pubblicitaria in ogni sua forma se si vuole ottenere il massimo dei risultati..e certamente, non bisogna essere dei professionisti del settore per sapere che l’uso inadeguato di un titolo, commercialmente inattendibile, non aiuta alla sua evoluzione sia in termini strettamente economici che in quelli di notorietà.. Ma anche in questo caso, come sono abituato a fare, bisogna impegnarsi per approfondire tutta la storia, così da capire la giusta motivazione correlata all’uso, apparentemente improprio, del termine “Nero”, certamente inefficace per un obiettivo di vendite commerciali..! In questo senso è bene sapere che in precedenza della nascita del Black Friday, la parola “nero” usata prima di qualsiasi giorno della settimana ha una lunga tradizione. Tradizione che inequivocabilmente si riferiva sistematicamente nel descrivere un evento storico estremamente spiacevole o turbolento, che in aggiunta al nome del giorno copriva l’intera formazione della settimana. In questo senso si può ben capire come il termine Nero di certo non aiuta nel produrre situazioni propositive a qualsiasi realtà fossero correlabili. Questa è la lista storica della “Settimana Nera”:
Il termine “Black Monday” si riferisce a lunedì 19.10.1987. Fu il giorno in cui i mercati europei crollarono, riecheggiando il crollo della borsa di Hong Kong e colpendo infine l’economia statunitense.
Il Martedì Nero si verificò il 29.10.1929, durante i primi giorni del crollo di Wall Street. A causa del panico, in quella data furono scambiate circa 16 milioni di azioni, un record indistruttibile per i successivi 40 anni.
Il Mercoledì Nero ebbe luogo il 16.09.1992, quando il crollo della sterlina costrinse la Gran Bretagna a ritirarsi dal Meccanismo di Cambio Europeo (ERM).
Il Giovedì Nero, il 24.10.1929, segnò l’inizio della Grande Depressione. Iniziò quando il mercato perse l’11% del suo valore. Il resto è storia.
Venerdì Nero, segna il 24.09.1869 come il giorno in cui il magnate delle ferrovie Jay Gould e l’agente di cambio James Fisk tentarono di monopolizzare il mercato dell’oro statunitense. Il loro piano fallì, i prezzi dell’oro crollarono
di circa il 20% e il mercato azionario crollò. Di conseguenza, i prezzi delle materie prime crollarono drasticamente e il nome “Venerdì Nero” entrò nella storia della finanza.
Il Sabato Nero si è verificato il 07.02. 2009 in Australia. Una serie di incendi boschivi si sono sviluppati o stavano bruciando nello stato australiano di Victoria. Ad oggi, si tratta del peggior disastro dovuto a incendi boschivi in Australia di sempre.
La Domenica Nera si verificò il 14.04.1935 e fu una delle peggiori tempeste di polvere nella storia americana. Si stima che circa 300.000 tonnellate di terreno superficiale furono spostate dalla regione delle praterie.
Così diventa inevitabile intuire come il “Black Friday” abbia significato di certo qualcosa di brutto, di malvagio, per molto tempo e quasi certamente permanente anche nei tempi odierni.., che in quanto tale non sarebbe stato per nulla logico usarne certa denominazione negativizzante, assolutamente contraria allo scopo dichiarato: ragion per cui, non essendo mai stato cambiata la terminologia originaria, è del tutto evidente che non si possa escludere assolutamente una differente significanza motivazionale che sia aldisotto, che sia coperta, da quella strettamente commerciale usata probabilmente come copertura di un’altra realtà significante, sin dall’inizio, come l’intera questione lascierebbe presupporre..!! Ripeto non ha alcun senso alimentare un prodotto con una terminologia contrastante l’obiettivo dichiarato..: lo capiscono anche i bambini. Pertanto il Black Friday originale (quello del 1869, pertinentemente correlato con lo scandalo della borsa) che stava perdendo di importanza anno dopo anno, fu rinverdito nel tempo con spiegazioni al dunque risibili ma aderenti alla semplicità di una massa correlata ad un pubblico di certo non attento alla conoscenza di scopi sottesi, a giochetti più complessi da capire..: siamo al primato dell’ingenuità programmatica. Quindi il termine “Black Friday” non aveva più molto significato col passare del tempo se si fosse regolato unicamente sullo scopo di natura economico-commerciale..che con quella dicitura indigesta non avrebbe di certo funzionato..e soprattutto avrebbe rivelato i chiari intenti sotto esposti che senza alcun dubbio rappresentano la parte integrante di tutto il sistema collegato alla questione del “BLACK FRIDAY”..che era spiegabile solo se riferito al crollo finanziario sopradescritto, altrimenti inaccettabile come denominazione valida per altra motivazione di natura propositiva..! Così, come abbiamo visto, onde evitare compromissioni del vero obiettivo da raggiungere, un secolo dopo, quella terminologia inadeguata fu resuscitata (in realtà mai defunta..!) e riproposta per descrivere, apparentemente, una situazione diversa, dichiarata, a loro dire stavolta con chiarezza, dalle fonti pubblicitarie preposte all’uopo, ma non certamente per abbandonare l’autentica motivazione primaria che rimane sempre la stessa nei secoli: quella, cioè, apparentemente motivata al periodo successivo al Giorno del Ringraziamento, che in realtà non era e non è, la vera motivazione in atto. La città di Filadelfia, pertanto, fu usata come responsabile di questo apparente cambiamento motivazionale. Ma perché? Beh innanzitutto