SCIENZA E ASTROLOGIA….o ASTROLOGIA E SCIENZA..???
IL PRIMATO DELLA ASTROLOGIA….. di Claudio Crespina 2^ parte
LA SINCRONICITA’ DELL’ANIMA
…“Non dubito che la psiche concreta contenga immagini che chiariscano il segreto della materia. Si può rendersi conto di queste relazioni nei fenomeni sincronici e nella loro a-causalità. Attualmente, questi fenomeni non sono ancora che vaghe idee, ed è al domani che è riservato il compito di raggruppare esperienze che facciano un po’ di luce su questa incertezza….” Wolfgang PAULI
Il primo importante ostacolo a una seria considerazione dell’astrologia sta nel pensiero deterministico della scienza occidentale, come ho ampiamente documentato nella prima parte dell’articolo. L’universo viene considerato come una catena di cause ed effetti, mentre il principio di causalità è ritenuto ineludibile in tutti i processi dell’universo. Un’importante ed inquietante eccezione a questa regola sta nel nel fatto che l’origine dell’universo e il problema della ‘causa di tutte le cause’ vengono raramente menzionati nelle discussioni scientifiche….(mi domanderei il perchè…!!!). Così la causalità è l’unico tipo d’influenza che i critici dell’astrologia sono generalmente in grado di immaginare e di prendere in considerazione. E l’idea di un effetto materiale diretto dei pianeti sulla psiche e sul mondo è, naturalmente, non plausibile e assurda. Inltre,l’enfasi posta dall’astrologia sul momento della nascita non ha alcun senso per la psicologia e la psichiatria accademiche..,per non parlare delle altre scienze più meramente tecniche, che non considerano la nascita biologica un evento psicologicamente rilevante e non riconoscono il livello perinatale dell’inconscio. Ciò si basa sulla tesi molto discutibile che il cervello del neonato non può registrare l’impatto traumatico della nascita, dal momento che il processo di mielinizzazione (formazione degli strati di grassa mielina che ricoprono i neuroni), al momento della nascita, non è del tutto concluso nel cervello del neonato…!!!
Per capire come l’astrologia, scienza umana per eccellenza, sia in strettissima relazione alla realtà scientifica, bisogna innanzitutto comprendere il vero significato del processo della sincronicità dei nessi acausali, che jung portò alla luce negli anni 50/60 del secolo scorso, e la sua applicazioni fuori dagli schemi appunto della causalità.. Nelle sue prime opere, Jung parlava di “sincronico” volendo generalmente dire “simultaneo“. Qualche tempo dopo, divenne evidente che con l’aggettivo “sincronico”, bisognava piuttosto intendere “con lo stesso significato.” L’aspetto essenziale della sincronicità, è quindi la relazione di senso tra gli avvenimenti, non la loro simultaneità. Così Pauli scrisse a Jung nel 1949: “La parola sinchron mi sembrava … illogica in un certo senso, a meno che non vogliate vedere un rapporto col termine chronos che sia sostanzialmente diverso dal concetto di tempo ordinario… Non è evidente, a priori, capire come mai avvenimenti che ‘esprimono la presenza di una stessa immagine e/o uno stesso significato’ dovrebbero essere simultanei: il concetto di tempo mi è più difficoltoso che il concetto di senso.” Jung e Pauli credevano che le coincidenze significative potrebbero dare un contributo essenziale alla spiegazione delle relazioni tra la psiche e la materia. Calcolarono approssimativamente che, integrando il principio di azione causale nell’ambito della descrizione spaziotemporale, era necessaria una corrispondenza tra la psiche e la materia, attraverso un senso pre-esistente, per una comprensione più estesa della natura. Jung ha anche proposto di staccare il fattore della significazione dall’opinione soggettiva umana, e di elevarlo fino a farne un principio metafisico generale:….”La sincronicità presuppone un senso a prescindere dalla coscienza umana, un senso il quale, apparentemente, si trova fuori dell’essere umano.” affermava. Ma un senso, al di fuori della coscienza umana, non ha senso nella nostra attuale visione scientifica del mondo…..
Jung dichiara: “Si è abituati a considerare che il concetto di ‘senso’ implichi un fenomeno o un contenuto psichico di cui non si suppone che possa esistere anche all’esterno della nostra psiche… Quando viene considerata l’ipotesi che uno stesso senso (trascendente) può presentarsi contemporaneamente nella psiche umana e nella disposizione di un avvenimento simultaneo esterno e indipendente, allora si entra in conflitto con le nostre ricerche scientifiche epistemologiche tradizionali.”
