EPIFISI o GHIANDOLA PINEALE: Il Nadir nel tema natale
la vita oltre la morte …
Leggo che il geologo russo Alexey Dmitriev ha dimostrato come il sistema solare stia entrando in una nuova area energetica di plasma magnetizzato, possibile responsabile dei cambiamenti che avvengono sulla Terra. Secondo Dmitriev tutto questo cambierà non solo il nostro clima e non solo lo stato magnetico del nostro pianeta, ma provocherà anche una spontanea evoluzione di massa. Il mutamento magnetico influisce sulla ghiandola Pineale, insita nei meandri del nostro cervello che, così sollecitata, inizia a rilasciare sostanze neuro-chimiche dall’effetto allucinogeno: la maggior parte delle persone avrà visioni ed esperienze paranormali….Un’ipotesi certamente affascinante, quella di un’iniziazione globale del pianeta. Certo è che la Terra ne avrebbe davvero un gran bisogno…..
Il passato è uno spazio-tempo alquanto misterioso ed indecifrabile e la moderna archeologia arranca nel fornire plausibili spiegazioni a molti dei suoi misteri. Uno tra i più noti è come sia possibile che culture apparentemente slegate tra loro abbiano utilizzato le stesse peculiari architetture: le piramidi. In aree geografiche come Egitto, sud America, sud-est asiatico, Cina e perfino in Serbia ci sono piramidi di colossali dimensioni molto simili tra loro. Tutte sono state costruite sopra corsi d’acqua sotterranei e/o caverne naturali o artificiali munite di tunnel. Tutte presentano la caratteristica di fungere da ciclopici ionizzatori e da risonatori di armoniche che vanno dagli inudibili 16 Hz fino a qualche centinaio di hertz con una predilezione – delle piramidi egizie – per le frequenze con cui intoniamo il Si ed il Do tra la seconda e la terza ottava del La corista. Ancora non si sono comprese le ragioni di questa somiglianza costruttiva, ma gli esponenti del pensiero convenzionale spesso tentano di discreditare i legittimi interrogativi su questo fenomeno globale, invalidando perfino i dati scientifici emersi dalle ricerche di fisici e geologi che minano i dogmi ufficiali.
Immedesimandomi nelle figure di Indiana Jones e Robert Langton –lo studioso dei simboli nel best seller Il codice Da Vinci di Dan Brown – sono andato alla ricerca di uno specifico simbolismo occulto presente in molte antiche culture sparse nel globo: non di piramidi voglio parlare ma di Epifisi o Ghiandola Pineale. Di fatto il tema che tratterò in questa sede si presenta sottoforma di simboli presenti nell’arte o nei metodi canonici della trasmissione della conoscenza: le tavolette, le incisioni nelle pareti dei templi o dei palazzi, le statue, i dipinti o gli oggetti usati a scopo rituale. A volte accade che questi simboli li abbiamo davanti agli occhi, ma non abbiamo una chiave di lettura per codificare i codici ripetutamente presenti nelle diverse opere di molti antichi popoli. Le culture del passato associavano quella che noi oggi chiamiamo Epifisi ad un organo preposto alla maggior chiarezza mentale ed alla visione interiore. Per Cartesio la ghiandola Pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono.
