PLUTONE ANTIMATERICO
“Ho visto la gente della mia età andare via”.
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che no trovano nel mondo che hanno già…
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso è mascherato con la fede
nei miti eterni della patria e dell’eroe
perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità…
Le fedi fatte di abitudine e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto è un Dio ch’è morto…
“Dio è morto” , Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge: il Plutone antimaterico sconquassa il soluto e riabilita il solvente…) cantata dai mitici Nomadi, brano di significato anticipatorio inaudito di Francesco Guccini che per me, negli anni incredibili per le coscienze illuminate di quei tempi, fu un astro socioculturale di qualità, come il “vate”, consentitemelo, Gaber, altro ingegno irreale e iperuranico. La canzone fu messa al bando dalla RAI, ma non da Radio Vaticana. Lo slogan “Dio è morto” girava negli anni ’60 negli ambienti alternativi USA (la canzone è del ’65) e l’avvio del brano è chiaramente ispirato al celebre poema di Allen Ginsberg, il poeta e cantore della beat generation, dal titolo L’urlo (Howl), pubblicato nel 1958:
«Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa,
hipsters dal capo d’angelo bruciare di desiderio per l’antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi ínfossati stavano su, partiti, a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz, … »
in originale:
I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked,
dragging themselves through the negro streets at dawn looking for an angry fix,
angelheaded hipsters burning for the ancient heavenly connection to the starry dynamo in the machinery of night,
who poverty and tatters and hollow-eyed and high sat up smoking in the supernatural darkness of cold-water flats floating across the tops of cities contemplating jazz, …
Eravamo più saggi un tempo, senza falsi pudori dico questo perchè ne sono convinto, ma non voglio innescare paragoni fra i periodi sociali, perchè non voglio cadere nella trappola, sin troppo abusata, del tipo “quando c’era lui……” di triste memooria. Il Plutone superficializzato, la coppa accogliente, per capirci, sta anche nel potere del denaro che ci ha ingabbiato in questi anni fintamente globalizzati e veramente globalizzanti : il consumismo sfrenato ha prodotto i detentori del “potere economico”, i dominatori del mondo, (Plutone in estasi in questo periodo che si è consumato in Sagittario, agendo il trigono crescente col Leone degli anni 50/60 -inizio del boom economico- dopo la quadratura scorpionica di riassetto, circa fino alla fine del 2008).
Ma sarà sempre così? Sarà irrimediabilmente il denaro a determinare le sorti della nostra vita? Io credo che tutto questo finirà, cioè il Plutpone in Capricorno, sede di denaro come significatore di potere, è antimaterico, cioè agirà la violenza della distruzione dello status quo: DIO E’ MORTO……stavolta è morto davvero…..!!!
In atto c’è un cambiamento che senza illuminazione interiore non è visivbile ai più, perchè obnubilati (Nettuno in Aquario opposto al Leone…). L’aridità scesa sul mondo come ombra del male non può durare: i segni di una rinascita si intravedono dietro le nubi di cecità innescate dalla cosiddetta “civiltà” dei consumi. Il nostro pianeta sta vivendo una realtà che sembra surreale. Ha perso ogni guida ed ogni direzione, sia politica, sia economica, sia religiosa. Pare fluttuare sopra un oceano avvelenato che inaridisce le terre del cuore creando un intrico di deserti etici e culturali. La piccolezza di certi “personaggi” che occupano e sovrastano
le cronache quotidiane è testimoniata dal “nulla” che si lasciano dietro e che seminano intorno. Un NULLA che sta assumendo dimensioni gigantesche, simile alle fauci di un’orribile bestia assetata. Illusionisti a basso costo produttivo, fautori del massimo profitto a scapito dei diritti e della vita delle persone …convinte di star bene senza ….”starci”!!!!
Il NULLA ci sta lentamente avvelenando i pensieri. Il gioco degli “opposti” ci confonde, ci distrae. Così naufraghiamo in questo viscido oceano di futilità e di finzioni. Il “denaro” è una delle maggiori cause di questo costante ed opprimente inquinamento della nostra vita. Tutti vi anelano come ad una fonte miracolosa di eterna giovinezza, poiché la sua forza esalta il senso del possesso, e pone il potere nelle mani. Ma è tristemente noto che anche chi possiede il massimo non è felice e sereno. Non ha infatti la cosa più grande, più vera e più reale di qualsiasi moneta: l’ARMONIA, l’EQUILIBRIO, la PROFONDA PACE INTERIORE. Non vi è equilibrio perché l’Ego non si accontenta, desidera sempre qualcosa di più. Ma questo “qualcosa” è puramente materiale ed illusorio, non porta la Vera Ricchezza.