C’è ancora un errata visione del significato della SINCRONICITA’,così come l’ha intesa Jung. Motivo esiziale questo dell’idiosincrasia conclamata degli “scienziati” in genere e di quelli della mente in particolare (psicologhi, assistenti sociali, psichiatri ec..) verso la tematica astrologica, intesa da questi, erroneamente e frettolosamente, come fonte inesauribile di amenità che
invece si basa solidamente sulla tematica della sincronicità e suoi presupposti scientifici ampiamente conclamati dal raccordo epistemologico tra Jung (psicologo del profondo) e Pauli (fisico teorico) in relazione costante delle leggi dell’analogia: come sopra così sotto. A causa della credenza, profondamente radicata, nella causalità come legge centrale della natura, Jung esitò molti anni prima di pubblicare le sue osservazioni degli eventi che non rientravano in questo modello. Egli ritardò la pubblicazione del suo lavoro su questo argomento finchè lui ed altri non ebbero raccolto letteralmente centinaia di convincenti esempi di sincronicità, tali da renderlo assolutamente sicuro di avere qualcosa di valido da riferire. Per lui fu anche importante ricevere appoggio al suo concetto di sincronicità da parte di due pionieri della fisica moderna, Albert Einstein e Wolfgang Pauli. Dal punto di vista della mia analisi, è interessante sottolineare che Jung, nel suo saggio pionieristico Sincronicità: Un Principio di Collegamento Acausale (Jung 1960), discusse espressamente di astrologia, e voglio ancora sottolinearlo, in quanto molti psicologi ancora oggi fanno fatica a digerire e che gli psichiatri neanche ammettono… Ecco il difetto di quello che io chiamo “scientismo”, con chiara traduzione dispregiativa del termine e di chi se ne appropria come difensore della logica razionale, in qunato unico possibile ente capace di esporre la realtà.
Il principio di sincronicità, come alternativa importante alla causalità lineare, fu per la prima volta descritto esaurientemente da Carl Gustav Jung. Secondo lui, la sincronicità è un principio di collegamento acausale che si riferisce a significative coincidenze di eventi distanti nel tempo e/o nello spazio. Mentre Jung era interessato,in generale, a peculiari coincidenze della vita (era principalmente attratto da quelle in cui vari eventi esterni erano significativamente collegati a esperienze interne..: come per esempio sogni, fantasie e visioni). Questa varietà di straordinarie coincidenze fu ciò che egli chiamò “sincronicità”. Egli definì sincronicità di questo genere un “verificarsi simultaneo di uno stato psichico con uno o più eventi esterni che appaiono come paralleli significativi allo stato soggettivo momentaneo”. La sincronicità può assumere varie forme differenti; alcune di loro collegano gli individui agli eventi in luoghi separati (spazio), altre nel tempo.
ECCO UN FAMOSO ESEMPIO CHIARIFICATORE, ESTRAPOLATO DAGLI STUDI APPROFONDITI DI Stanislav Grof che è uno psichiatra e ricercatore nel campo degli stati di coscienza non ordinari.
Per capire come s’innesta il significato di quello che Jung intese per sincronicità sul dettato astrologico ed una sua corretta applicazione: Se guardo il mio orologio, che ha l’ora esatta e segna le sette in punto, posso arguire che tutti gli orologi, sia da polso che non, nella stessa fascia oraria e altrettanto ben regolati,segneranno anch’essi le sette. Posso inoltre ritenere con ragionevole certezza che, se accendo la TV, sono in grado di trovare il notiziario delle sette, o che mi si aspetta in palestra dove ho il l’appuntamento col mio personal trainer per le sette. Ciò naturalmente non significa che il mio orologio abbia un’influenza diretta sugli altri orologi, da polso e non, dei dintorni, né che sia la causa delle notizie TV o che interagisca con la coscienza del personale della palestra.
