Tecnica Astrologica

Il Quintile come archetipo della creazione

   ARTICOLO IN COMPOSIZIONE……………

Il QUINTILE un aspetto MAGGIORE considerato minore. l’angolo di 72 gradi denominato “quintile” nella prassi è generalmente scartato o è poco e male utilizzato. Il quintile (e il Settile..) come rivelazione dei momenti di creazione e di genialità intuitiva di scienziati e di persone normali…….

 Ho evidenziato la sua forza interpretativa e di analisi nel tema di madre Teresa di Calcutta con i contatti continui al Nadir in Aquario della “religiosa”. Una caratteristica peculiare degli Aspetti primari Semiquintile (36°) Quintile (72°) e Biquintile (144°) è che tendono sem­pre a raccordare pianeti posti sotto l’impronta degli stessi decani, uno o anche due con­ti­gui, rafforzando l’effetto del riflesso riverberante l’aspetto in tutto il circolo dell’eclittica. D’altronde come si può considerare minore, una famiglia di aspetti, quelli del quintile, che inscrive nel suo alveo l’incipit ciclico dei 360°…il suo minimo comune multiplo (36°)…..?  

la considerazione che se la misura degli angoli dei 5 aspetti maggiori comunemente utilizzati è una frazione dello zodiaco ricavata dalla suddivisione dei suoi 360 gradi per i divisori 1 (congiunzione), 2 (opposizione), 3 (trigono), 4 (quad…rato), 6 (sestile), non vi è alcuna ragione per escludere da questa serie progressiva di divisori la quintupla partitura propria appunto del quintile perfettamente raffigurato, tra l’altro, dall’uomo Vitruviano di Leonardo. In considerazione di ciò e osservando il principio di analogia che FUNZIONA per i sistemi astrologici, bisogna capire che la scala dei 5 aspetti maggiori d’uso comune appare incompleta e parzialmente squilibrata. Essa infatti comprende due aspetti armonici (il sestile e il trigono), due aspetti disarmonici (la quadratura e l’opposizione) e un solo aspetto ambivalente (la congiunzione) armonico o disarmonico secondo i casi il quale, a differenza degli altri, non ha alcun corrispondente. Un sistema più bilanciato avrebbe dovuto comprendere un sesto aspetto anch’esso ambivalente come la congiunzione, capace cioè di esprimere secondo le leggi del cielo o un’armonica interazione o un dissidio tra le forze in gioco (interessante intuizione di Antonio Alessi uno dei pochi ad aver capito l’importanza del Quintile),e il quintile con le sue virtù e la caratteristica natura doppia e ambivalente, attribuita specificamente dalla Tradizione ai suoi elementi costitutivi (il 5, il 72 e la stella a cinque punte…) gli conferivano le caratteristiche ideali per far coppia con la congiunzione: tra gli aspetti maggiori anche questi due quindi bilanciati ambivalentemente come gli altri….

Nella Kabalah, il n° 72 è un numero sacro ed assolve un ruolo fondamentale. In questa cifra infatti si radicano i 72 attributi divini e la compagine dei 72 angeli che dominano l’universo e circondano il trono del gran Jéhovah : gli “Shemamphorash”: I nomi di questi geni, che connotano le loro virtù e la loro azione sui diversi piani dell’universo, sono ricavati da 3 versetti dell’ “Esodo”, il 19, il 20 e il 21, i quali nel testo originario risultano composti ciascuno di 72 lettere.
I 72 nomi di tre sillabe degli Shemamphorash si ottengono dalle combinazioni di tali lettere estratte dal testo sacro e combinate secondo certe chiavi note ai Kabalisti : le virtù e l’azione degli Shemamphorash discendono dalla sintesi del nome di ognuno con uno dei due nomi divini “IAH” o “EL” (A. Profita).
Al numero CINQUE è stata sempre attribuita una straordinaria importanza che già Agrippa Cornelio nel suo monumentale trattato “De occulta philosophia” evidenziava sostenendo che “… questo numero presenta molta analogia col dodici; così, ciascun segno celeste essendo diviso in sei parti ne risultano settantadue numeri quinari ai quali presiedono settantadue angeli e altrettanti nomi divini…” finendo col parafrasarlo a Dio stesso”…  , anzi tutto per la sua naturale vocazione a conciliare i diversi e gli opposti grazie alla sua strutturale derivazione dalla somma del primo numero pari – il due – col primo numero dispari – il tre. Non si deve dimenticare che nella scuola pitagorica, il cinque è la cifra che esprime l’unità nella molteplicità, la combinazione e la sintesi dei diversi e il flusso e il riflusso costante della realtà fenomenica in evoluzione. In questo processo Apollo rappresenta la forza coesiva dell’insieme mentre Dioniso – che in qualche modo è il suo volto in ombra – presiede alla continua genesi delle forme manifeste che perennemente si creano, si dissolvono e si riformano in un continuum senza fine (A. Profita).
Nella Kabalah, il n° 72 è un numero sacro ed assolve un ruolo fondamentale. In questa cifra infatti si radicano i 72 attributi divini e la compagine dei 72 angeli che dominano l’universo e circondano il trono del gran Jéhovah : gli “Shemamphorash”: I nomi di questi geni, che connotano le loro virtù e la loro azione sui diversi piani dell’universo, sono ricavati da 3 versetti dell’ “Esodo”, il 19, il 20 e il 21, i quali nel testo originario risultano composti ciascuno di 72 lettere.
I 72 nomi di tre sillabe degli Shemamphorash si ottengono dalle combinazioni di tali lettere estratte dal testo sacro e combinate secondo certe chiavi note ai Kabalisti : le virtù e l’azione degli Shemamphorash discendono dalla sintesi del nome di ognuno con uno dei due nomi divini “IAH” o “EL” (A. Profita).
 
 

Riguardo L'autore

Redazione Il Nadir

Il dr. Claudio Crespina, astrologo, filosofo, counselor psicologico-comportamentale e ricercatore nasce sotto il segno del Capricorno a Roma, una città così significativa e simbolicamente attraente, per i suoi continui richiami storici ed esoterici che credo superfluo e inutilmente ripetitivo spiegarne la grandezza e l’importanza.

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