Quella del “possesso” è una seria malattia che colpisce un po’ tutti. Se ci guardiamo nel dettaglio, infatti, noteremo di possedere un’infinità di cose per lo più inutili e dannose per la nostra reale evoluzione interiore. Il “consumismo” che contestavamo a gran voce negli anni settanta è ora diventato una realtà accettata, inglobata nel nostro DNA culturale; ne siamo dipendenti fin nel midollo, ne riempiamo i “centri commerciali” e le case, nella ricerca spasmodica di soddisfare il bisogno di “avere”
Provate a cercare il “Silenzio” interiore, elevatevi un pochino al di sopra della melma ed “osservate”. Ascoltate il “Suono delle radici”, osservate il sorriso del sole, espandete la vostra coscienza al di là del cielo, e di nuovo tornate ad udire il gemito della terra malata. Forse giungerà un “Vento” di Giustizia e di Saggezza che solleverà la polvere di ciò che è già “morte quotidiana” risvegliandoci ad una nuova Realtà più luminosa, più semplice, più vera!
Plutone, artefice primo dello stravolgimento in atto, non rappresenta la morte come spesso s’intende, la morte fisica cioè: Marte, il guerriero, il violento, il ribelle, ne è il signore carnalizzato. Plutone è la morte della Morte, come leggo entusiasta, in uno dei libri più interessanti di Astrologia che ho letto in questi anni : “gli dei dentro di noi “della della Boccherini , geniale interprete dei significati dei glifi planetari. La morte della Morte, dunque, dio è Morto……!!!! La Morte della morte cioè la Vita……due negazioni, si sa, affermano…!!! L’inconscia paura che proviamo nei confronti della morte e del morire oscura la nostra visione della vita. Può rivelarsi come paura dei cambiamenti, della solitudine, dell’amore, come incapacità di farsi totalmente coinvolgere o come un aggrapparsi alle sicurezza esteriori, come paura del futuro, della vulnerabilità, della forza, oppure come
paura dell’intimità e della meditazione profonda. La paura della vita e della morte deriva dall’ignoranza del nostro essere immortale e l’unica via di uscita da questa paura sono un’esperienza e una comprensione autentiche di ciò che in noi… non muore mai: la Kore ritorna in carne ed ossa dall’Ade regno plutonico, quindi non muore fisicamente ma esperisce intimamente…. Questa esperienza avviene attraverso la meditazione, l’amore e una vita realizzata e consapevole. Allora la vita e la morte sono un mistero in cui possiamo capire di vivere e morire consapevolmente e con gratitudine. Questo mistero ci indica il percorso dalla paura all’amore, dalla mortalità del corpo all’immortalità della coscienza. Con l’aiuto di specifici esercizi e sfidando i nostri inconsci fraintendimenti sulla vita e sulla morte, possiamo provare com’è il lasciarsi andare nella morte: la liberazione che ne deriva e il nuovo inizio che ne segue. Allora possiamo vivere nella dimensione del coraggio e dell’assenza di paura, in un profondo amore per l’esistenza, coscienti dell’impermanenza di tutte le cose e del costante cambiamento intrinseco al tutto……Allenare la mente a “capire” la morte significa esorcizzarla, metabolizzarla come hanno dimostrato i grandi iniziati di tutti i tempi, coi loro esempi e con le loro motivazioni. Il Plutone antimaterico supera il concetto di morte fisica e lo libera dell’inutilità del ripetere all’infinito un gioco perverso di fine ciclo. Nel suo mondo, nel mondo delle ombre, c’è vita e bisogna solo rendersene conto….Lo schema zodiacale nella sua complessità latente è là a testimoniare proprio questo: si crede che si vive per morire (ciclo logico-razionale) in realtà si muore per vivere (ciclo emotivo -trascendente). Sembra un gioco di parole ma non lo è affatto: MORIRE PER VIVERE è la dinamica zodiacale più aderente alle soluzioni alte della psiche universale che si alimenta di archetipi mai sopiti totalmente.
La morte ci toglie solo quello che non abbiamo imparato ad abbandonare. Cresciamo con condizionamenti che non soddisfano le nostre anime. Impariamo a disconnetterci dalla natura, dai sentimenti, dalla spontaneità, e ci viene insegnato ad avere successo, a vivere confortevolmente e ad essere intrattenuti e distratti da mille stimoli. Viviamo così nelle convenzioni superficiali che ci impediscono di conoscere realmente noi stessi e gli altri, e anche il mistero della vita.