Tutti questi eventi, e chissà quanti altri, sono semplicemente “sincronizzati” con il tempo astronomico, una “dimensione nascosta” che agisce ‘dietro la scena’, e che non si può percepire direttamente. Allo stesso modo, il pensiero che sta alla base dell’astrologia suggerisce che, nello schema universale delle cose, i moti planetari e gli aspetti geometrici di questi, sono correlati alle dinamiche archetipiche nascoste che plasmano gli eventi del mondo fenomenico. Dato che i pianeti sono visibili essi possono essere usati per arguire cosa sta succedendo nel mondo degli archetipi, o, per aderire all’esempio visto prima, che ‘ora’ è nel mondo archetipico…
Chiunque abbia approfondito lo studio della Coscienza fino al riconoscimento del significato delle dimensioni Spirituali della psiche, non può non aver accertato senza tema di smentita alcuna, che il verificarsi di sincronicità straordinarie è così comune da non lasciare dubbi sul fatto che esso rappresenti un’importante alternativa alla causalità come principio di collegamento…. Nella pratica meditativa, nei viaggi astrali, nel lavoro di respirazione e nelle crisi psicospirituali spontanee (‘emergenze spirituali’: anche possibili “visioni aliene”…viste come emergenze spirituali), i contenuti che sorgono dall’inconscio e dal superconscio spesso entrano in interazione vivace con vari aspetti della realtà consensuale. Ciò mette indiscussione le nostre tesi fondamentali sulla realtà e disperde completamente la netta distinzione che noi facciamo normalmente tra il mondo interno e quello esterno, distinzione che che in realtà non esiste. Un tipico esempio è l’incidenza di sincronicità straordinarie nella vita di gente coinvolta nei processi della rinascita e dell’integrazione conscia della memoria della nascita biologica (rebirthing, ipnosi regressiva, luna prenatale.., aspetti al C.G. centro galattico). Quando il processo di esplorazione interna li porta vicino all’esperienza della morte dell’ego, pur senza che questa si completi, tali individui spesso si imbattono nella loro vita quotidiana in straordinari accumuli di situazioni pericolose, lesioni e incidenti….(il mio ultimo incidente automobilistico di questo agosto, altamente “sincronico..) E’ importante sottolineare che mi riferisco ad eventi causati da altre persone o circostanze esterne e che non sono il risultato di tendenze autodistruttive da parte dei soggetti stessi. Quando tali persone vivono nel loro processo interno la morte dell’ego e la rinascita spirituale, queste situazioni tendono a schiarirsi magicamente come si sono verificate. Sembra che, a questo stadio di trasformazione personale, l’individuo abbia a che fare col tema della distruzione, ma goda della possibilità di viverla come processo interno o come reale evento della vita, se ne prepara anticipatamente, come dire, il presupposto catarchico di riorientamento del proprio Io.
Ciò è esattamente quello che noi astrologi osserviamo in relazione all’effetto di difficili transiti planetari. Degli eventi sincronistici accompagnano di frequente il rivivere esperienze di vite passate (non i dejà vu…!!). Questi sono pure molto frequenti nel momento di confronto interno con immagini archetipiche. Quando le persone coinvolte in un intenso processo interiore hanno a che fare con i temi archetipi tipo Animus, Anima, (il classico Vecchio Saggio o la Dea Madre Terribile…), spesso compaiono, nella loro vita di ogni giorno, degli esseri umani che rispecchiano queste figure in modo fedele. Analogamente, se una persona vive una potente esperienza “sciamanica” (San Francesc
o, padre Pio, Madre Teresa di Calcutta ad esempio…) che coinvolge uno spirito guida animale, o una persona di alta spiritualità, tale animale, tale “asceta”, possono apparire improvvisamente in vari modi nella vita della persona con una frequenza al di là di qualsiasi ragionevole probabilità….(ecco l’evento sincronicistico…che supera le logiche della casualità e risponde a leggi non meccanicistiche, ma certamente di natura quantistica in risonanza vibrazionale con l’universo).
Il tema della vita è indubbiamente un tema molto ampio, che permette di volare alto, e invita a capire spesso le sue molte contraddizioni, come questa inutile separazione tra matematico e sensibile, tra vero e falso, tra giusto e ingiusto…( la cecità sistemica del processo duale…!!!) e potrei continuare ab aeternum…, anche se poi debbo ringraziare questo spunto sul sistema vita che abbiamo, unico per confrontare e confrontarci con i nostri simili. Nello stesso tempo, proprio perché ampio, vorrei farvi notare che è anche estremamente concreto: sto parlando di vita e della vita…più concreto di così.
