RUTGER HAUER LA MORTE DI PLUTONE...

HO VISTO COSE CHE VOI UMANI NON POTRESTE IMMAGINARE...

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.

E' TEMPO DI MORIRE ....

Destino ha voluto che Rutger Hauer morisse proprio nel 2019, lo stesso anno in cui è ambientato "Blade Runner" e quindi l'anno in cui muore il replicante da lui interpretato...:

VOI CREDETE AL DESTINO..?

Alto, massiccio, occhi azzurri di ghiaccio, quasi un archetipo del puro ariano, Hauer si è sposato due volte; dalla prima moglie ha avuto la figlia Aysha (anche lei attrice) mentre dal 1985 si lega in matrimonio con Ineke, scultrice e pittrice. Del suo lavoro diceva: "Bravo e cattivo ragazzo, eroe o antieroe; non mi importa ciò che interpreto, ogni ruolo ha qualcosa di magico"..

Si è spento a 75 anni Rutger Hauer, l'attore olandese che divenne popolare in tutto il mondo per il ruolo del replicante in "Blade Runner".

Lo ha reso noto il suo agente ad esequie avvenute, spiegando che il decesso è avvenuto il 19 luglio. Il debutto a Hollywood avvenne accanto a Sylvester Stallone nel 1981 I falchi della notte,a è grazie al ruolo del "replicante" Roy che la sua carriera fa un salto. Dopo la fantascienza l'altro filone molto frequentato dall'attore olandese è stato quello avventuroso, tra i suoi ruoli che rimangono memorabili c'è l'ex capitano della guardia Etienne Navarre in Ladyhawke accanto a Michelle Pfeiffer. Un altro dei suoi ruoli più interessanti è in The Hitcher - La lunga strada della paura, film del 1985 di Robert Harmon, in cui interpreta un feroce killer. Nel 1988 vince il Golden Globe per il film tv Fuga da Sobibor e l'anno dopo viene premiato come miglior attore al Seattle Film Festival per una, se non la migliore, interpretazione, a mio modo di vedere, nel film "La leggenda del Santo Bevitore" di Ermanno Olmi, film vincitore del Leone d'Oro 1988 a Venezia. Proprio per questa sua caleidoscopicità interpretativa lui stesso disse, come su affermato, la famosa frase in relazione sul suo lavoro: "Bravo e cattivo ragazzo, eroe o antieroe; non mi importa ciò che interpreto, ogni ruolo ha qualcosa di magico".

LOGICA ASTROLOGICA: HAUER UN PLUTONIZZATO

Terra (ex-Sole) a 2°Aquario in opposizione al Plutone leonino congiunto all'ascendente in Leone, e come ti sbagli quando si parla di attori e quinconce alla Luna capricorniana: Plutone cioè, a 7°Leone, controlla i punti chiave della personalità dell'attore. La Terra-Sole a 2°Aquario, la Luna a 5°Capricorno (congiunta a Mercurio a 9°) e l'Ascendente a 15° Leone sono in stretta correlazione con Plutone che ne distorce, plutonicamente appunto, le energie in essere dell'attore..: e lo controlla, direi, non solo nella vita quotidiana ma anche e sopratutto nelle "finzioni" sceniche, nei ruoli cinematografici che ha saputo interpretare proprio con quell'alone di morte della Morte che l'esegesi plutonica porta con se..e che l'attore olandese, così contattato energeticamente al suo Plutone in leone, ha saputo ritrasmettere sullo schermo con immagini rimaste nell'immaginario collettivo come indimenticabili. A tal proposito, tra l'altro, in considerazione della didattica astrologica vediamo come bidimensionalmente Plutone sia configurato in XII^Casa ma se si calcola, come si dovrebbe la latitudine, si nota che il pianeta, Re dell'Ade, è configurato proprio sull'Ascendente in I^Casa: quindi pianeta determinante per ogni accezione dell'energia personale dell'attore che pochi giorni fa ci ha lasciato. Inoltre, ad essere perfettini fino in fondo, come piace essere a noi de' ilNadir, non si può non considerare la congiunzione quasi esatta di Venere al Centro Galattico, in Sagittario chiaramente, supportata dal trigono di Giove dal Leone: configurazione questa inoltre attaccata dalla forte opposizione di Saturno in Gemelli sull'Asse V^-XI^Casa..che sottolinea la pesante necessità delle forme creative da soddisfare nella completa libertà creativa: non a caso l'intera carriera di Rutger Hauer ruota intorno al "ruolo del replicante", quello famosissimo nel film succitato di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford, che da anima a quel suo Plutone dominante e, in qualche misura, ne scandisce l'intera vita, trascorsa costantemente in battiti di alternata instabilità caratteriale che quell'opposizione Saturno-Venere e l'allineamento al Centro Galattico (che ne forgia la fama d'interprete eccellente) sottolinea con grande energia, come si evince chiaramente dallo scandire del tempo del suo vissuto. Rutger cresce insieme alle sue tre sorelle. Inquieto, a 15 anni si imbarca su un piroscafo mercantile per un anno, seguendo le orme di suo nonno capitano di goletta. Al suo ritorno si iscrive poi a una scuola di arte drammatica, ma sentendosi più poeta passa i giorni a scrivere poesie nei coffee shop di Amsterdam. Viene così espulso dalla scuola e approda nella Marina Olandese. Una breve esperienza da cui fugge cercando di convincere i suoi superiori di avere problemi di salute mentale. Viene mandato allora in un istituto psichiatrico, presso il quale Rutger resta fino a quando riesce a convincere definitivamente i suoi superiori che la Marina non ha davvero bisogno di lui.

Quell'istintualità del Replicante che batte nel cuore leonino dell'uomo non si è mai spenta nell'anima del grande attore-poeta neanche alla fine dei suoi gironi preconizzati, non proprio casualmente, da quella sua evocante profezia: "E' TEMPO DI MORIRE"...

  Roma 25.07.2019                                          Claudio Crespina 

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