Dieci anni fa mi dissero che sarei morta entro sei mesi. Avendo già perso mia madre e mia nonna di tumore, e avendole viste spegnersi tra atroci sofferenze dovute alla chemioterapia, mi convinsi che il percorso ospedaliero era solo un modo per morire nel peggiore dei modi. Quindi non ho fatto alcuna cura e neppure esami invasivi. In una situazione d’emergenza, come era quella che stavo vivendo, ritenevo assurdo dovermi far bucare, tagliare, aprire. Non ho fatto neppure la chemioterapia. Non solo perchè cosi si vanno a creare nuovi problemi fisici, ma vengono anche innescati meccanismi di paura. Dopo tre anni il carcinoma che avevo al fegato è scomparso, è andato via quando il virus dell’epatite l’ha metabolizzato… Il virus dell’epatite?Al livello del fegato è un “simbionte” che, terminato il conflitto, risolve il carcinoma al fegato….Chi parla è la bellissima Eleonora Brigliadori, colpita da un carcinoma al fegato che secondo la medicina ufficiale è devastante per l’essere umano lasciando a disposizione solo pochi mesi di vita…. La Brigliadori è nata a Milano, il 18 febbraio 1960, Aquario ascendente Scorpione, Nadir in Aquario.. (e si vede…!!!) è un’attrice, conduttrice televisiva e annunciatrice televisiva italiana…
Si, sembra incredibile, ma è così….conferma l’attrice lombarda, romana ormai d’adozione. Quando una persona va a fare la diagnosi, il tumore si sta già riparando da solo. I medici, però interrompono il processo naturale di guarigione e provocano le metastasi, che non sono altro che ulteriori conflitti dovuti al loro stesso intervento… Secondo Hamer, tutte le terapie naturali hanno la loro ragione d’essere, perciò basta digiunare o praticare l’omeopatia per risolvere un problema: che uno decida di guarire con i colori, con le “acque di luce” o con l’urinoterapia, va sempre bene. Purchè non si ostacolino i processi naturali, si può cercare una propria via. Il tumore parte senmpre dal cervello, come tutto aggiungerei io…, cioè da un’esigenza nascosta e inconsapevole ed è “costruttivo”, quindi non bisogna averne paura….. Il concetto di cura, inteso secondo l’approccio tradizionale, non aiuta, perchè la persona pensa che la sua guarigione dipenda dalla “corsa agli armamenti”, cioè dalle pillole che gli vengono date. Occorre, invece, capire che si guarisce solo con l’integrazione dei sistemi biologici: i virus e i batteri, invece di essere combattuti, vanno compresi nella loro funzione positiva. Spesso, quando c’è un virus, l’organismo sta solo tentando di completare un processo “riparativo”, come nel caso dell’epatite come nel tumore al fegato. Il cancro non si origina da una cellula impazzita, ma è il segnale di una necessità di una persona. Questo mette in moto meccanismi che hanno uno scopo biologico. Se li si lascia completare il percorso, ricomporanno il conflitto. Il tumore infatti, guarisce da solo nel 90 % dei casi….!!!
