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La Nemesi del gol fantasma

        La NEMESI del GOL FANTASMA: Come due Nadir opposti spiegano il riscatto del simbolo

 

Nemesi viene dal greco νέμεσις (nèmesis), derivato dal verbo νέμω (nèmo, “distribuire”), La parola viene usata con il significato di “sdegno”, “indignazione”, da scrittori come Omero (Odissea) ed Aristotele (Etica Nicomachea), mentre ha il significato di “vendetta”, “castigo” per scrittori altcome Erodoto, Claudio Eliano (Varia historia) e Plutarco. Nella Theologumena arithmeticae di Giamblico ha il valore numerale di 5.

La parola ha il valore di “giustizia compensatrice” o “giustizia divina”. Infatti originariamente la dea greca distribuiva gioia o dolore secondo il giusto, e quindi con nemesi si intende evento, situazione negativa che segue un periodo particolarmente fortunato come atto di giustizia compensatrice distribuito dal fato. L’idea che soggiace al termine è che il mondo risponda ad una legge di armonia, per cui il bene debba essere compensato dal male in egual misura.

Nella cultura anglosassone moderna, il termine ha assunto il significato di nemico.

Al campionato del mondo del 1966 è legato uno dei più curiosi aneddoti riguardanti la Coppa Rimet. Come è noto, è uso che la federazione campione uscente rimetta il trofeo a disposizione della FIFA e del comitato organizzatore del campionato affiché esso possa rimanere in esposizione fino all’assegnazione al vincitore successivo (nel 1966 campione uscente era il Brasile). Il 20 marzo 1966, però, la Coppa Rimet fu rubata da ignoti durante l’esposizione al pubblico. Dopo lunghe ricerche, essa fu ritrovata, avvolta in un foglio di giornale, grazie al fiuto di un cane (il bastardino Pickles, che morì l’anno dopo strozzato dal suo stesso guinzaglio) che la intercettò in un parco pubblico londinese. Prima del ritrovamento del trofeo, la Federcalcio inglese ne aveva fatto produrre una copia, nell’eventualità che essa non venisse ritrovata in tempo. Attualmente la copia è custodita ed esposta nel Museo nazionale del Calcio.L’assegnazione all’Inghilterra fu facilitata dal fatto che l’allora capo della FIFA fosse proprio inglese, Sir Stanley Rous, cosa che suscitò la prima di una lunga serie di polemiche sull’intero mondiale, fino alla finale. Va detto infatti che, nonostante l’eccellente mix di giocatori che poteva schierare, l’Inghilterra iniziò il torneo con intenzioni spavalde, come lo era stata la dichiarazione, datata 1963, di Ramsey, selezionatore dei reds, che promise di portare la Rimet nel paese patria del calcio, dopo che la sua nazionale aveva miseramente fallito i tentativi precedenti. L’ottavo campionato del mondo non si distinse per particolare spettacolarità, anzi fu una delle edizioni con meno gol, in ragione dell’assetto più difensivo e tattico delle squadre. La stessa Inghilterra, che avrebbe poi vinto il torneo, passò il primo turno con 4 gol all’attivo e nessuno al passivo.