Per capire – o meglio cominciare a intuire – che cos’è la vita, il punto di partenza più efficace sembra allora essere quello di osservarla all’opera sul piano fisico, e vedere come opera lì, cogliendone, nel semplice approccio del bambino alle prime armi, su quel piano, le leggi, i processi e le modalità espressive, e provando poi ad applicarli – con l’uso dell’analogia sincronicistica– anche agli altri piani dell’esistenza universale. Questo approccio si rivela subito di grande efficacia, e molto chiarificante.
Se infatti si va a guardare quali sono i fattori indispensabili alla vita sul piano biologico, si vede subito che questi sono sostanzialmente solo quattro: il respiro, il cibo, le bevande e il calore. Sono i quattro elementi, che si potrebbero definire come i “fattori di sopravvivenza”, tanto sono indispensabili alla vita fisica del regno animale, e quindi dell’uomo. Rappresentano i canali attraverso i quali la vita affluisce negli organismi viventi, mantenendoli, appunto, vivi. Il numero quattro inoltre non solo per indicare quattro elementi della natura ai quali le varie composizioni coreografiche di ogni epoca si sono ispirati, ma anche perché il numero quattro nel Medioevo era considerato il simbolo della perfezione morale ed è collegato ai quattro punti cardinali, oltre che alle quattro stagioni e anche al numero delle fasi lunari. Il quattro inoltre è anche il numero della croce che dall’intersezione delle due braccia si volge per le direzioni dello spazio,…LA GRANDE CROCE CARDINALE..!!!
Nella religione buddista i quattro elementi sono alla base per la comprensione della sofferenza e per la liberazione; allo stesso modo i quattro elementi sono al principio di tutte le cose. L’aria è respiro ed espansione, l’acqua vita e coesione, il fuoco calore e passionalità, la terra simbolo della corporeità e della solidità. Dunque è nella interazione tra questi elementi che la danza incessante della vita intende trovare un proprio equilibrio….
La cosa su cui non ci soffermiamo con la doverosa attenzione è che questi quattro fattori di sopravvivenza non hanno poi tutti la stessa importanza: si può stare infatti per lunghi periodi senza calore, (anche un anno: non sottozero s’intende…), per un mese senza mangiare, per qualche giorno senza bere, ma solo per pochi minuti senza respirare. Ed ecco che il RESPIRO – in virtù della sua assoluta e inderogabile necessità, della sua stessa impellenza – si rivela essere evidentemente il veicolo principe della vita, il suo tramite elettivo, e quindi il suo simbolo più potente. Respiro e vita: è un’associazione che da sempre l’uomo ha fatto. Non sono propriamente sinonimi, non sono esattamente la stessa cosa, e quindi non ci danno ancora la risposta alla domanda iniziale che ci siamo fatti su che cosa sia la vita; ma certo questo simbolo del respiro ci può aiutare molto a trovare questa
risposta, soprattutto dicendoci come la vita agisce, in che modo essa si trasmette. Respiro cioè ARIA (Gemelli,Bilancia, e Aquario) quindi la nostra capapcità di comunicare a noi stessi e agli altri e quindi respiro come capacità riflessiva del pensare non solo del processo biochimico della respirazione…. La prima cosa che il respiro ci sta a dire è che la vita non si presenta come un fenomeno lineare, bensì ondulatorio (ricorda qualcosa…???). La vita si propaga in maniera pulsante, ritmica, oscillante, come un’onda. La vita si esprime a onde, la vita arriva a ondate. Diciamo che le onde che si infrangono sul bagnasciuga rappresentano un’immagine della vita più appropriata rispetto a quella di un ruscello che scorre (cioè a un movimento continuo, lineare). Noi siamo espressione di moti circolari, ciclici e non lineari, come invece certa vecchia scienza imponeva.
Ora è significativo notare la corrispondenza che sussiste tra i 4 fattori di sopravvivenza e i 4 elementi riconosciuti fin dall’antichità come costitutivi del piano fisico, della realtà fenomenica vale a dire il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua, cioè gli stati elementali dei segni astrologici..e della logica alchemica.
Vi è una chiara corrispondenza tra il calore e il fuoco, fra il cibo e la terra, fra il respiro e l’aria, fra le bevande e l’acqua. I quattro fattori di sopravvivenza, con i quattro elementi costitutivi, rimandano inoltre alle quattro basi proteiche che, alternate nel DNA, compongono il patrimonio genetico delle specie viventi.le basi azotate che possono essere utilizzate nella formazione dei nucleotidi da incorporare nella molecola di DNA sono quattro: adenina, guanina, citosina e timina.