Filadelfia è la città della dichiarazione d’indipendenza che lega tutti gli americani alla logica occidentale del realizzare la propria fortuna..come punto di arrivo di una società cosiddetta democratica: solo in America, descrive l’antico detto del sogno americano, qualsiasi cittadino può divenire un Re..! Le strade di Filadelfia, come quelle di qualsiasi grande città degli Stati Uniti, erano piene di acquirenti il giorno dopo il Ringraziamento. Ma a Filadelfia, un altro evento si era aggiunto alla folla degli acquisti, che diveniva una attrazione ulteriore per accalappiare l’attenzione della gente: l’annuale partita di football tra Esercito e Marina che garantiva un aumento ancor più accentuato della gente in circolazione..Una delle spiegazioni plausibili di questa motivazione correlata al Nero, di certo obnubilante la verità dei fatti, fu quella di agganciare l’aumento a dismisura della gente invitata a muoversi senza controllo. Peraltro, per dare luce ad una spiegazione maggiormente motivata di quella denominazione contrastata, non va dimenticata l’importante dimensione massonica di questa città americana: Filadelfia è stata la sede della Gran Loggia della Pennsylvania e della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, eventi centrali per la massoneria americana. Inoltre, diversi simboli massonici si ritrovano nell’architettura e nello stemma della città, che è anche considerata un modello per altre città con legami
massonici. Ritornando alla motivazione apparente: ben si sa che le quantità sciolte di persone libere di divertirsi, di distrarsi dal quotidiano, chiaramente sono un vantaggio per gli imprenditori, ma al contempo rappresentano una cattiva notizia per un’altra professione: gli agenti di polizia. Mentre, infatti, la maggior parte delle persone si godeva le giornate di festa, molti agenti non solo non potevano prendersi del tempo libero, ma dovevano anche fare gli straordinari per gestire il caos. Di conseguenza, dicono le cronache di quegli anni, che gli agenti di polizia hanno iniziato a chiamare la corsa al Ringraziamento “Black Friday” e “Black Saturday”, descrivendo l’incubo che si trovavano ad affrontare durante quei giorni frenetici: storiella questa utile, meglio valida, a coprire quella significanza oscurata, che da sempre ha sottinteso il senso di quella nomea così fastidiosamente aggressiva, certamente stonata, per lo scopo dichiarato di attrarre la gente agli acquisti seppur scontati in quel di novembre: a mio modo di vedere, invece, questa dicitura richiama senza dubbio lo stretto collegamento con i rituali masso-satanaci, appunto richiamati molto più coerentemente dalla dicitura “Venerdì Nero”..!! Basterebbe chiedersi per quale motivo, se non ci fossero state altre precise logiche motivazionali, non provarono in tutti quegli anni a cambiare quel nome certamente inadeguato per chiunque e non solo per un professionista della pubblicità..? Ve ne dò uno spunto preso a caso mentre scrivo: che ne dite di “flash free”…coniato or ora di sana pianta..? Di certo più efficace per dare spazio alla serenità del divertirsi negli acquisti, ma penso che ci sarebbero stati di certo milioni di idee pubblicitarie per trovare una giusta e corretta denominazione relativa alla corsa degli acquisti scontati. Negli anni ’80, infatti, invece di cambiare nome si provò, come già raccontato, con maggior motivazioni, a nobilitare la storia di siffatta nomea di natura malvagia..! Il Black Friday, si diceva per ammordire la pillola, che quella denominazione, certamente inadeguata per lo scopo dichiarato, era venuta alla luce perché si trattava del giorno in cui sui libri contabili si cominciavano ad annotare i profitti in inchiostro nero, quando fino a quel momento le perdite erano state annotate in inchiostro rosso. Spero che non debba spiegare questa scemenza..che già vi avevo proposto poco sopra..! E, come se non bastasse questa ridicolaggine, ci vollero indorare la pillola, spiegandoci che, come per certi negozianti infatti erano gli acquisti dello shopping natalizio quelli che permettevano di chiudere il bilancio in attivo (cioè in Nero) così sarebbe stato lo stesso evento positivo durante il periodo del Venerdì Nero. Cioè al dunque usarono lo stesso stratagemma del cambiamento applicato al colore per riuscire nell’intento di coprire la negatività della denominazione: e infatti la teoria che chiama in causa il colore dell’inchiostro fu quella delle più frequenti usate dalla propaganda, nonostante la sua evidente falsità. Come dire che sapendo come anni addietro in un periodo in cui la contabilità veniva fatta a mano, le perdite venivano scritte in rosso e i guadagni in nero si spiegava la denominazione “Black Friday” in quanto rappresentava, quindi, il giorno in cui le aziende passavano dall’inchiostro rosso a quello nero, iniziando il periodo più redditizio dell’anno per i rivenditori al dettaglio. Eh si poi dicono che ci prendono per il culo…!! Una delle ragioni, per quanto esigue, che la fa sembrare credibile, è sempre riconducibile al lavoro sotterraneo dei media, sempre loro i corrotti di sempre, che hanno regolarmente ingigantito la reale portata del Black Friday sulle vendite, parlandone come il giorno più efficace in cui le persone facevano più acquisti durante l’anno (chiaramente dimentichi dello storico periodo natalizio certamente il più prolifico di tutti in ogni