Nonostante partecipassero formazioni di primissimo livello quali il Brasile di Pelè ( poi infortunatosi ), il Portogallo di Eusebio e l’Urss furono i three lions e i rivali europei della Germania Ovest, alla presenza della regina Elisabetta II e del pugile di colore Cassius Clay,  ad arrivare alla finalissima di Wembley. Franz Beckenbauer e Uwe Seeler si trovarono di fronte il capitano del West Ham Bobby Moorealt e il centrocampista del Manchester United Bobby Charlton. Proprio quest’ultimo aveva portato gli inglesi in finale siglando un’ importantissima doppietta nella semifinale contro il Portogallo. Questi quattro campioni in campo si neutralizzarono reciprocamente e fu un centravanti poco conosciuto, rimasto sulla panchina inglese nelle tre partite del girone di qualificazione sino all’infortunio del titolare Jimmy Greaves, ad entrare nella leggenda del calcio mondiale.  Il primo tempo si concluse 1 a 1. Mentre la banda musicale usciva dal campo dopo aver suonato nell’intervallo i giocatori fecero il loro ritorno in campo… Il secondo tempo fu l’inverso del primo: le azioni ed i gol avvenuti nel primo quarto d’ora dal fischio d’avvio stavolta si verificarono nel quarto d’ora finale. Era il 78′ e gli inglesi vedevano il traguardo finale perchè realizzarono il 2 a 1 a 10′ dal termine:Wembley esplose in un boato assordante. Gli inglesi quindi stavano assaporando già la vittoria dell’ottava edizione del mondiale.A pochi minuti dalla fine il pubblico, contro ogni scaramanzia, iniziò a cantare  “Rule Britannia” in segno di vittoria, ma all’89’ la Germania Ovest pareggiò 2 a 2 e tutto da rifare.
Clamoroso! L’Inghilterra sotto shock mise il pallone arancione al centro per ricominciare ma l’arbitro fece appena riprendere il gioco e dopo qualche secondo dal goal dei tedeschi dichiarò la fine dei tempi regolamentari: la mai doma Germania Ovest aveva raddrizzato il match at the last kick of the ball e la finale della Coppa del Mondo 1966, per la prima volta nella storia, veniva decisa ai supplementari… I giocatori inglesi, ancora scossi dal goal subito allo scadere, giocarono il primo extra time un pò sottotono, mentre i tedeschi a causa della stanchezza e dei crampi di diversi elementi si limitarono a controllare il match.
 Poi avvenne l’episodio degli episodi, entrato di diritto nella storia del calcio e fonte di discussione ancora oggi. Alan Ball, maglia numero 7, intorno al 101′ trovò campo aperto sulla fascia destra. Il suo cross basso in area tedesca raggiunse il mobile Hurst, che staccatosi dalla marcatura controllò la sfera e ricadendo indietro calciò la palla in porta. Il pallone si stampò contro la parte inferiore della traversa e ricadde giù. Dentro la linea o fuori? Il tempo sembrò fermarsi e tutti tirarono su le braccia: gli inglesi, Hurst per primo, per chiedere il goal, i tedeschi per dire che non era entrata.Molti giocatori in campo circondarono il signor Dienst mentre questi si consultava con il guardalinee sovietico, tal, Tofik Bakhramov…Pochi istanti surreali, poi il significativo ed inequivocabile gesto del baffuto guardalinee che con il sì fatto con la testa fece correre i giocatori con la maglia rossa esultanti verso la linea di metà campo, mentre quelli in bianco circondarono l’arbitro protestando: il gol era stato convalidato! 3 a 2 per i padroni di casa.
Le immagini post partita non chiariranno mai se la palla fosse davvero entrata o no. Ad una attenta analisi sembrerebbe di no ma ogni inglese, anche chi non era ancora nato in quel periodo, giurerà che il pallone, quel giorno, superò la linea di porta…… ECCO LA NEMESI……. L’Inghilterra era campione del mondo, addirittura SEGNANDO ANCHE IL 4 A 2 finale.Insieme ai suoi stremati ma felici compagni Bobby Moore salì quei mitici 39 gradini e dopo essersi asciugato le mani sudate ricevette da una composta regina Elisabetta II, per l’occasione in giallo, la preziosa coppa Rimet…(cfr.Chris Cesarini) .