Relativamente ai fattori di sopravvivenza, è curioso notare come l’attenzione che si dà loro sia inversamente proporzionale alla loro importanza. Si riconosce infatti molto valore al cibo, già meno alle bevande, poco al calore e nessun valore al respiro. L’elemento più prezioso, il fattore che attimo per attimo ci mantiene in vita, che ci dà o ridà letteralmente la vita, viene regolarmente ignorato, più ancora che dato per scontato. La sua stessa abbondanza – paradossalmente – ce lo svaluta…un po come avviene per la legge della domanda e dell’offerta….: più c’è un qualcosa in natura meno dovrebbe costare, quindi vale meno…
Sarebbe interessante chiedersi, se per caso la stessa cosa non avvenga anche in quelli che possiamo immaginare esistere – per analogia – come fattori di sopravvivenza psichici, o psicospirituali; per cui i valori, le esperienze, gli aspetti più importanti a questo livello diventano magari difficili da realizzare (pur essendo i più a portata di mano), solo perché sono troppo abbondanti e troppo vicini per essere riconosciuti..!
VI PIACE COME “ISTIGAZIONE” …CULTURALE (tipica di chi ricerca continuamente per capire…) ??? Secondo me e secondo i miei studi, in realtà, sono gli aspetti più preziosi della vita ad essere probabilmente i più elusivi, difficili da riconoscere, e quindi da apprezzare, pur essendo i più abbondanti. E che non si debbono, né si possono acquistare. E nemmeno procacciarsi anche perchè non li vediamo..”immediatamente”.
Mentre infatti ci si può procurare il cibo, non ci si può procurare il respiro,lo si può solo ricevere come dono. E solo come dono si può ricevere l’affetto di una persona, il calore di una famiglia, la simpatia degli amici,… l’amore. Ed è bello, ma non solo, anche efficace, addirittura pensare che, come l’aria ci nutre gratuitamente di vita, respiro dopo respiro, così anche la nostra coscienza possa essere nutrita attimo per attimo dal respiro della nostra dimensione interiore spirituale, dalla nostra anima…, anche se i matematici non ne percepiscono la riproducibilità il..laboratorio..!!!! Perché non “immaginare” (verbo di origine virale per lo scienziato causale…) che il contatto con la nostra anima ci sembri difficile da riconoscere solo perché essa ci pervade di continuo, gratuitamente e con infinita abbondanza, esattamente come avviene “fisicamente” per il respiro?
Come si fa a pensare di separare, o a pensare separati, cielo e terra, spirito e materia, quando ad ogni respiro ci si riempie di cielo, quando ogni respiro porta letteralmente una porzione di cielo nella terra del nostro corpo, e restituisce al cielo parte di questa terra…?
L’ASTROLOGIA SI VESTE DI ENTRAMBE GLI ABITI PER SENTIRSI ADEGUATA….e non capirlo, (anzi neanche degnarlo di possibilità interpretativa) è una forma di cecità insopportabile in relazione all’avvento rimarchevole della logica quantistica nella consuetudine del reale a cui apparteniamo. Il proccesso di analogia sincronica “nascosto”, “sotterraneo” che inevitabilmente esiste tra il respiro e l’anima, anche se non se ne vedono le circostanze materiche, è il miglior modo di spiegare l’assunto astrologico che inevitabilmente unisce tramite il filo sottile dei processi cosiddetti metafisici o paranormali, il creato (terra) col respiro degli esseri viventi, all’anima (cielo) col respiro universale…I filamenti genetici del DNA umano sono stati messi in parallelo coi filamenti dei mondi cosmologici e “parlano” il linguaggio invisibile delle onde e delle frequenze per comunicare..
Che cosa può farci star meglio del sapere che – in ogni istante – qualcosa o qualcuno (la vita!) ci sostiene, ci alimenta, ci carica della sua energia, e del suo progetto..? Quale miglior antidoto all’ansia, alla paura, all’irritazione e a tutti gli altri veleni psichici, individuali e collettivi, che possono inquinare il nostro stato d’animo..?