Insieme con tutti i farmaci e trattamenti, il recupero emotivo è altrettanto importante..: lo dice persino la medicina ufficiale che evidentemente non ha potuto fare a meno di riconoscerne l’evidenza curativa nei fatti clamorosi di “rinascita”….Ogni tipo di stress genera automaticamente un processo naturale di tentativo di riparazione CHE NON VA OSTACOLATO ma aiutato, chiamato dal suo scopritore (dott. Hamer), processo biologico o delle Leggi Biologiche che iniziano il processo di difesa e e di riparazione, che per “ignoranza indotta” noi chiamiamo erroneamente ….”malattia”. Poiché la maggior parte delle disfunzioni fisiologiche sono causate da un blocco emozionale-energetico, a sua volta derivante dalla somatizzazione di conflitti irrisolti incoerentemente, e’ stata sviluppata una tecnica chiamata “Lavaggio energetico”, che consiste nello stimolare con le mani determinati punti sul corpo della persona, per scaricare gli eventuali blocchi energetici e ricaricarla. Spesso questi passaggi provocano reazioni forti, “tremori, brividi, pianto o riso”, con la scomparsa di molti disturbi fisici….Stress ed ansia sono espressioni, fra loro interconnesse. Il problema non è da poco. La nostra è una società nevrotica che si è imposta dei ritmi di vita insostenibili che, prima o poi, finiscono col provocare effetti disastrosi nella psiche e nel corpo, insomma in quell’unità indivisibile che è l’individuo. Le conseguenze della perdita di armonia di chi vive una vita troppo agitata (o al contrario totalmente rifiutata) sull’equilibrio e la salute psicofisica dell’uomo d’oggi sono sempre più dimostrate. Sempre più frequentemente studi e ricerche comprovano collegamenti tra la psiche e le strutture profonde biologiche. Sono state verificate interazioni tra depressione e malattia tumorale, tra sofferenza emotiva e sindromi degenerative, tra ripetuti e intollerabili eventi stressanti e gravi patologie del sistema immunitario, tra protratti e dolorosi stati di grande ansietà, malattie cardiache e tumorali. L’ansia scatena un vero e proprio disordine psico-ormonale, che produce uno stato insostenibile di grande difficoltà adattativa, oggi sempre più presente, nell’ambiente artificiale della società industrializzata. Alti livelli d’ansia sono caratterizzati, essenzialmente, da una grande irrequietezza e instabilità lesive del processo omeostatico dell’individuo che non riesce normalmnete a ricostituire la sua essenza. E per non essere tacciato di insignificanza scientifica passo ad elencare alcune delle tante deduzioni “scientifiche” comprovanti la connessione emotivo-tumorale…. Secondo molti studiosi infatti vi è una significativa relazione fra lo stress distruttivo (che consiste in quell’aggressività notevole che non viene espressa né scaricata all’esterno) e il cancro…
Lennart Levi, nel 1972, alla fine di una complessa ricerca pubblicò i risultati ai quali era giunto. Lo studioso concludeva che nell’uomo le tensioni psicologiche sono da considerarsi le aggressioni più comuni, che si scaricano nella sfera delle emozioni e finiscono con l’alterare il sistema neurovegetativo. Sulla relazione tra stress e cancro diversi studiosi hanno osservato interessanti nessi. Già Rigoni-Stern in tempi non sospetti appurò che il carcinoma mammario si manifestava con frequenza maggiore nelle religiose. Gagnon nel 1950 arrivò alle stesse conclusioni di Rigoni-Stern.