                                                                                                      Un po…… di Tecnica Astrologica 

La prima partita internazionale che gli annali del calcio registrino fu disputata fra le due compagini britanniche all’Hamilton Crescent di Glasgow il 30 novembre 1872 e terminò con un pareggio a reti inviolate Esordio internazionale:
 altScozia 0 – 0 Inghilterra giocata a Glasgow ,in Scozia, 30 novembre 1872, alle h 15. QUESTA E’ LA NASCITA DELLA NAZIONALE DI CALCIO INGLESE.
 Quindi L’inghilterra del calcio è del Sagittario con la luna congiunta al Sole in 7^. Ascendente a 22° Toro con la congiunzione esatta di Plutone appollaiato in 12^, quindi il Nadir a 22°Leone.
Ora guardiamo la grande coincidenza dei simboli “invertiti”… in quella finale mondiale del 1966, il cui tema oroscopico si presenta con il Sole in Leone congiunto a mercurio, Ascendente in Scorpione a 17°30′, opposto all’ascendente dell’Inghilterra, Luna in Toro, e Nadir in Aquario opposto a quello Leone dell’inghilterra quasi esatto. La linea dell’ascendente e l’opposizione smuove la violenza truffaldina di quel Plutone in toro inglese, che si attiva potentemente e prepotentemente opposto all’ascendente della finale. 

Ascendente che si piazza inoltre sul Nodo nord in toro della finale. Ma la logica che è disarmante come puntualità di lettura è che abbiamo i due Nadir perfettamente opposti (con orbita di 4°ca) e conseguentemente favorenti un compromesso che dovrà essere risolto prima o poi anche per la presenza sulla linea della coscienza,ascendente toro-scorpione e viceversa, del Nodo nord che ha inevitabilmente significato destinico o karmico, (anche se non mi piace usare questo termine per dare spiegazioni tecniche…), ma in questo caso è il motore, anzi il promotore che smuove e attiva  la nemesi che salderà il debito proprio oggi, 44 anni dopo con l’incredibile partita fotocopia giocatasi nel mondiale attuale.

 Gli dei antichi, dell’anima dei vinti nel 66, i dei teutonici, sono scesi in campo a riprendersi quella rivincita nello stesso modo, restaurando l’inossidabile proverbio “occhio per occhio, dente per dente”: un gol perfettamente regolare, del pareggio possibile inglese, a fine primo tempo non viene visto e pertanto non viene convalidato. La cosa che suscita i significati più profondi degli archetipi, del simbolo richiamato alla memoria, di chi come me si ricordava del torto evidente, subito dai tedeschi,alt  sta nella ripetizione impensabile nel metodo, del tiro effettuato, praticamente come fosse stato fotocopiato a quello della finale rocanbolesca del 66′ (incrocio dei Nadir opposti in Aquario-Leone dei due temi oroscopici), falsata appunto da una decisione perlomeno, dubbia, ma che molti riconosceranno poi, essere appunto falsata: gol non valido, convalidato . Nemesi o vendetta mi ricorda la sindrome degli antenati, che la prof. Anne Schutzenberger rileva, senza individuare una connessione scientifica sufficientemente dimostrabile, asserendo che siamo semplici anelli in una catena di generazioni, e spesso non abbiamo scelta e diventiamo vittime di eventi e traumi già vissuti dai nostri antenati……come ritorno di nemesi insolute.
  l’incredibile evento ha atteso il suo momento topico per esplodere saldando due generazioni di culture dal 66 al 2010: la similitudine tra i due goals è impressionante ed è quello il segno del richiamo archetipo della nemesi.. Sincronicità, controintuitivo, leggi dei mondi sottili, entanglement,  o potere avvolgente di una scienza chiamata ASTROLOGIA che unica può andare a “vedere” un nesso aspecifico, ma di grande sostanza intuitiva che sempre sostanza è…..ora che il Pensiero, sembra essere il primario motore dell’Universo-tutto, espandendosi nel cosiddetto vuoto-quantomeccanico, aldilà delo spazio-tempo, così abilmente rilevato dal prof. M. Corbucci. Di cosa vogliamo parlare…..ancora!!!!!

                                                                                                                                   dr. Claudio Crespina.  

Riguardo L'autore

Redazione Il Nadir

Il dr. Claudio Crespina, astrologo, filosofo, counselor psicologico-comportamentale e ricercatore nasce sotto il segno del Capricorno a Roma, una città così significativa e simbolicamente attraente, per i suoi continui richiami storici ed esoterici che credo superfluo e inutilmente ripetitivo spiegarne la grandezza e l’importanza.

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