senso..!): infatti ricordando le origini del “Black Friday”, che in tempi più recenti possono essere fatte risalire a oltre 100 anni fa, per l’esattezza al 1924, come sopra ricordato, vennero alla luce le promozioni eclatanti della catena Macy’s che seppe organizzare una vera e propria sfilata il giorno dopo il Ringraziamento per festeggiare l’inizio dello shopping natalizio. Così, all’interno del centro commerciale furono proposti super sconti che richiamarono migliaia di persone. Il venerdì è un giorno lavorativo, quindi è un evento speciale, ma ebbe una certa fortuna. L’invenzione di Macy’s fu poi emulata anche da altri store, ma, la verità vera legata a questo esempio, dice che passarono parecchi anni prima che il fenomeno divenisse quello che è divenuto oggi. Un fenomeno che in realtà nascondeva ben altri obiettivi, come l’alterazione programmata dell’insicurezza dello status della famiglia, pian piano destrutturata nella sua base, in cui si è favorito il continuo deterioramento relazionale tra genitori e figli, che ne ha minato dal basso ogni possibilità di crescita scardinando ogni principio evolutivo collegato all’evoluzione del rapporto umano nel consesso della famiglia di origine di certo venuto meno perfino nelle nascite..chiaramente in perdita continua. Un fenomeno, quindi, altrimenti impensabile con l’uso di certo linguaggio inadatto per lo scopo dichiarato alimentante l’eventualità di alta vendita di prodotti e di merci scontate e quindi di incassi maggiori. E quando mai funziona qualcosa che descrive un prodotto promuovendolo come negativo…? Ma questo oggi, ai tempi nostri, non è il solo e unico problema da comprendere dietro questa significanza negativa della terminologia inadeguata impiegata..! Peraltro la soluzione raggiunta ai nostri tempi, legata alla disinvolta crescita dei sistemi digitalizzati e delle intelligenze artificiali, smembrante vieppiù la personalità degli individui, non sembra proprio edificante, segnalante una precisa escalation del consumismo dietro le offerte, simbolo di un’epoca incentrata sul capitalismo. Il Black Friday, infatti, oggi, non è solo un’occasione per risparmiare, ma è anche e soprattutto uno specchio del consumismo
moderno che sta divorando la società. Dietro le offerte dell’ultimo momento e i pezzi limitati si nasconde una pressione sottile ma costante, presente ovunque sui social e per strada con i cartelloni pubblicitari, che spinge all’acquisto impulsivo, spesso di prodotti non realmente necessari. Molti sconti servono più a creare traffico nei negozi e online che a garantire un vero risparmio, mentre la logistica accelerata di servizi come Amazon e la produzione di massa alimentano una cultura del consumo rapido e usa e getta, che, tra le altre cose, è uno dei problemi principali dell’inquinamento moderno. Inoltre, la narrazione del Black Friday (affrettati, finisce oggi, non perderlo, ultima chance) trasforma lo shopping in un rituale segnato dall’ansia, dove l’urgenza e la convenienza apparente diventano più importanti del reale bisogno. In questi contesti le persone dimenticano che hanno salari troppo bassi, affitti troppo alti e un sistema sanitario che di rado le protegge e credono di svagarsi “nel giusto”. In questo senso, il fenomeno mostra il lato più critico del consumismo contemporaneo: la promessa di un affare può diventare un impulso che muove milioni di persone a comprare più di quanto desiderino davvero, alimentando sprechi, stress e una cultura del consumo senza freni ben dimentichi dei problemi che stanno assillando le società, come detto in continua destrutturazione relazionale dove, ripetendo un nuovo requiem, oggi per essere bisogna apparire. Per apparire bisogna essere possidenti. Per avere devi poter comprare. E solo comprando puoi competere, non certo per condividere dice la nuova religione del conformismo legato al consumismo esasperato: se compri sei. Se non compri non sei nessuno. Ma che bel mondo di cacca che ci stiamo costruendo..! Un mondo in cui la dimensione qualitativa è stata cancellata e sussiste appunto solo quella quantitativa (e non sarà solo un caso che ho definito la mia scuola astrologica come “Qualistica”..), in cui tutto è calcolo o calcolabile o non è, in cui su ogni scelta o decisione politica dominano l’economia, il tintinnio di monete, gli indici azionari e dove in nome di questi possono venire meno il diritto al lavoro, alla salute, alla sicurezza e addirittura alla vita di miliardi di esseri umani perché, “bisogna tagliare” e “ce lo chiedono i mercati”… quasi che i mercati fossero persone fisiche, come numi pagani…!! Beh, forse ora comincia a comprendersi il vero significato di quella terminologia infernale o ancora avete dei dubbi..? In questo mondo così formato in cui regna sovrana l’indecenza di una firma indemoniata come quella infernale del Black Friday, che tutto rappresenta tranne quello che ci vogliono far credere, regno nero dove per lo Spirito, l’Amore, il silenzio, la concentrazione, la condivisione, la tolleranza, la Pace, l’Onestà, l’Etica, il buon gusto, la giusta morale, l’Arte, la Musica, la trasparenza, ma non di certo la resilienza, l’inclusione, caratteristiche di questa falsante formalità democratica, insomma per quelle cose che non fanno vendere e non creano indotto e, soprattutto non sono misurabili, essendo formate di sostanza animica, non può esserci posto.