Un anno dopo Tarlau osservò un tentativo di identificazione con la figura del padre, nelle donne affette da cancro al seno. Greer e Morris notarono che molte di queste ammalate non riuscivano a manifestare esteriormente sentimenti aggressivi. Altre erano incapaci di accettare la propria identità sociale e sessuale. Pauli e Renneker in una lunga ricerca hanno osservato una relazione significativa tra la depressione e il carcinoma mammario. J.J. Grissom, B.J. Weiner, A. Weiner nel 1975, D. Richter nel ’77, D. M. Kissen e L. G. S. Rao nel ’69 hanno osservato in donne con cancro alla mammella scarse capacità di coinvolgimento emotivo. F. Beck ha trovato, tra queste malate, molti casi con gravi problemi nell’infanzia, diversi aborti e frequenti casi di morte di persone care. Una ricerca fatta negli anni 74-75 da W. Eicher, su un centinaio di affette di cancro al seno, gli ha consentito di rilevare che una grande percentuale di queste donne aveva raccontato nell’anamnesi la morte del padre o della madre, prima del compimento del ventesimo anno. Identici risultati li ottennero Snell e Graham, D. Beck e Pauli. Il prof.Crisp, dopo molteplici studi al riguardo, affermò che il carcinoma della mammella è un: “segno di regressione del bisogno di nutrire”. Le donne sole, secondo quanto osservato statisticamente da Dunn, hanno una maggiore possibilità di ammalarsi di tumore al seno. M. Wirsching (1981) ha riferito di aver elaborato e sperimentato con successo un test psico diagnostico capace di svelare con grande anticipo il cancro. Oreste Speciani che fu, tra l’altro, direttore scientifico della rivista “Riza Psicosomatica“, ebbe ad affermare che: “muore di cancro chi vuole morire, chi è sopraffatto dall’ansia, dal dolore, dallo stress…”. Speciani consigliava, per diminuire il rischio di ammalarsi seriamente, di utilizzare “tutto quel che serve ad abbassare la tensione distruttiva: dal training autogeno all’ipnosi, all’antiginnastica…”. A tal riguardo Mears comunicava nel 1982, i risultati da lui avuti dopo aver sottoposto alcuni suoi pazienti affetti da cancro ad una serie di sedute di rilassamento, durante le quali suggeriva loro di visualizzare le cellule malate che venivano aggredite e distrutte. Mears ottenne interessanti regressioni nella crescita dei tumori… In realtà I contributi scientifici sull’eziologia psicosomatica dei tumori sono davvero tanti….e ce ne sono ancora tantissimi che non sto qui ad elencare oltre…Il corpo e la mente formano un’unità psico-biologica inscindibile ed è per questo che il concepire solo il soma non spiega il mistero dell’essere umano, che rimane, per l’attuale scienza medica ufficiale, un enigma in quanto, nella sua complessa doppia valenza, è in realtà una mirabile sintesi di anima e materia. Groddeck intuì l’unità psicosomatica dell’individuo e che il “turbamento dell’Id” era all’origine delle malattie. Egli scrisse a Freud, in una lettera (occhio alla data….appartenente all’altro secolo …!!!!) datata 27 maggio 1917, la sua convinzione che: “…la distinzione tra anima e corpo fosse solo verbale e non sostanziale, che corpo e anima costituissero un tutto unico, e che in questa totalità stesse nascosto un Es… In altri termini, – afferma più avanti il medico – io ho rifiutato fin dall’inizio la distinzione fra disturbi fisici e disturbi psichici, tentando di curare il singolo individuo in sé, e l’Es in lui, cercando una via che porta nell’inesplorato, nell’inesplorabile. “…L’Es …plasma il naso e la mano dell’uomo così come ne plasma i pensieri e i sentimenti, e si esprime sotto forma di polmonite o di cancro non meno di quanto possa esprimersi in forma di nevrosi ossessiva o di isteria”…..L’ansia o la depressione, se protratte e logoranti, interferiscono nel sistema coetico -limbico -diencefalo-ipofisario scatenando disordini endocrini, che possono causare considerevoli danni all’organismo. In effetti è ormai noto il ruolo del cortisolo, prodotto in situazioni stressanti, che inattiva i leucociti, riduce i monociti e i polimorfonucleati. Le passioni disordinate determinano vere e proprie tempeste biochimiche, che alterano le funzioni vitali e gli stessi organi deputati alla vita. Il meccanismo psicogenetico di tutti i disordini patologici, cancro compreso, ha la sua chiave di lettura nella psiche dello stesso individuo….
