SCIENZA E ASTROLOGIA….o ASTROLOGIA E SCIENZA..???
L’ASTROLOGIA E’ LA NUOVA SCIENZA…. di Claudio Crespina
In una delle estenuanti e contese discussioni sul valore dell’Astrologia come scienza, un po come le continue diatribe millenarie tra scienze umane e scienze esatte, che hanno inesorabilmente attraversato trasversalmente la storia dell’umanità nei secoli, mi sono soffermato a cercare di capire, aldilà dell’ovvio, cosa fosse il limite che impedisse una vera e corretta collaborazione tra le due visioni che possono essere viste, certamente, in modo antitetico, ma che in realtà sono una la fusione dell’altra senza possibilità alcuna di smentita, proprio perchè, non fosse altro, il nostro cervello comprende i due emisferi che si dividono equanente il potere sul lato fisico e su quello metafisico.
In quella particolare ed ennesima diatriba, tra un fisico (Sagan) e un’astrologo (kensey) lessi questa sottolineatura di Sagan:”L’astrologia è un’assoluta sciocchezza; standomene seduto qui, ho su di te,su Kensey cioè, sosteneva con irruenza e spocchiosa sicumera, Sagan.., un’influenza maggiore di quella che ha Plutone”….Beato lui, e beata ignoranza.. pensai, tra l’altro ha scelto proprio il pianeta su cui c’è veramente poco da scherzare…,leggendo, e istintualmente avrei voluto presentarlo alle miriadi di Gemelli, che a cavallo dei primi anni del nuovo millennio, 2000-2009, si sono beccati l’opposizione di questo pianeta, non proprio tenero..,checchè ne possa pesare l’ignaro Sagan..,e certamente, se si potessero analizzare le constatazioni statistiche (tutti i gemelli rispetto agli altri segni…intendo) a livello mondiale, se ne capirebbe immediatamente la violenta incidenza…
Il dibattito intorno all’incontro-scontro fra cultura scientifica e cultura umanistica è appunto ancor oggi assai vivo e spesso aspro. Non sono pochi gli uomini di scienza che mettono in evidenza i limiti di certi atteggiamenti “umanistici”, specie quelli che mostrano una sfacciata indifferenza verso nozioni scientifiche, dalla fisica alle neuroscienze, ritenute importanti per le loro applicazioni tecnologiche, ma inessenziali alla conoscenza delle “umane profondità”. Né sono pochi gli umanisti che lamentano il disinteresse delle scienze esatte verso gli ambiti più sfuggenti della soggettività, come se vi fosse conoscenza solo quando siamo in presenza del dominio dell’oggettivo.
Detto con un po’ di retorica esagerazione, e parafrasando un noto titolo dell’epistemologo Alexandre Koyré, pare che per gli scienziati le scienze umane siano il regno di un piacevole quanto inconcludente “mondo del pressappoco”; per gli umanisti, invece, le scienze esatte sarebbero un perfetto “universo della precisione” utile solamente a produrre applicazioni tecnologiche.
Questi due atteggiamenti hanno un’antica storia e molti esempi. Si cita spesso l’umiliazione subita al congresso della Società filosofica italiana del 6 aprile 1911 da Federigo Enriques (1981-1946), matematico, storico e filosofo della scienza, da parte di Benedetto Croce e Giovanni Gentile. I due filosofi fecero passare Enriques da dilettante, perché ai loro occhi la scienza non aveva alcun valore effettivamente conoscitivo.
Al contrario, oggi può accadere che “uomini di scienza” trovino del tutto
legittima – anzi doverosa – la quasi totale esclusione degli umanisti dal Consiglio Direttivo dell’Anvur, l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca. Proprio per la supposta inutilità degli studi umanistici.
Ma è chiaro che tali posizioni si reggono più sul pregiudizio che sul giudizio, e che deve esserci “qualcosa” che alimenta tale tendenza al pregiudizio.
Una ipotesi che penso possa essere avanzata è la seguente: forse l’attenzione delle diverse scienze è più orientata alla natura del proprio oggetto di studio e quindi alla difesa dei propri strumenti, più che alla finalità dello studio stesso. Ciò che infatti differenzia un atteggiamento scientifico da uno non scientifico, non è ciò che si studia e nemmeno del tutto come lo si studia, quanto il perché lo si studia. L’agire scientifico è infatti sì caratterizzato dal metodo e dall’impiego di sistemi di verifica delle procedure e dei risultati, ma non può mai essere scisso dai caratteri dell’intenzionalità e della tensione verso un fine. L’agire scientifico è cioè un agire intenzionale e finalizzato, teso verso un obiettivo che non può non essere comune a ogni ambito di studio: i modi in cui l’uomo pensa e organizza se stesso nell’ambito del mondo-ambiente in cui vive. Ogni scienza non è nulla senza una intenzionalità e finalità che la sorregga, e senza la quale rischia di porsi solo come mito della conquista, del dominio sulla natura, della potenza della tecnologia o dell’umana superiorità. È per questa ragione che, a mio avviso, la distinzione fra scienze esatte e scienze umane va considerata innanzitutto al fondo come artificiosa. Tutte le scienze, infatti, sono umane. Tutte le scienze sono, nel loro insieme, la narrazione del modo in cui l’uomo cerca via via gli strumenti più adatti alla propria sopravvivenza: sia materiale sia culturale.