Da anni, ormai, il Black Friday, il venerdì che inaugura il weekend di sconti per acquistare tanti prodotti per tutte le tasche, si è ormai trasformato in tutto il mondo nella settimana del Black Friday:sette giorni -a volte anche di più- per fare shopping risparmiando un po’…! Il Black Friday, pertanto, è divenuto uno degli eventi commerciali più attesi dell’anno, durante il quale si può approfittare di sconti straordinari su una vasta gamma di prodotti, in cui certamente il Dio Denaro ha di certo preso il posto del Dio religioso..! Nato negli Stati Uniti, dove si celebra il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento e, si dice che rappresenta l’inizio non ufficiale della stagione dello shopping natalizio. Nel corso degli anni, come abbiamo visto, il Black Friday è diventato un appuntamento imperdibile anche per i consumatori di tutto il pianeta, soprattutto grazie all’espansione dell’e-commerce. Aziende di ogni settore, dai negozi fisici agli shop online, partecipano offrendo promozioni vantaggiose su elettronica, abbigliamento, accessori, e molto altro..! Questa ormai sembra una realtà incontestabile.., senza dubbio, ma data l’impossibile ingerenza realmente commerciale di quella espressione nefasta, finora analizzata, vi chiedo e mi chiedo, come mai sia possibile che nessuno abbia avanzato una ipotesi alternativa a quella solo commerciale, che, prendendo spunto sia dallo schiavismo dei secoli scorsi (tutt’altro che remoto..), che dall’aggancio massonico con Filadelfia, abbia l’ardire di leggere oltre le assurdità pseudostoriche che certa falsa propaganda ha saputo mettere in piedi in tutti questi anni: mi sto riferendo ad una ipotesi satanica che, a mio modo di vedere, sottende tutta la manifestazione pseudocommerciale: proprio come è avvenuto in questi ultimi anni sia nelle presentazioni delle Olimpiadi Londinesi e in quelle, se possibile, ancor più nefaste, Parigine dove il vessillo satanico era posto in bella vista e solo pochi, tra le migliaia di spettatori presenti e i milioni di telespettatori di fronte al loro televisore, evidentemente disattenti, non sembrarono essersene accorti..!! Peraltro la stessa cosa è avvenuta in questi anni anche alla manifestazione canora più importante d’Italia, Sanremo, le cui scenografie (simil sala Nervi del Vaticano a forma di serpente..!) di questo ultimo quinquennio, sono state abilmente trasformate in visioni infernalmente rilevanti (rimane unica e indimenticabile nel 2019 la tragicomica, si fa per dire, prestazione canora di Virginia Raffaele che fa una chiara invocazione a Satana nel silenzio spettrale dei media..!). Al dunque in realtà questo mondo satanicamente e ritualmente globalizzato, è ben presente nell’attuazione della nostra vita sulla Terra, legato com’è al Potere delle famiglie Regnanti del mondo franco-anglofono di origine tedesco-ashenazita-khazara, formante in ogni sua istanza l’indegna realtà sionista-israeliana, falsamente ebrea, che stava tentando di impossessarsi in questi ultimi cinque anni, dell’intero globo terrestre con il preciso obiettivo concomitante, da un verso della creazione della Grande Israele e dall’altro della decimazione del popolo bianco occidentale, e con esso l’estinzione di tutti i dogmi relativi alla religione cristiana, sa di essere presente anche attraverso l’uso di questa falsante terminologia, apparentemente solo commerciale, il Black Friday: un espediente oscuro utilizzato, come sempre all’insaputa della gente, da sempre raggirata da lorsignori, in cui si esalta il suo obiettivo primario, cioè quello di trasformare ad ogni costo la coscienza animica prodotta dalla sapienza del Venerdì Santo di origine Cristiana con l’orrore infernale del prodotto demoniaco del Black Friday ovvero del Venerdì Nero.. Ma proprio in questi anni incestuosi si è assistito ad un maggiore incremento dell’indecenza traduttiva di questo significato nefasto giungendo al dunque a dover leggere concezioni alterate senza pudore di questo periodo cosiddetto commerciale che attraverso un tentativo di traduzione falsamente esoterica cerca di mantenere una aurea spiritualizzata che di fatto non possiede. Per cui si arriva perfino a leggere, gestendone artatamente il significato “esoterico”, legato al quarto venerdì di novembre, collegato alla celebrazione del Venerdì Nero, come per alcuni, evidentemente iniziati al mondo sionista, questa deriva falsamente industrializzata, abbia una traduzione che vada oltre
lo shopping commerciale: si parla in effetti perfino di una vera e propria “allegoria della transizione”, del passaggio dal vecchio al nuovo, in cui si “sacrificano” beni materiali e si riflette sul consumo: a leggerlo, senza remore, sembrerebbe una limpida traduzione altisonante..!! E aggiunge, toccando l’evidenza del punto di vista spirituale, come questo periodo di compravendita sfrenata possa essere visto anche come una riflessione sul desiderio, sulla gratitudine e sull’importanza di trovare un equilibrio tra il dare e l’avere…!! In sintesi, stando ai temi cari al mondo consumistico di questi anni, la logica del Black Friday stravolta nella versione più carismatica, può essere interpretata come una sorta di “sacrificio” simbolico di beni materiali che vengono scambiati e venduti in cambio di un’esperienza o di un beneficio futuro, come una controvalenza dello “sconto”, se così si può dire. Così creando, artatamente, uno spazio di aperta riflessione sul concetto di consumo che ne superasse la sola significanza di opulenza, sottolineando che l’azione in se dell’acquisto commerciale può essere allineato anche ad un preciso momento di riflessione sulla attuale società, la società dei consumi appunto, e sull’eccesso di questo benessere, spingendo a chiedersi se i beni acquistati siano veramente necessari e se portino a una vera felicità…!! Beh la mia risposta non comporta alcuna riflessione, ma scende direttamente dalla logica: nulla che sia solo penetrato dalla quantità dell’opulenza potrà mai pervadere la luce delle tenebre in cui è immerso questo simbolo demoniaco, per quanto nascosto sapientemente al grande pubblico, il che dice chiaramente che quella tipologia spicciola di felicità, come ben sa chi è sulla linea cristica, NON E’ DI QUESTO MONDO…semmai interessando da vicino l’interesse di quel mondo infernale così ampiamente inviperito dal raggiungere i suoi obiettivi obnubilanti le coscienze degli uomini..corrompendoli con le ricchezze facili per privarli dell’energia animica, accecandoli nella vista del divino..!!