Dopo decenni di profonda ignoranza in merito, le neuroscienze hanno smesso di trattare la ghiandola Pineale alla stregua di un’inutile appendice del cervello: il “vaso di Pandora” di questa incredibile ghiandola endocrina, che riceve il più abbondante flusso sanguigno di qualsiasi altra ghiandola nel corpo, è stato finalmente aperto. Negli ultimi decenni si è scoperto che l’Epifisi è responsabile del nostro ciclo di veglia/sonno, del nostro invecchiamento, di stati a più alta coerenza neurale (maggior chiarezza mentale). Inoltre la Pineale è una ghiandola è fotosensibile, essendo munita, nella parte interiore, di bastoncelli simili a quelli della retina dell’occhio. Il soprannome mistico di terzo occhio è dunque alquanto azzeccato per la Pineale e ci si chiede come, in epoche in cui non c’era un microscopio elettronico che potesse analizzare il suo tessuto cellulare, si sia arrivati a darle questo nome. Forse a quei tempi non c’era bisogno di un “tool” esterno per analizzare la natura delle cose e chissà forse la scienza era intesa come una fusione esperienziale con l’oggetto dell’osservazione. Aldilà di questa accattivante congettura sulla protoscienza, più di un ricercatore si è chiesto perché nell’iconografia e nel simbolismo iniziatico molte culture rappresentino i loro Dei con l’immagine del cono di pigna. La risposta è stata che il cono di pigna rappresenta la ghiandola Pineale, il suo peculiare rilascio endocrino ed è il segno di distinzione di un’élite spirituale..(cfr Scienza e Conoscenza)
Non può essere un caso che praticamente tutte le culture che sono di nostra conoscenza avessero nel loro credo il simbolismo della Pigna.I sumeri furono tra i primi a immortalarla come cono di pigna in mano ai loro Dei. I sumeri, popolo con attitudini simili a quelle egiziane, criptavano le informazioni nelle immagini scolpite e nei sigilli. Il simbolismo sulla Pineale è presente nella cultura egizia, e Osiride, il signore della morte e dell’oltretomba, la presenta nel suo bastone regale con sopra il cono di pigna. Anche tra i greci e i romani il Dio Bacco/Dionisio è a volte rappresentato con un bastone con il cono di pigna. È interessante notare come il Dio dell’ebbrezza venga mostrato con questo bastone; l’ebbrezza è associata principalmente all’alcool – chiamato anche spirito: forse questo è dovuto al fatto che l’alcool veniva usato nelle cerimonie per abbassare i veli della personalità degli iniziati ai misteri dionisiaci ed eleusini. In questo modo i candidati ricevevano l’iniziazione senza modelli neurali consolidati e solo successivamente veniva loro dato il kikeon, bevanda sacra psicoattiva, per attivare le funzioni dell’Epifisi e permettere al celebrante di entrare in epifania con il Mistero.
Neanche le culture religiose sono immuni da tale simbolismo che, evidentemente significa molto di più del concetto solo grafico-visivo che lo rappresenta nell’iconografia classica. L’onnipresente bastone con il cono di pigna è stato usato anche dai pontefici della chiesa cristiana ed è certamente un retaggio gnostico collegato al simbolo del caduceo, usato anche dall’odierna medicina. Il simbolismo del caduceo è stato spesso interpretato sia come la rappresentazione della doppia elica del DNA, sia della kundalini che sale fino a raggiungere la Pineale.
La celebre maschera funebre di Tut Ank Aton (Tutankamon), con il cobra che s’innalza al centro della fronte, ricorda la kundalini che raggiunge la Pineale. Anche la capigliatura del dio Shiva ricorda un cono di pigna e il serpente che s’innalza tra i suoi capelli richiama alla mente il serpente della maschera di Tut Ank Aton o di Akhnaton. Anche il Buddha non è immune dalla rappresentazione con i capelli a forma di cono di pigna.
Neppure lo Stato del Vaticano è immune a questo antico simbolismo (e, per come tutti avrete capito come io la pensi sul Vaticano e la Chiesa, non poteva non essere….!!!): nella Corte della Pigna si trova un’immensa statua raffigurante una pigna con a fianco due ibis che domina un sarcofago aperto, come quello presente nella camera del Re della Grande Piramide (a Roma in pieno centro storico esiste piazza della Pigna, piena tra l’altro di negozi con vestimenti sacri…Sarà un caso..??). Per l’archeologia eretica il sarcofago nella Camera del Re veniva impiegato nelle iniziazioni della Scuola Misterica di Tuthmosis III e di altri dopo di lui. Alcuni hanno interpretato questa corrispondenza in Vaticano come il messaggio che anche la morte fisica può venire sconfitta se la ghiandola Pineale è completamente attivata….Sottolineo questa frase che non è da trascurare come frase sibillina e insignificante: bisogna riflettere e capire che la Pineale è il Nadir-essenza che è vita oltre la morte….