Abbiamo molto da imparare, cose che nessuno ci ha mai insegnato – cose importanti come vivere i sentimenti, l’amore, il rispetto per se stessi, la compassione, il risvegliarci al nostro essere, e quella più importante di tutte: il fatto che lasceremo questo corpo, questo mondo. La morte è l’accadimento che più ci trasforma ed è l’evento più negato nelle nostre vite ossessionate dal tempo, di fatto accadrà ad ognuno su questo pianeta. Nella nostra educazione l’argomento morte non è rappresentato. Le religioni ci alimentano con i credo che non ci aiutano ad affrontare il fatto della nostra mortalità. E non ci insegnano nulla del mistero e della trasformazione che è possibile col morire, o dei potenti insegnamenti che la morte ci può dare. La morte è diventata più o meno invisibile, il che rende impossibile a noi imparare qualcosa di essenziale dalla morte dei nostri cari, specialmente se loro “sanno” o meglio potessero sapere, come morire! In altre culture gli anziani passavano la loro accettazione, la fiducia e il dono di lasciar andare ai giovani che così imparavano molto da loro. Gli indiani d’america hanno insegnato e tramandato per secoli, almeno fino a che li hanno lasciati liberi di vivere, come si “doveva” morire e come si sa, anche superficialmente, l’anziano era un saggio ed era il faro da ascoltare ed imitare per i giovani che crescevano irraggiati dalla sua luce mentale. In occidente tutto questo è stato sconvolto dal dominio e dalla paura di morire……
Ai nostri tempi gli anziani sono spesso consegnati a stati vegetativi dove sono già morti e ignorati prima di morire, drogati fino a che le loro luci interiori sono così fioche che difficilmente notano la loro stessa morte. Queste persone non possono morire con dignità e gratitudine, con quella fiducia e apertura alla grazia che fiorisce nel morire consapevolmente. E non c’è neppure la garanzia che moriremo anziani, non possiamo sapere quando la morte verrà a noi. Fa molta differenza se moriamo consapevolmente o nel solito modo, il modo inconscio. Fa una grande differenza se possiamo essere in uno stato di amore quando ce ne andiamo, se possiamo essere presenti nel processo del dissolverci nel mistero dell’universo, la nostra vera casa. Quando siamo presenti siamo in uno stato di amore. Osho dice, molto opportunamente, che abbiamo bisogno di entrambe le ali, amore e consapevolezza, per essere completi e soddisfatti, nella vita e nella morte.
Ci vuole coraggio per incontrare se stessi, per imparare a essere presenti, per sentire e accettare ogni cosa che ci capita. Visto che cresciamo con paure e giudizi su molti aspetti di noi stessi, impariamo a rifiutare o meglio a controllare le molte esperienze che viviamo: gioia, sessualità, vulnerabilità, lacrime, risate, rabbia, dolore, paura, creatività, fiducia, solitudine, estasi, e molte altre! Tragicamente siamo troppo impegnati per preoccuparci di queste qualità, mentre la sofferenza della nostra vita innaturale cresce sempre di più, perché per molti la loro sofferenza non è il risultato della vita innaturale, ma del loro fallimento a soddisfare le richieste e i ruoli che la società si aspetta da loro. Questa è l’ipnosi di massa in cui la maggior parte della gente vive: si crede che la sofferenza sia dovuta al fatto che non si vive secondo gli standard proposti dalla società e, credetemi per esperienza diretta, solo persone intelligenti e altamente evolute vedono questa prigione collettiva. Non sorprende che non teniamo in considerazione allo stesso modo la nostra morte. Così non impariamo mai a morire in uno stato risvegliato, in uno stato di amore e gratitudine, in modo che la nostra morte sia il più grande dono da consegnare a noi stessi e ai nostri cari.
Qualcosa di molto più essenziale ci riguarda: imparare a morire significa imparare a vivere veramente! Ecco il senso di quel Plutone così bizzarramente istrionico, che atraversa il sistema solare fregandosene delle linearità dei cicli e della loro periodicità: imperversa su e giù tagliando le orbite di Nettuno avvicinandosi più di esso alla Terra, per poi allontanarsi velocemente, s’intende coi suoi tempi. Plutone è morte e rinascita in simultanea non è mai l’uno senza l’altro.