IL TEMA NATALE DEL PRIMO BLACK FRIDAY UFFICIALE
A MIO MODO DI VEDERE, QUINDI, DOPO TUTTO QUESTO EXCURSUS SUL SIGNIFICATO E SULLA STORIA DEL BLACK FRIDAY, RESTA IN PIEDI SOLO UN CHIARO COLLEGAMENTO DI QUESTA CRUDA E FUNEREA DENOMINAZIONE, DI FATTO NEGATIVA, CHE NULLA HA A CHE VEDERE REALMENTE CON LA SPINTA COMMERCIALE, COME DI CONTRO E’ STATA AMPIAMENTE RECLAMIZZATA NEGLI ANNI, CON L’EVIDENTE SIGNIFICATO ESOTERICO CHE NE COMPONE LA NOMENCLATURA E CIOE’ IL SIGNIFICATO DEDUCIBILE DALLA TRADUZIONE SIMBOLICA DELLE PAROLE CHE NE FORMANO IL PRINCIPIO ORIGINARIO: “QUARTO VENERDI NERO DI NOVEMBRE” CHE, CHIUNQUE PUO’ CAPIRE NON POSSEDERE ALCUNA RADICE LEGATA ALLE LINEE DEL COMMERCIO, DELLA COMPRAVENDITA, DEI FORTI SCONTI CHE INVECE CERTA PROPAGANDA DI POTERE NEGLI ANNI HA PROPOSTO IMPUNEMENTE ED IMPOSTO ALLA LOGICA ECONOMICA SENZA MAI CAMBIARE TATTICA..PERTANTO, INVECE, EMERGE CON CHIAREZZA IL POTENTE SIGNIFICATO ESOTERICO CHE PER CAPIRNE LA SIMBOLOGIA VA CORRELATO AL GIORNO, APPUNTO VENERDI, AL MESE, NOVEMBRE, E AL NUMERO CHE CORRISPONDE AL QUATTRO IN RIFERIMENTO AL QUARTO GIORNO DEL MESE. QUESTA LETTURA SIMBOLICA PROFONDA E IL SUO SIGNIFICATO E’ L’OSTACOLO VERO CHE QUESTA NEFASTA NOMEA HA CERCATO DI COPRIRE ALLA CONOSCENZA DELLE GENTI SIN DALLE SUE PRIME FONDAMENTA, QUELLE CORRELATE ALLA FESTA DEL RINGRAZIAMENTO CHE, COME DETTO STORICAMENTE, EBBERO GLI INIZI CONNESSI ALLA RADICE RELIGIOSA CHE IN QUALCHE MODO ANDAVA RIDIMENSIONATA DALLE SPINTE DEL POTERE SIONISTA ACCECATO DAI VALORI DEL CRISTIANESIMO..!! LO SCONTRO, QUINDI, COME ANTICIPATO, TRA LE DUE FAZIONI CONTRASTANTI NON POTEVA NON DERIVARE CHE DALL’UNICA FONTE PREESISTENTE LEGATA ALLA STORICA CULTURA CRISTIANA CHE SANCIVA COME GIORNO DETERMINANTE DELLA SUA ESEGESI PROPRIO IL VENERDI’..! GIORNO QUESTO, QUINDI, NON A CASO SCELTO DAL POTERE SIONISTA PER DISTRUGGERNE IL POTENTE VALORE CRISTIANO-RELIGIOSO, METTENDOLO IN COMBUTTA CON L’ESALTAZIONE DEL DENARO, LO STERCO DEL DEMONIO, AI MASSIMI LIVELLI DELLA LIBERA CONTRATTAZIONE COMMERCIALE. UNO SCONTRO EPOCALE SEGNATO NEI SECOLI QUESTO TRA IL BENE PRESENTE NELLA FIGURA DEL CRISTO E IL MALE PRESENTE NELLE ATTRAZIONI DEMONIACHE IN CUI MILLENARIAMENTE SI E’ SEMPRE PERSO L’UOMO CHE DI FATTO E’ IL VERO OGGETTO DEL CONTENDERE PRODOTO DALLA CONFUTAZIONE DEL POTENTE SIGNIFICATO RELIGIOSO PRESENTE NELL’ANTICO PROCESSO DEL “VENERDI SANTO” CONTRO QUELLO ARIMANICO DEL POTERE DEMONIACO ESPRESSO NEL VENERDI NERO o BLACK FRIDAY: SOLO COSI’ INFATTI SI CAPISCE IL SENSO DI QUESTA, ALTRIMENTI ASSURDA E INSENSATA, DENOMINAZIONE…!! NON CI SONO ALTRE SPIEGAZIONI COERENTI CHE NE POSSANO GIUSTIFICARE L’UTILIZZO. COME PER OGNI ACCENNO STORICAMENTE RILEVANTE SI E’
POTUTO CAPIRE, CON IL TEMPO, L’IMPEGNO E LO STUDIO, LA SOTTERRANEA PRESENZA DI FORZE MALVAGE, NASCOSTE ALLA CONOSCENZA DI GRAN PARTE DEGLI UOMINI, CHE AVEVANO MOTIVAZIONI PERVERSE DA DOVER REALIZZARE PER MANTENERE ALTO E VINCENTE IL LORO VESSILLO INFERNALE, APPLICANDOLO ATTRAVERSO LE FORME DELITTUOSE PIU’ DISPARATE DI DISTRAZIONE COSCIENZIALE (legate al dio denaro presente in ogni forma di commercio..!) DI CORRUZIONE, DI TRADIMENTO, PER STRAVOLGERNE L’ANIMA E RENDERLA IN PEGNO AL DEMONE..COME LA STORIA VIOLATA DEL FAUST CI HA INSEGNATO DA SEMPRE..!! AZIONE QUESTA, PERALTRO, BEN DEFINITA, COME VEDRETE, ANCHE ASTROLOGICAMENTE, DALLA PRESENZA IN CONGIUNZIONE STRETTISSIMA DI PLUTONE, IL DIO DEGLI INFERI, ALL’ASCENDENTE VERGINEO (Asse dell’Orizzonte, Vergine-Pesci, che ne richiama il valore spirituale sotteso) DEL CIELO DI NASCITA RELATIVO AL PRIMO VERO BLACK FRIDAY, QUELLO CREATO A FILADELFIA IL 24 NOVEMBRE DEL 1961, “BENEDETTO” DALLA PIENA CONGIUNZIONE DI TERRA, APPENA FORMATA, GIOVE-SATURNO CHE BEN SAPPIAMO NE DEFINISCE LE FORME DELLA VITA SOCIALE DEL PROSSIMO VENTENNIO (quello dal 1961 al 1981).