Per rimanere aderenti ai concetti cari ai positivisti di tutto il mondo, se prendiamo alla lettera questa interpretazione dovremmo chiedere un parere ai biologi e vedere l’eventuale sinergia tra i neurormoni della giovinezza “secretati” dalla Pineale, come la melatonina e la somatropina, e la rigenerazione dovuta all’enzima della telomerasi, responsabile dell’integrità cromosomica e della replicazione cellulare….Così certamente va meglio, immagino, per chi crede solo alla logica fisico-concreta e non capisce ancora che essa stessa è un preciso limite della crescita o meno, proprio dello sviluppo organico della ghiandola Pineale. Mentre io sono convinto assertore che l’affascinante tesi dello studioso Laurence Gardner secondo cui termini come secrezione o secretare, utilizzati per definire il rilascio endocrino della Pineale, sono connessi al fatto che tale rilascio attiva uno stato di consapevolezza superiore che permette di conoscere i segreti della Natura, sia molto più efficace della lettura solo morfogenica e materiale di simili concetti.
E’ tale l’importanza, l’ampiezza e profondità di significati di questa simbologia, ( tra l’altro seguita da pochi adepti, e poco approfondita anche sui libri di scuola …chissà il perchè…?) che essa, la Pineale, oltre al simbolismo della pigna, è stata associata da alcuni all’occhio di Ra, l’occhio che tutto vede. L’occhio di Ra, o occhio di Horus, sembra sia un riferimento alle scuole misteriche egizie che iniziavano i loro discepoli all’apertura del terzo occhio, detto anche occhio singolo. Nei simboli l’occhio che tutto vede – che non ha segreti perché le secrezioni neuroendocrine della Pineale permettono la più alta conoscenza – è spesso racchiuso all’interno di una piramide oppure tra due ali (Sole alato). L’iconografia egizia dell’occhio racchiuso nella piramide è divenuta nel tempo uno dei modelli usati dagli artisti del Medioevo per raffigurare il Dio cristiano. Questo simbolo è stato ripreso dalla moderna Massoneria – con l’occhio destro racchiuso nel delta radiante – e riproposto esplicitamente nella banconota da un dollaro americano.
Senza andare oltre, perchè di tematiche ne ho affrontate parecchie, c’è da riflettere che il nesso vita-morte-vita è alla nostra portata solo se c’impegnassimo a capire i reali punti vitali dell’essere, che non possono essere nascosti alla lente “magica” d’ingrandimento che è la logica astrologica e alla sua decifrazione simbolica, tramite la traduzione del tema natale, diciamo, tridimensionale (ma con le nuove annessioni quantico-scientifiche credo che il termine si dovrà ampliare….per giungere ad un possibile stato adimensionale…:comunque descrivibile, s’intende). Il Nadir, come essenza dell’essere, rappresentato dal grado su cui poggia tale punto immateriale può certamente essere il relatore astrologico della Pineale.
L’epifisi o ghiandola pineale come sede fisiologica del Nadir o punto dell’essenza dell’essere: questo è lo scopo di questo articolo e di tantissimo tempo dedicato alla ricerca per capirne la dinamica fisiologica e trasportarla su base astrologica. E’ da tantssimo tempo, appunto, che lavoro per capire quali connessioni possano esserci e proprio l’approfondimento scientifico di questi ultimi anni, (nella fattispecie, proprio in questo ultimissimo periodo relativo al grande cambiamento in atto, grazie alla configurazione celeste della Grande Croce Cardinale, formatasi a marzo e in auge piena per tutto il mese di agosto 2011, quando Marte in Granchio ha agito da detonatore scuotendo nell’intimo tutti i grandi pianeti lenti in essere: Urano in Ariete, Plutone in Capricorno e Saturno in Bilancia, tutti collegati alla supervisione di Giove in Toro, in perfetto trigono al Plutone capricorniano) mi ha dato il là per capire questa possibile connessione che aumenta il prestigio del significato del Nadir come elemento insostituibile del tema: sopratutto il grado che lo contrassegna il quale entra nella logica e nella dinamica del moto rotatorio terrestre.