Questo mio escursus, spero sufficentemente esaustivo della veridicità della relazione tra mente e corpo, non vuole essere un principio di medicina di base, ne un salvavita magico, ma un chiarimento per far capire come noi siamo soggetti profondamente intrisi di realtà universali….a cui apparteniamo indissolubilmente mai scissi, come invece, malauguratamente crede, gran parte della scienza: noi siamo fatti della stessa sostanza delle stelle, a cui apparteniamo sin dalla nascita ed è questa nostra origine universale e planetaria che voglio sottolineare come unica atta a rendere il nostro io comprensibile, com’è realmente, solo nella sua unicità, altrimenti vaghiamo nel mare dell’ignoranza e dell’inconsistenza, mare che è difficile da attraversare senza le necessarie facoltà….natatorie….!!! La mappa che ci consente un’analisi (direi la vera analisi…) approfondita dei nostri geni primari è quella che in astrologia si chiama “tema natale” e che è, senza alcun dubbio, il faro per capire e per vedere quali siano i nostri veri risvolti umani e ..divini….Proprio la storia della Brigliadori mi da il là per meglio far comprendere l’impatto decisivo dell’astrologia anche nel campo diagnostico medico….e la sua necessaria sinergia con tutte le scienze interessate all’uopo: medicina, biologia, chimica, psicologia e tutte quele che si agganciano alle stesse dinamiche curative e di ricerca medica…
APPROCCIO ASTROLOGICO: CHIRONE il guaritore ferito e la sua dinamica

della Brigliadori. A sostenerlo con la propria esaltazione è per contro proprio lo sfuggente Nettuno. Dio dei mari e delle tempeste nella tradizione mitologica, Nettuno imprime all’Aquario un’irrefrenabile irrequietudine improntata soprattutto al bisogno di cambiamento…di atteggiamenti, di mode, di regole…Nettuno spinge i nativi a un forte interesse per le religioni, (interessi intesi in senso largo anche come mode new age e/o politiche sociali…ecc..) in particolar modo quelle orientali dove la divinità è spesso vista non come un essere superiore potente o punitivo, ma come un’entità che ciascuno ha dentro di sé e che va sviluppata. È ovvio che le preferenze dei nativi in tale campo vadano al buddhismo, allo yoga o alle sette che predicano amore e fratellanza universale. l’Aquario spesso stenta a definirsi, (e se lo fa, come qualche volta marginalmente, per chi sa d’astrologia, appare la Brigliadori, è perchè “vede” il Leone che non è….) perché non vuole e non può dare di sé un’immagine chiara e conclusa. Ed il mezzo migliore per non venire inquadrato in categorie precise è non affermare mai in modo chiaro o perentorio le sua idea e i suoi modi di pensare. Secondo l’Urano aquariano il cambiamento in rapporto all’evoluzione dell’ambiente è l’unica scelta saggia e proponibile per il singolo e per l’umanità nel suo complesso….quindi non accetta lo staus quo tanto per farsi partecipe, tutt’altro lo discute e lo critica, prendendo spesso posizioni serie e responsabili, confortate astrologicamente dal co-governo nel segno di Saturno..che contribuisce a determinarne lo spirito consapevolmente più alto che alcuni rapresentanti del segno sono riusciti ad esternare…ponendo le basi per un suo principio di saggezza, altrimenti introvabile nella suscettibilità dei continui cambiamenti d’opinione…che il segno in fase “bassa” esprime attraverso un deciso opportunismo di maniera.
Quindi l’indole della decisione coraggiosa e personale presa dall’attrice è spiegata inizialmente dall’appartenenza al Sole aquariano che non obbedisce alle regole istituzionalizzate per principio e preferisce rispondere istintualmente alle sue necessità, sapendo di essere riconosciuto come il bastian contrario dello zodiaco…ma la molla che veramente ha fatto scattare la forza di NON CURARSI SECONDO I PRINCIPI ISTITUZIONALIZZATI è rappresentata da quel CHIRONE, “congiuntissimo” al Sole, detto il guaritore ferito, aquariano anch’esso, quindi scevro, a maggior ragione, da regole di guarigione precostituite, più che mai, nella sede di questa particolare sezione zodiacale a cui appartiene.
Nella mitologia greca, Chirone era il centauro (mezzo uomo-mezzo cavallo) figlio del dio Cronos. Era molto noto nelle arti di guarigione , nonché mentore dei famosi eroi Ercole, Achille, Giasone. A differenza di altri centauri, noti per il loro impeto nonché teste calde, Chirone era saggio e paziente.
