Kaballah

Kabbalah: il suo significato profondo

La cabalaqabbaláhkabbalah o cabbala è il termine usato per indicare quegli insegnamenti "esoterici" e "mistici" propri dell'ebraismo già diffusi a partire dal XII secolo, in un suo significato più ampio esso intende quei movimenti esoterici sorti in ambito ebraico con la fine del periodo del Secondo Tempio. In ebraico Qabbaláh (ebr. קבלה) è l'atto di ricevere, la tradizione (la parola ebraica designa anche la ricevuta, ad esempio in una transazione commerciale, e la funzione di ingresso del sabato, la maggiore festa ebraica); secondo questi insegnamenti essa rappresenta il livello più elevato e profondo dell'ebreo poi manifesto nel metodo d'interpretazione esegetica ebraica della Torah definito in ebraico Sodsegreto. La Cabala, secondo i suoi cultori, venne trasmessa da Dio anche ad Adamo e ad Abramo.

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L'UOMO UNIVERSALE (vitruvio)


Ghematria dell'essere umano formula
        -----pentagrammatica------                                                                           di Gavriel Lovari

 

"Muovesi l'amante per la cos'amata
 come il senso e la sensibile
 e con seco s'unisce
 e fassi una cosa medesima.
 L'opera è la prima cosa
 che nasce dell'unione.
 Se la cosa amata è vile,
 l'amante si fa vile.
 Quando la cosa unita
 è conveniente al suo unitore,
 li seguita dilettazione
 e piacere e sadisfazione.
 Quando l'amante è giunto all'amato,
 là si riposa.
 Quando il peso è posato,
 lì si posa.
 La cosa cognusciuta col nostro intelletto."
 

                            Leonardo da Vinci

 

 

PREMESSA:

Leonardo da vinci figlio di CHATARIAH ebrea esule di famiglia ebrea
secondo le leggi del suo tempo e' anche vedendo cio' che il suo  genio universale ha prodotto e' (AL PRESENTE) ebreo a tutti gli effetti...

Quindi a mio parere il suo HOMO di VITRUVIO e' una espressione ghematrica di cio' che apprese in gioventù da MARSILIO FICINO.

La ghematria e' una peculiarita' dell'alfabeto ebraico,il quale veniva normalmente utilizzato sia per rappresentare le parole sia come sistema di numerazione sia di tipo additivo. 

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Kabbalah: il suo significato profondo

Kabbalah: il suo significato profondo

NASCE L'OBBLIGO DI UNA SOTTOLINEATURA PER EVIDENZIARE I GIUSTI DISTINGUO TRA "COSA SIA E COSA NON SIA" QUESTA DISCIPLINA ANTICHISSIMA..CHE INEVITABILMENTE HA PRESTATO IL FIANCO A MOLTE MANIPOLAZIONI

Nonostante abbia diversi secoli, la Kabbalah ebraica non ha smesso di esercitare anche ai nostri giorni il suo fascino sulle persone che vogliono conoscere i «misteri» divini e angelici. È proprio di questi ultimi anni la tendenza sempre più diffusa, soprattutto fra le star di Hollywood e quelle del rock, ad interessarsi a questa forma di conoscenza occulta. Ma la Kabbalah non è solo una moda di passaggio per VIP annoiate o in cerca di illuminazione. Da anni gli studiosi più rinomati di Società Segrete e di occultismo hanno ampiamente dimostrato che il nucleo dottrinale di ogni sètta massonica o di ogni congrega che pratica la magia cerimoniale è totalmente impregnato di teorie emanazioniste o gnostiche di indubbia provenienza cabalistica. Come un camaleonte, nel corso dei secoli la Kabbalah ha subito diverse metamorfosi adattandosi alle diverse situazioni contingenti storiche, sociali, religiose e filosofiche, e riproponendo sostanzialmente gli stessi concetti (come la deificazione dell'uomo) e una sorta di Conoscenza per soli iniziati, infarcita di superstizione e di mitologia che nulla ha a che fare con l'autentica Rivelazione veterotestamentaria giunta sino a noi..