L’AMBIVALENZA DEL VENERDI: Nella simbologia esoterica e astrologica, il venerdì è tradizionalmente associato al pianeta Venere, che rappresenta l’amore, l’armonia, la creatività, la relazione, la società, ed anche la connessione emotiva. Esso è il giorno utile per connettersi con la sacra energia femminile, o Shakti, e praticare mantra o rituali ad essa dedicati. Questo giorno, quindi, è associato all’energia del femminile (quella cioè non solo riferibile alla donna..), all’armonia e alla creatività. Non a caso ciò che si conosce del pianeta Venere è la sua specifica visibilità in cielo: essa infatti è presente solo dopo il tramonto e/o solo prima dell’alba. Al primo caso fu associato un valore femminile e al secondo una valenza maschile. Questo è appunto il motivo per cui il pianeta incarnava una divinità uomo e donna contemporaneamente, dando maggior spazio al processo di relazione in esso ben distinto. Un giorno associato pertanto all’energia femminile, e al contempo alla ricettività e alla capacità di attrarre, presente sia nelle forme di relazione tra sessi, sia nelle regole societarie. In alcune tradizioni, si possono usare le energie di questo giorno per potenziamento specifico della femminilità. Ma, l’interezza del significato del Venerdì non si esaurisce nella funzione solamente venerea, esso può anche avere connotazioni complesse, difficili da comprendere, come nel caso della tradizione cristiana dove il venerdì rappresenta l’esegesi del giorno della morte del Cristo che non deve essere vista ignorantemente, come spesso si traduce, in termini solo negativi descriventi il sacrificio del Cristo sulla Croce, la sua drammatica morte e i principi di penitenza ma si deve interpretare, invece, il valore coscienziale correlato al significato del giorno che richiama in se il concetto di Purificazione e di Introspezione spirituale della coscienza. Non a caso si legge in molte tradizioni esoteriche come queste pratiche collegano il venerdì alla divinità, alla spiritualità e alla ricerca di un legame più profondo con l’universo. Venerdì quindi è un giorno particolarmente importante, dove nulla viene lasciato al caso, semmai il caso esistesse, e dove servirebbe coltivare l’amore, l’attrazione, le relazioni interpersonali e l’armonia di coppia, anche correlandosi con la propria energia divina. E’ un giorno che libera l’energia mentale verso la forma della creazione artistica, sia essa fisicamente rilevante grazie alla cura della bellezza e della valorizzazione dell’estetica personale, sia essa mentalmente attivante attraverso la lettura e l’impegno culturale capace di dare libertà al proprio pensiero così da poter attirare quelle forme di prosperità materiale e spirituale, l’armonia e la fortuna in senso lato, quindi, non solo economica. Ora, salendo di qualche ottava, più che di fortuna/sfortuna, si dovrebbe intendere la lezione presente nella vera capacità traduttiva del simbolo, il Venerdì, che per l’iniziato dovrà essere interpretato come un giorno di intensa energia trasformativa: si potrebbe parlare coerentemente di vera e propria “morte iniziatica” (simbolica) e del conseguente passaggio verso nuovi cicli connessi con l’aurea di Venere: il portale che unisci i molteplici universi presenti, così da essere prontamente “assorbiti” dalla sua dilagante e potente energia ricettiva e sensuale, favorevole a tutte le attività che richiedono armonia, connessione emotiva e manifestazione creativa che inequivocabilmente ci avvicinano al divino presente in noi: come insegna la linea Cristica.