E tutto questo con il semplice uso della CONSAPEVOLEZZA, questa grandiosa prerogativa umana anch’essa spesso destinata, come il respiro, ad essere negletta, o ignorata, o trascurata, o tradita, e comunque poco o male utilizzata. Quando invece la consapevolezza è l’unico, o quantomeno il principale fattore che distingue il regno umano da quello animale (forse….è doveroso sottolinearlo…). . Tutti e quattro i fattori di sopravvivenza che si sono presi in considerazione sono infatti condivisi pari pari anche dal regno animale, e da quello vegetale…
“ Nulla accade per caso “.
Il caso non esiste e gli eventi della vita scorrono attraverso un susseguirsi a noi spesso incomprensibile. Se potessimo conoscere come accadono potremmo permetterci di arrivare alla vera conoscenza dei tanti misteri della vita.
L’oceano di luce (e con esso anche l’essere quantico consapevole di questa realtà a cui prima o poi dovremmo tendere…) opera le sue meraviglie mettendo in relazione perfetta le “ pedine “ che condurranno alla creatura finale (galassia, stella, atomo, uomo, sogni, obiettivi, visioni): basterebbe un solo millisecondo di sfasamento, in questa perfetta sintonia, per avere un “parto “ creativo notevolmente diverso…!!!
Siamo immersi in un oceano di sincronicità. Il nostro corpo è fra le espressioni più fini di tale sincronicità, basti pensare ai rapporti fra le molecole di idrogeno ed ossigeno dell’acqua, come pure i rapporti fra i minerali, le vitamine, gli aminoacidi nelle complicate e complesse vie biochimiche: i risultati di seppur piccoli sfasamenti, come per esempio nelle carenze enzimatiche, comportano effetti disastrosi sulla salute e sull’aspetto fisico…. Non saremmo come oggi ci conosciamo, se si rompesse il delicato equilibrio sincronico fra noi e l’universo (purtroppo abbiamo apportato sfasamenti nella natura, e questo ci sta costando enormemente caro…se solo ce ne rendessimo conto…!!!). Ciascun individuo vive in una rete di sincronicità che si evolve e cambia nel tempo (l’ambiente dell’utero materno, la famiglia, la scuola, l’ambiente sociale, il lavoro, il matrimonio con i figli, il divorzio, nuove amicizie, il pensionamento).. DOBBIAMO CAPIRE CHE ogni qualvolta interagiamo, anche se non ce ne rendiamo effettivamente conto, con la delicata struttura sincronica del cosmo (pensiamo, parliamo, agiamo, omettiamo, scegliamo..) lo costringiamo a cambiare, momentaneamente, rapporti sincronici che inevitabilmente ci coinvolgeranno in questo cambiamento, fino a che non raggiungerà il suo equilibrio. Verremo trascinati dalla grande rete di eventi: il risultato sarà o la nostra salute e la nostra felicità, se abbiamo capito e ci lasciamo andare nella direzione degli eventi sincronici, oppure la nostra malattia, se opponiamo resistenza al flusso cosmico….Ecco spiegata la sottile relazione dell’uomo con il suo cielo interiore connesso simultaneamente con quello esteriore…quindi impariamo ad agire la nostra carta natale (o radiografia natale come preferisco definirla ilNadir) e l’arte delle “risposte”, cioè la capacità d’interpretazione dello schema o configurazione planetaria che ci contraddistingue, deve essere reimpostate su frequenze altre, che oggi noi non conosciamo perchè “rispondiamo” agli stimoli della vita come dei neonati senza alcuna possibilità di orientamento individuale…
La sincronicità di eventi, solo visivamente, inconciliabili in apparenza, poi è la vera legge che ci unisce indissolubilmente al creato e che fa dell’uomo un antenna in perenne risonanza, solo che volessimo, una volta per tutte, consapevolizzarci del nostro potere “miracoloso” di essere esseri divini, non religiosamente parlando, ma umanamente al punto che cammineremmo anche noi…sulle acque dei nostri respiri…..!!!
“Null’altro che il tuo volere, udire e sentire, e il fatto che lotti contro ciò da cui sei disceso. Con la tua volontà individualistica ti separi dalla volontà divina, e con la tua vista individualistica vedi solo nella tua volontà, che ottunde caparbiamente il tuo udito con cose terrene e particolari, ti trascina in un baratro, e con l’oggetto del tuo desiderio si poserà come un’ombra sopra di te per impedirti di giungere al supernaturale e al supersensibile”.
di Jacob Boehme da “La vita soprasensibile”
dr. Claudio Crespina
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Riferimenti Web:
www.aist-pain.it/…/Inconscio%20individuale%20GROF
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