Se siamo aperti, pazienti, e veramente alla ricerca della verità impariamo a aprirci e a lasciarci andare nella vita in quei momenti in cui i nostri condizionamenti ci vogliono chiusi. Proprio la morte può darci
la chiave per essere presenti alla vita. E questo è l’essenziale da raggiungere nella vita! E ci sono così tante piccole e grandi morti che accadono nelle nostre vite che ci invitano a scoprire che il lasciar andare ci risveglia al presente, a diventare uno con la realtà esistenziale, in tutte le possibili situazioni e sfide!!! La nostra società non valuta il dono di essere, semplicemente presenti, ma sollecita a ottenere e avere sempre di più. La maggior parte della gente è ossessiva sull’accaparrare quello che vuole, usando il potere, la furia e altri mezzi per ottenere ciò che pensano dispensi loro la felicità. Quest’istinto è profondamente radicato in tutti noi, ma non è li che la nostra crescita personale si deve fermare. Lo sviluppo della nostra società si é più o meno bloccato, stiamo distruggendo il pianeta e siamo attivamente o passivamente occupati a uccidere la vita in questo mondo, solo per ottenere quello che pensiamo di volere. A livello personale, la maggior parte delle nostre inquietudini psicologiche ed emozionali, perfino molte malattie, e il nostro stress quotidiano esistono a causa delle lezioni negative apprese: ottenere il massimo che possiamo, e trattenerlo con tutte le forze. Possessività sui soldi, sull’amore, sul sesso, nel potere, nello stile di vita o sulle persone. Tutta la sofferenza collettiva e la distruzione sul nostro pianeta succede perché insistiamo nell’ottenere quello che vogliamo, ci accaniamo nell’averlo e tenercelo stretto. Ovviamente le nostre relazioni intime si portano appresso molto di questo incubo dell’ipnosi collettiva che riguarda l’attaccarsi e il possedersi in nome dell’amore. Questo non è amore, è dipendenza e schiavitù, l’opposto dell’amore. Preferiamo l’avere all’amare, rifiutando di arrenderci all’amore e alla meditazione che possono aiutarci nel nostro risveglio.
Questo è il viaggio: da volere a lasciar andare, dal controllare al lasciarsi essere, dall’avere al dare. Ci rende ricchi interiormente, ma ci vuole coraggio perché siamo molto spaventati dall’idea di lasciarci andare. Finchè abbiamo questa paura, non possiamo lasciar morire nulla, e ci proteggiamo attaccandoci, il che crea più paura…..Parole dette da sempre da Cristo, che aldilà dall’essere il figlio di dio, è certamente il Dio del figlio, che è in lui, il quale per primo ha inseganto al mondo a non avere paura della morte consegnandosi, tra l’altro ad una delle morti più atroci: La chiesa, (rigorosamente scritto in minuscolo), lo ha vilipeso e lo continua a vilipendere, sfruttandone in malo modo le grandissimi virtù, che Gesù il Cristo, con le sue parole, con i suoi aforismi e soprattutto con i suoi esempi, ci ha lasciato proprio per insegnarci la VIA MAESTRA. Lui e tanti altri prima e dopo di lui, lo hanno spiegato al mondo: si tratta di capirlo nell’essenza dell’essere cioè nel Nadir dell’uomo….così ben delineato nell’ approfondimento del tema natale astrologico che lascia basiti anche chi, come me, ne ha “sentito” la forza realizzatrice destrutturandone i primi ipnotici significati per capirne fino in fondo il vero senso: la morte, che appunto non è al fondo cielo o in 4^casa o fine di tutte le cose (sottolineo “cose” appunto: lì finiscono le cose….), ma bensì al Nadir della coscienza che, entrando nella consapevolezza dell’essenza di essere un qualcosa di etereo e di intangibile, molto di più della fisicità che ci disegna, ci espianta finalmente, non gli organi, mai veramente nostri, ma l’alito della vita terrena che è fatuo fuoco, per ridarci la luce dell’eterna vibrazione, risonante la musica idilliaca delle alte sfere, di cui e da cui siamo immersi e di cui disponiamo in abbondanza,…. a saperla riconoscere……
Orientate lo sguardo verso le alte vette, osservate gli occhi semplici e veri della Libertà e della Saggezza e la Conoscenza si risveglierà nel vostro cuore come un eterno soffio d’aria pulita. Tutto passerà, tutto “è già passato” nell’istante in cui il cuore torna a “Vedere”. Così svaniranno gli “Imperatori del Nulla” con i loro vacui sorrisi di carta, con il loro inutile ed ormai stridulo vociare, sommersi dalla Grande Onda Plutonica che distrugge e crea. Plutone purificatore nella coppa c’è iil nucleo antimaterico che sviluppa solo spirito (Nadir in crescita…)
. .dr Claudio Crespina


la chiave per essere presenti alla vita