IL SIGNIFICATO DI NOVEMBRE: Non a caso si richiama

questo mese specifico per risvegliare l’animo esoterico essendo il regno incontrastato dello Scorpione al controllo di Plutone dove nulla muore di per se senza alimentare una rinascita dalle precedenti ceneri. Questo mese, appunto, è spesso considerato un periodo di vera transizione, di saggezza e trasformazione. È il “mese dei morti”, in cui il velo tra il mondo fisico e quello spirituale si assottiglia, in linea con festività come Samhain (che termina all’inizio di novembre) e il Giorno dei Morti che vede la dove i vivi non riescono mai a vedere…!
LA LEGGE DEL QUATTRO: Con il Quattro si passa da un livello metafisico ad un livello propriamente terreno: il Quattro è infatti il numero per eccellenza della realtà plasmata. In numerologia si sa come il numero Quattro sia un forte simbolo di stabilità, di fondamento e concretezza non a caso correlato ai quattro punti cardinali che delimitano i confini del mondo creato, alle quattro stagioni, che scandiscono lo scorrere del tempo.e al dominio dei quattro elementi che ne significano l’essenza.
Il quadrato nel suo significato primordiale è il simbolo della terra, della realtà racchiusa sotto il cielo, come quattro erano i fiumi che sorgevano nel paradiso terrestre e in quattro parti venivano suddivise le città degli uomini (da cui quartiere), per ribadire la loro realtà materiale. Il quattro può anche essere letto come 3+1, e l’unità che si aggiunge è proprio la materia che prende forma, passando dallo stato in potenza a quello in atto. Il Quattro rappresenta il più perfetto tra i numeri, essendo la radice degli altri numeri e di tutte le cose. Esso rappresenta la prima potenza matematica, e la virtù generatrice da cui derivano tutte le combinazioni. È l’emblema del moto e dell’infinito, rappresentando sia il corporeo, il sensibile, sia l’incorporeo. Il quattro è scomponibile in 1 + 3, la monade (l’uno) ed il triangolo, e simboleggia l’Eterno, e l’uomo che porta in sé il principio divino. Il quaternario era il simbolo usato da Pitagora per comunicare ai discepoli l’ineffabile nome di dio, che per esso significava l’origine di tutto ciò che esiste. In questo senso ora forse risulta più chiara la mia indagine sulla valenza reale del Black Friday che di certo anima la sua reale valenza su questioni tutt’altro che commerciali, che rappresentano solo la parte superficiale dell’Iceberg, quella più piccola emersa e visibile, che, come fosse un sommergibile, nasconde sotto le acque tenebrose degli oceani, la parte più grande e oscura della sua struttura, per evitare di essere colpito e affondato dal nemico di sempre.
CONCLUSIONE
Tutti i racconti di Gesù, del Cristo, le sue parabole e tutto il nuovo testamento, così come il vecchio testamento, sono intelligibili simbologicamente a più livelli di traduzione, proprio come era consuetudine allora, ed ancora fino ai nostri giorni in alcune parti del mondo. E’ per questo che i primi cristiani gnostici erano preparati a vedere nel racconto cristico un PERCORSO INIZIATICO molto particolare. Percorso che nasce, parafrasando il Cristo, attraverso un ipotetico viaggio fra gli ulivi (la simbologia dell’ulivo significa rigenerazione e Pace: quindi rigenerare sé stessi e riappacificarsi a se e al mondo circostante) per giungere alla Morte di Se stessi: a morire a sé stessi. Nella notte di plenilunio successiva all’equinozio di primavera (da leggere come “risveglio”) inizia un periodo di introspezione e di solitudine per entrare nel “Buio” (significato della notte..) della propria Anima. Luogo questo oscuro, ma non pauroso, se si comprende il valore del Percorso iniziatico intrapreso, dove si incontrano e si affrontano i lati più negativi, più nascosti, più insofferenti del nostro ciclo terreno. Ora è del tutto evidente che non si
tratta di una passeggiata rasserenante: la morte a sé stessi non è mai serena…!! Significa riconoscere e lasciare andare quegli angoli bui, o poco chiari, perversamente anneriti, della propria anima, del proprio carattere del proprio comportamento. Significa nei fatti saper realmente riconoscere le proprie limitazioni, i propri difetti, i propri egoismi e combatterli ed estirparli come veri nemici del proprio benessere. Il viaggio INIZIATICO, in quanto tale, è di fatto sempre un viaggio di alta sofferenza, perché implica di lasciare andare, di distruggere, di abbattere, spesso e volentieri quella che abbiamo ritenuto essere la nostra confort zone, lo scrigno che racchiude tutto ciò a cui si è legati, tutto ciò che ci fa comodo, e davanti alle ceneri dolorose del nostro trascorso, dover ricominciare spesso da capo: come è chiaro a molti la parte più difficile consiste nel non ingannarsi ancora, riconoscere cioè quali siano