Non si tratta così di scegliere fra o parteggiare per l’una o l’altra cultura, ma di integrare le conoscenze, i metodi, le finalità elaborate dalle diverse discipline. Tutte le scienze hanno necessità di trovare le reciproche collateralità, ossia: complementarità fra ambiti di studio e essere l’una un modello per l’altra…..una fusione d’intenti e di collegialità..a cui l’uomo nuovo dovrà necessariamente tendere se vorrà evolversi correttamente verso le forme che più gli competono, che proprio questi millenni di guerre culturali e non solo hanno contribuito pesantemente a deformarne gli obiettivi di una sua maggiore sapienza e consapevolezza: .UTOPIA O REALTA’ POSSIBILE….???
L’astrologia, lo sappiamo un po tutti, è un’arte ed una scienza antica, probabilmente nata già nel terzomillennio a. C. in Mesopotamia, donde si diffuse in India e Grecia. Si basava sulla dottrina della “simpatia” universale. Il suo principio base, espresso dalla frase “come in alto, così in basso”, pretende che il microcosmo della psiche umana rifletta il macrocosmo e che gli eventi terrestri rispecchino quelli celesti. La comprensione del significato dei pianeti,le loro posizioni e aspetti geometrici, e le loro specifiche influenze sulla vita umana furono riuniti per la prima volta in una sintesi unificata nell’astrologia di Tolomeo. Nella Grecia dell’era ellenistica, gli astrologi perfezionarono i calcoli astronomici e assegnarono specifiche deità mitiche ai singoli pianeti.Nei secoli successivi, generazioni di astrologi ampliarono, revisionarono e perfezionarono il sistema tolemaico. Nella sua forma greca di pieno sviluppo, l’astrologia dominò per quasi 2000 anni la religione, la filosofia e la scienza dell’Europa pagana e poi cristiana.
Come molti altri sistemi esoterici, l’astrologia fu tra le vittime del razionalismo e del materialismo della Rivoluzione Scientifica. Fu ripudiata non già in seguito a prove scientifiche della falsità dei suoi presupposti, ma per l’incompatibilità con le fondamentali tesi metafisiche della scienza occidentale, dominata dal materialismo monistico. Più precisamente, esistono diverse importanti ragioni del ripudio dell’astrologia da parte degli scienziati materialisti. La scienza occidentale ritrae l’universo come un sistema meccanico impersonale e in gran parte inanimato, una supermacchina che si è creata da sé ed è governata da leggi meccaniche impersonali. La vita, la coscienza e l’intelligenza sono considerate prodotti più o meno accidentali della materia. Al contrario, la tesi fondamentale dell’astrologia è che il cosmo è la creatura di un’intelligenza superiore, che si basa su un progetto inconcepibilmente complicato e rispecchia uno scopo e un ordine superiori. La prospettiva dell’astrologia rispecchia strettamente il significato originale della parola greca kosmos, la quale descrive il mondo come un sistema ordinato in modo comprensibile, secondo modelli, e collegato coerentemente con l’umanità, come parte integrante del tutto…
Tutte le nostre attività vitali sono strutturate secondo i CICLI del giorno, del mese, dell’anno e non bisogna mai dimenticare che questi cicli si fondano su dati astronomici, usati dagli astrologi sin dal’antichità. Il motivo più evidente, secondo il mio parere, per cui gli scienziati non RIESCONO A CAPIRE come sia possibile collegare i pianeti agli eventi della vita umana è che per essi, la causa planetaria e l’effetto evento umano, non appartengono allo stesso ordine di fenomeni.. In sostanza gli scienziati hanno lasciato l’UOMO fuori dall’universo, oggetto precipuo del loro studio, non cercano di dare un significato “umano” a quello che trovano coi loro..strumenti..!!! Vogliono cioè essere oggettivi tout court e non si rendono conto che in tal modo si distaccano dall’oggetto del loro studio e sono giunti e continuano ancora a credere che ciò che scoprono nell’universo sia la, di fuori di loro, un’espressione di leggi valide in assoluto aldilà del giudizio