        

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La Costante Universale e La Cabala 2^p

 La Costante Universale e La CABALA : 
   un unico principio di verità assoluta


......Ci si ricordi come in passato Astronomia ed Astrologia fossero due aspetti di un'unica scienza.......

Nel libro sacro degli ebrei, il Talmud, vengono legate chiaramente le due scienze con uno dei più bei versi della Torà: "Poiché questa è la vostra sapienza ed intelligenza agli occhi dei popoli".

Bisogna sapere che i fisici si sono scervellati sul numero 137 per gli ultimi 50 anni. altWerner Heisenberg (a cui dobbiamo il famoso "Principio d'indeterminazione", uno dei pilastri della fisica quantistica) affermò una volta che tutti i dilemmi della meccanica quantistica si sarebbero risolti non appena si fosse finalmente spiegato il 137... Un altro scienziato, Wolfang Pauli, era ossessionato dal 137, e passava innumerevoli ore a meditare sul suo significato." Ad appena trent’anni Wolfgang Pauli era uno dei teorici più originali e brillanti della nascente fisica quantistica, che stava polverizzando le certezze della meccanica classica in nuvole di probabilità. Eppure ogni notte si ritrovava a vagare nei quartieri a luci rosse, fra prostitute e ubriaconi, in preda alla depressione e all’alcol. Fu proprio la sua doppia vita che lo indusse a rivolgersi a un luminare di un’altra scienza nuova e rivoluzionaria, la psicologia: Carl Jung, discepolo ribelle di Freud e instancabile indagatore di un inconscio collettivo popolato di archetipi, illeggibili altrimenti, senza l'ausilio di una visione più "distaccata" della realtà positivista di quegl'anni,al punto di confrontarsi con la dinamica astrologica (famoso resta l'epistolario tra Jung e Barbault). Dall’analisi dei sogni di Pauli emerse un profluvio di simboli e figure arcane che fu di ispirazione per terapeuta e paziente (cfr. Roberto Sforza).

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La Costante Universale -1 3 7- 1^p.

La Costante Universale  -1 3 7-    1^parte

1 3 7  la costante universale o l'inverso della"costante di struttura fine", come possibile spiegazione delle relazioni, dei collegamenti e delle connessioni tra stati antitetici di natura quali mente- corpo; materiale-immateriale; significato-significante; Energia (luce) e Materia ecc......

...Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit
"Nessun grande ingegno fu mai senza una mistura di follia"...L. A. Seneca, De tranquillitate animi

Sostenere, che l'universo è sempre esistito, come affermava la teoria dello Stato Stazionario, e che è quindi eterno, è un'idea che mi ha sempre disturbato profondamente: noi mortali, per natura, non siamo in grado di concepire l'infinito e istintivamente sentiamo il bisogno di aggrapparci a qualcosa che ha avuto un inizio. D'altra parte, affermare che un Essere supremo ha creato dal nulla l'intero universo, sia pur limitandosi al tempo altinfinitesimo del Big Bang, può sembrare a prima vista un buon punto di partenza, ma in realtà non risolve affatto il problema spinoso dell'infinito, in quanto non fa altro che porre il concetto stesso di eternità a postulato. A nessuno sano di mente, infatti, verrebbe l'idea di formulare la domanda: Ma allora chi ha creato Dio? Invece chissà quanti, polemicamente o meno si sono posti questa domanda tutto sommato stucchevole. Domanda che di per se non vuole risposta...anzi la elude nei termini...Filosofeggiamo un pò.....non costa molto poi il... farlo!!!

Se siamo pertanto destinati a inciampare nello scomodo dilemma dell'eternità, posso almeno fare alcune considerazioni pertinenti : L'universo che conosciamo perlomeno quello che astronomicamente conosciamo fino ad oggi (tutto relativo...) sembra essere governato da alcune costanti fondamentali, che ci hanno fatto studiare inutilmente, prima in età scolare poi all'università, se qualuno infermo di mente avesse insanamente scelto quella materia informe e deforme che si chiama "fisica" e le sue branche, perchè non eravamo pronti (almeno io certamente) a capirne i significati profondi anzi profondissimi nelle quali prima o poi ogni fisico s'imbatte. ...!!!!!!!.

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