realmente i propri difetti e cercare di estirparli una volta per tutte, pena il fermo immagine del nostro processo evolutivo che inizierà ad involvere su se stesso chiudendo ogni via di rinascita. Limiti e blocchi significanti gli obiettivi di questo viaggio introspettivo, che con il passare del tempo diviene vieppiù sempre più pesante, in quanto aprendo la propria mente e il proprio cuore rivolti verso la morte del vecchio essere, fino alla procedura simbolica della sua stessa crocefissione attraverso i chiodi il cui significato profondo li collega da sempre all’utilizzo per bloccare le energie negative, gli spettri e ogni altra negatività energetica (spesso presenti al di fuori delle case o degli ambienti: si utilizzano ancor oggi grossi chiodi quadrati in varie civiltà per bloccare le negatività e non lasciare che provochino fastidi). Quindi il viaggio iniziatico porta inevitabilmente alla propria crocefissione, emulando quella archetipica del Cristo: la crocefissione di quell’Io personale, ben descritta dall’incrocio degli assi astrali descritti nei grafici del Tema, un Io che travisava la propria libertà e la propria coscienza, che ostacolava la possibilità dell’Anima di ricongiungersi al divino da cui si era allontanata nel momento della incarnazione. L’Archetipo della Crocefissione era la piena dimostrazione diretta che l’uomo doveva “morire” alle sue pulsioni negative, alle sue passioni perverse e ai sentimenti nocivi e pregiudizievoli, così da poter riorientare il proprio destino, al momento della morte iniziatica, ricollegandosi al proprio divino interiore, per “risorgere”, come insegnò il Cristo, a nuova vita. Il terzo giorno quindi lo gnostico si risvegliava dalla sua morte iniziatica per giungere a toccare con mano il regno divino che non era e non è giammai fuori, lontano, in alto nel cielo, ma semplicemente dentro se stesso, nella Pace e nella luce donata dalla propria Anima ricollegata con il divino che permea il tutto per adire nel rispetto di se stesso e degli altri una vita piena di benessere certamente da non confondere con quello promesso dalle fallaci forme di ricchezza..che, sia chiaro, di per se non rappresenta una colpa se viene agita come mezzo e giammai come fine..
Per agire al meglio il proprio percorso iniziatico bisogna avvalersi della spinta animata dalla conoscenza astrologica profonda, unica capace di dare forza all’Archetipo primo, quello del RISVEGLIO, quello che spezza le nostre catene invisibili: come sempre dico NESSUN DORMA. In questo senso, pertanto, bisogna attivare le antiche memorie legate alla forza degli Uomini: la Prima si riferisce ad Antigone che sfida Creonte per difendere la coscienza. La seconda promuove Prometeo che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Sono questi i veri liberatori: quelli che il potere teme di più. Perché il potere non punisce il delitto… punisce la coscienza…!
Non è la violenza che spaventa il sistema, è la nostra libertà. Non è il caos che spaventa il potere, è l’autonomia. Gli Arconti non vivono al di fuori dei nostri schemi: essi vivono nelle menti. Sono quei pensieri che ti segnano il confine da non poter superare: “Non si può”; “Non è normale”; “È per il tuo bene.”.. Queste forme, apparentemente innocue, al dunque sono catene rese invisibili dalla cultura, dalla storia, perfino dalle cellule. E quando, come stanno proponendo da tempo Trump e Putin, qualcuno osa spezzarle –quando educa i figli fuori dalla gabbia, quando vive oltre il paradigma, quando dimostra che un altro modo è possibile– il sistema reagisce. E lo fa, come abbiamo visto, solo ed unicamente non per proteggere i bambini. Ma per proteggere se stesso…! Perché il Potere sionista sa bene che se cade un pilastro, crolla tutto il tempio, come di fatto sta crollando..!! E questo sistema lo portiamo dentro anche per tutta la deformante operazione correlata al Black Friday che, come consuetudine vuole, nascondendo il vero motivo dei suoi obiettivi, ha provveduto a mantenere imprigionati gli uomini alle loro catene.. agendo quel dannato potere proprio come un atto di prepotenza contro la natura umana, un atto di violenza contro ciò che siamo davvero. Ma l’Archetipo primo del Risveglio ritorna sempre: Antigone, Prometeo, sono i promotori, direi universali, di ogni anima che rompe la narrazione. Ogni coscienza che si sveglia diventa luce. E una volta acceso quel fuoco… nessuno può più spegnerlo.
IL SEGNO DELLA LIBERAZIONE E’ GIUNTO DALLA LUMINOSA PRESENZA NEI CIELI DI NOVEMBRE 2025 DELLA STELLA DI DAVIDE PER CUI DA QUESTO DICEMBRE SI POTRA’ PARLARE DI RINNOVAMENTO E DI RINASCITA…COME HO SEMPRE PREVISTO NEI MIEI ARTICOLI E NELLE MIE DIRETTE..
……………………………………………………………………………………………………………………NESSUN DORMA
Roma 04.12.2025 Claudio Crespina