umano. Hanno, e continuano a dimenticare che loro stessi sono ESSERI UMANI e che, conseguentalmente, qualunque sia la fonte della loro conoscenza universale, la conoscenza scientifica è, e resterà sempre, CONOSCENZA UMANA….Soggiogati da questa indifferenziazione, non sembrano rendersi conto di quanto il condizionamento della loro mente limiti i loro stessi metodi di ricerca: le risposte che trovano, o hanno trovato nei secoli, possono essere “incontrovertibili” sulla base e all’interno del punto di vista che essi stessi adottano, ma non sono certamete spiegazioni “incontrovertili” della realtà totale, perchè il metodo scientifico si regge sull’esclusione sistematica di tutto ciò che lo stesso metodo applicato non può affrontare…!!! Così se gli scienziati nono incapaci di trovare una connessione valida tra il sistema solare e gli eventi interiori ed esteriori di una vita umana, questo NON VUOL DIRE CERTAMENRE CHE CONNESSIONE NON CI SIA…., ma semplicemente che essa è di un ordine diverso da quello che il metodo scientifico può stabilire…
L’astrologo studia il cielo perchè, per suo mezzo, sperimenta l’armonia universale: non si distacca dall’universo e dai suoi ritmi, come invece inopinatamente fanno gli scienziati, anzi tende ad identificarsi in esso e ai suoi ritmi, di condeguenza per l’astrologo i corpi celesti del nostro sistema solare e la natura umana seguono la STESSA LEGGE e lo STESSO RITMO DI SVILUPPO..al punto che io sostengo fortemente, che per vivere una vita significativa a livello quindi spirituale (massimo livello d’aspirazione umana possibile, -il ciclo del Nadir dell’uomo-, non inteso religiosamente), gli esseri umani dovrebbero cercare di vivere in armonia con le leggi che governano l’universo e i suoi pianeti…i pianeti e gli esseri umani doverbbero essere cioè in sincronia interiore ed esteriore nel continuum spazio-temporale in cui entrambi sono immersi. Dal momento che l’essere umano è sostanzialmente una costellazione degli stessi poteri che informano i pianeti celesti, noi dovremmo cercare di vivere la nostra vita (insisto su questo concetto fondamentale della concretizzazione di questa relazione…), secondo il ritmico movimento ciclico dei pianeti che, presi insieme, simboleggiano le funzioni fondamentali dell’intero essere umano..senza se e senza ma…..
LA SCIENZA, SECONOD IL MIO PARERE, HA L’OBBLIGO DI UNIFORMARSI ALLA POSSIBILITA’ DI “LETTURA” (O TRADUZIONE…) DEL CODICE CHE “COSTELLA” QUESTA BIUNIVOCA CONNESSIONE, UTILIZZANDO TUTTE LE POSSIBILI ISTANZE DEL PROCESSO COGNITIVO SIA MATERICO CHE MEFASICO, SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’…ENTRANDO FINALMENTE IN UNA NUOVA ERA EPOCALE, IMPROCRASTINABILE ORMAI, VISTE LE CONTINUE SENSIBILIZZAZIONI, CHE ORMAI I GRANDI E INCESSANTI PROGRESSI DELLA “FISICA” QUANTISTICA, STANNO ESTERNANDO ALLA CONOSCENZA E ALLA SAPIENZA UNIVERSALE….
L’ASTROLGIA COME SCIENZA PERCHE’???: Rispondo facilmente a questa domanda…, perchè è l’unica disciplina che usa la tecnica della fisica astronomica e la traduzione della sintesi psicologica in perfetta sinergia: cioè riassume in se la tematica materiale e fisica con la lettura animica e psicologica dei dati a sua disposizione.. Non c’è alcuna divisione dei mezzi ( e non fini…) per ottenere i significati… Il miracolo della sintesi della fisica e della metafisica sotto i nostri occhi: i due emisferi celebrali uniti a …miracol mostrare. !!!! L’io divino e l’io logico corrono sulle spiegazioni planetarie senza soluzione di continuità..attivando come mezzo di comprensione la sincronicità junghiana…che analogicamente fonde, senza scinderle, la causa e l’effetto, dando priorità ad una nuova forza universale: quella che io chiamo la “vibrazione primordiale..”.che si potrà leggere “matematicamente”, consentitemi la rudezza, una volta che si potrà esporre una SCALA DI VALORI DEL NADIR DEL TEMA RADIALE o ASTROLOGICO (tema Natale).
dr..Claudio Crespina segue 1^parte
© tutti i diritti riservati