Un giorno fu accidentalmente ferito da Ercole e nonostante la sua grande conoscenza medica, non gli fu possibile guarire le sue ferite. Essendo immortale, sopportò un gran dolore fino a che scambiò la sua vita per liberare Prometeo (inutile, perchè di recente pubblicazione, richiamare il mio articolo sul film di Ridley Scott “Prometheus” che appunto vede le significanze mitologiche) dalla sua sofferenza e morire al suo posto….!!! Chirone è uno dei personaggi più significativi della mitologia greca, direttamente collegato al mondo della medicina, delle medicazioni, delle erbe e delle sostanze medicinali. E’ il più sapiente e il più evoluto tra tutti i centauri ed è un semidio essendo figlio di Crono e di Filiria; Crono, per sedurre la donna, si era trasformato in cavallo e questo spiega perché da questa unione era nato un essere mezzo uomo e mezzo cavallo. Chirone rappresenta quindi in modo suggestivo la triplice natura dell’uomo: istintuale, razionale, spirituale. Nel mito la sua vita e le sue gesta si intrecciano con quelle di altri noti personaggi come già detto, dei miti classici: Apollo, Asclepio, Achille, Eracle. Apollo avviò a lui, a causa della sua vasta conoscenza dell’arte medica, il figlio Asclepio, che grazie agli insegnamenti del suo maestro sarebbe diventato il dio della medicina, acquisendo uno straordinario potere terapeutico: ecco evidenziato in modo chiaro la necessità curativa dell’archetipo chironiano anche in chi medico non è….
decisioni prese dalla Brigliadori: Il mito di Chirone si articola su un evento accidentale. Un giorno Eracle, mentre lottava con un gruppo di altri centauri, colpì per errore al ginocchio, Chirone, che pure gli era amico. Eracle stesso tentò di curare la ferita che però non riusciva a risanarsi in alcun modo. Il mito configura quindi una situazione paradossale: un essere immortale perché semidio e grande esperto e maestro di medicina, si procura una ferita inguaribile. Tale contrasto in psicologia delinea l’immagine simbolica “del guaritore ferito”, cioè di un essere di natura sovrannaturale che soffre, come ogni uomo mortale potrebbe soffrire. Immagini simili esistono in ogni tradizione religiosa, dal cristianesimo, all’induismo, e possono ben rappresentare un concetto basilare di grande importanza per la pratica della medicina e per la comprensione degli aspetti profondi della relazione medico-paziente: infatti soltanto il medico che considera la malattia come qualcosa che lo riguarda da vicino, come esperienza diretta o indiretta e come possibilità sempre presente, può accedere ad una reale comprensione dei problemi dei suoi pazienti; differentemente i medici che, protetti dalla loro cultura scientifica e tecnologica, effettuano una scissione tra le componenti interiori del guaritore e del ferito, perdono la capacità di sintonia e di reale comprensione umana delle difficoltà dei loro pazienti. Chirone, che alla fine rinuncerà all’immortalità per salvare Prometeo dal supplizio al quale era stato condannato da Zeus per aver rubato agli dei il fuoco e averlo donato agli uomini, rappresenta quindi uno straordinario simbolo che oggi appare di grande rilievo per tutte le questioni che riguardano l’umanizzazione della medicina e l’attenzione agli aspetti relazionali nella pratica medica: solo i medici che non si allontanano dalla dimensione interna delle proprie ferite, (fisiche, psichiche o esistenziali) e che quindi sono consapevoli dei loro limiti, possono acquisire un potere terapeutico e una capacità di interagire in modo umano e sensibile con i pazienti. QUESTO E’ L’IMPORTANTISSIMO VALORE ARCHETIPO DI CHIRONE.. Rinunciando all’onnipotenza, e proprio a partire dalla propria vulnerabilità umana, il medico potrà quindi acquisire il senso dinamico della propria potenza, evitando lo scacco dell’impotenza e della frustrazione, quando i propri sforzi terapeutici non saranno in grado di sconfiggere il male.Alla sua morte, gli dei, commossi dalla sua vicenda, trasformeranno Chirone in una costellazione, quella del Centauro