Impariamo che tutto ciò che compare nella nostra vita è solo una proiezione dei nostri “programmi”. Possiamo scegliere di lasciarli andare e osservarli, o di reagire ed essere trascinati al loro interno. Questa disponibilità di “scelta” dipende indissolubilmente dal nostro processo identificativo con l’Essenza, in astrologia il Nadir, in fisiologia la Pineale.Tutti noi abbiamo una gomma per cancellare incorporata dentro di noi, ma ci dimentichiamo di usarla, o meglio non ci rendiamo conto di averla veramente, convinti come siamo (processo Ascendente-Mediocielo) di essere quelli che crediamo di essere, che il moto lineare delle case astrologiche sottolinea nella materia, moto antiorario quello delle case che non riesce ad “entrare” però nel processo spirituale dell’essenza: ricordare il potere che abbiamo di scegliere fra cancellare (lasciar andare) o reagire, non consente la qualità della vita tutt’al più, ci da la possibilità di crescere economicamente o praticamente ma mai di raggungere l’inviolabilità dello Spirito che forma gran parte del nostro essere (l’iceberg freudiano sommerso…).
Essere felici o sofferenti non dipende, come tutti credono, dalla logica del reale e quindi dal quantum, ma chiarissimamente dal qualem ( e non sono solo parole…come erroneamente si pensa!!!). Cominciando da bambini, ci viene insegnato che dobbiamo fare le cose o comportarci in un certo modo per ottenere l’amore e l’accettazione degli altri. Ma purtroppo in quel processo non impariamo ad amare e accettare noi stessi. E paradossalmente, le persone ci trattano allo stesso modo in cui noi trattiamo noi stessi. In questo modo, il desiderio di amore e accettazione è ostacolato dalla nostra stessa incapacità di amare noi stessi. Questo è il modo in cui impariamo a vivere. Non conosciamo un modo migliore: assimiliamo dalle generazioni pssate la parte che riguarda le nostre abitudini “sbagliate” perchè non veramente valutate,e inconsciamente le trasmettiamo ai nostri figli i quali continuano l’opera a loro volta convinti che non esiste altra via…..!!! Il concetto secondo il quale non siamo liberi di vivere la nostra vita fino in fondo, finchè ci lasciamo inconsciamente guidare dalle false credenze, dai preconcetti che abbiamo “registrato” nella nostra infanzia (prevalentemente fino ai 6 anni) e poi in seguito è assolutamente concreto e dovremmo cercare di prenderne seriamente atto.
Provate a sottolineare nel vostro Pensiero (non nel cervello men che meno nella mente….) questa frase e proponetevi di tenerla sempre presente: “Senza l’amore per noi stessi, non possiamo amare nessun altro. Se non accettiamo questa verità, prendiamo in giro noi stessi e gli altri. La cosa essenziale è imparare ad amarci e accettarci proprio come siamo. Non vale fare cose per gli altri. Se qualcosa non va bene per noi, non andrà bene nemmeno per gli altri”. Amare se stessi viene unicamente dal principio primo della conoscenza di se e del Se, senza il quale non ci sarà trasmissione di valori veri e significativi oltre il muro della vita quotidiana
“La buona notizia, perchè c’è una buona notizia s’intende, è che potete davvero liberarvi dalla mente” intesa come la voce che ci parla tutto il tempo nella testa: “Questa voce commenta, opera congetture, giudica, confronta, si lamenta, esprime preferenze e avversioni eccetera. La voce non è necessariamente pertinente alla situazione in cui vi trovate in quel momento; può rivivere il passato prossimo o remoto oppure preparare o immaginare possibili situazioni future”, ma è sostanzialmente una voce assolutamente limitata nel duale, cioè la realtà spazio-temporale che non spiega la totalità dell’Essere, che non ha bisogno di visioni religiose o politiche per sentirsi il divino che è in lui e non fuori da lui come erroneamente si vuol far credere….A buon intenditor poche parole bastano…
dr. Claudio Crespina