diverse….Chirone in aspetto angolare con Sole (caso di Eleonora) o con la luna, aiuta a vivere la propria sete di conoscenza e la propria capacità di insegnamento e l’attitudine terapeutica in modo creativo e generoso (Sole) o riflessivo e fantasioso (Luna). Spesso medici, terapeuti, maestri o figli di medici e di maestri hanno nel tema natale la congiunzione di Chirone con un “luminare” (Sole o Luna). Ed anche se la nostra eroina non è un medico, ha agito da medico, da terapeuta di se stessa, agendone la capacità creativa elargita da quella specifica congiunzione planetaria. Se Chirone si trova in congiunzione (o in altro aspetto) con il Sole (od con la stella Regulus), o si trova nel segno del Leone, sono consigliabili periodici controlli per il sistema cardiocircolatorio. Naturalmente sono da evitare eccessi relativi alla vita amorosa, o comunque eccessi e stress che possano disturbare il cuore e la circolazione. La via della guarigione è quella del cuore, inteso come animo, generosità e amore. Il personaggio: è il maestro di vita, l’educatore o il medico che consiglia di aver particolare cura del proprio cuore (in senso fisico e metaforico). Il cardiologo. Nel caso di Eleonora, probabilmente il suo tumore si genera proprio da atteggiamenti stressanti da un punto di vista sessual-sentimentale che probabilmente ne hanno segnato gli anni del suo successo mondano…I classici probabili compromessi per arrivare…, in un mondo difficile peraltro, un mondo che non vede minimamente l’anima ma solo il corpo delle persona che ….usa per i suoi scopi sostanzialmente economici …!!! Chirone in questo modo è offeso e vilipeso. Sottostimato nelle sue potenzialità terapeutiche e taumaturgiche e vive tutta la sua opposizione all’ Urano leonino, (governatore del Sole aquariano) che come vuole la sua energia archetipale, scatena la inoltre la mutua ricezione dei due pianeti radicali contendenti il governo reciproco dei loro segni zodiacali: Urano in Leone e il Sole in Aquario. Ecco perchè ho sottolineato nell’analisi suddetta, la congiunzione di Chirone come fosse in Leone, governatore del Sole, più che quella reale in Aquario, sia per l’energia della mutua ricezione che aumenta i significati vibratori dei pianeti in questione, che anche per la posizione angolare in casa IV^ dello stesso Chirone. Chirone in una casa angolare (I^, IV^, VII^, X^) costringerà a misurarsi con alcuni istinti personali selvaggi o immorali, e al tempo stesso (per quanto sembri una contraddizione in termini) a promuovere una naturale identificazione con una figura di saggezza….Essa ha fatto entrambe le cose..con ogni probablità….Quel misurarsi con l’istintualità immorale sottesa è costata la sua integrità fisica ed ha generato la fase tumorale come reazione corporea alla sollecitazione della mente violata, per parecchio tempo, da schemi offensivi o sentiti come tali…. Ed è proprio il Chirone in Aquario che sistema tutte le cose, libero com’è da sovrastrutture istituzionali e bigotte che il leone non riesce a combattere ossequioso com’è della regalità e dei suoi principi . Chirone che in Acquario ispira i viaggi e gli studi all’estero o con stranieri (non so se ci siano simili esperienze nella vita dell’attrice…) alimenta lo scambio culturale e arricchisce le conoscenze sui campi vasti dell’ingegno anche medico, consentendo l’accrescimento della consapevolezza su fatti e argomenti che si rivisitano e si approfondiscono attraverso schemi nuovi ed efficaci, che portano risultati concreti. Inoltre è favorita la sperimentazione di tecniche nuove e la Meditazione che potenzia la cura rendendola personalizzata, ascoltando le richieste dell’anima, ovvero ciò che si vuole fare davvero……ESATTAMENTE QUELLO CHE HA FATTO ELEONORA BRIGLIADORI….Dr. Claudio Crespina IlNadir
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