DITTATURA VESTITA da Covid-19

Dobbiamo imparare dal passato per conoscere il nostro futuro: Urano entra in Toro nel 1934, subito dopo gli eventi e gli effetti della Grande Depressione Economica, in un certo senso confermando che la crisi economica e finanziaria avrebbe cambiato il mondo per sempre: ma quell'area Ottava, individuata dal Sole dell'Incipit, inevitabilmente, a leggere bene i simboli, indicava azioni nefaste, fraudolente e nascoste dietro il teatro di quella guerra fratricida..!! Anche la Crisi Economica Mondiale di quei tempi determinò quella fertilizzazione di un humus fatto di malcontento, insoddisfazione, generando nei moti collettivi una voglia di rivoluzione e di cambiamento, che diede però anche fiato agli estremismi ideologici, che poi hanno avuto la meglio sulla coscienza collettiva (in alcuni casi).

 
Lo volete un segno di Urano in Toro preciso ed inequivocabile...che nei fatti porta scompiglio..? Bene, sapete che dico sempre quello che penso, e non sto ad indorare la pillola, Urano nel segno del Toro rievoca inequivocabilmente le due grandi guerre mondiali...e la terza che è in atto in questo momento, coperta dalla pandemia chiamata Covid-19 che ha il solo scopo di immettere nelle menti accondiscendenti la paura, il terrore, la distanza dalle persone, dalle emozioni...la mascherina...oggetto che ci rende tutti uguali, spogliati della nostra personalità, ma soprattutto della nostra voce...perchè è quella che i poteri forti temono, e sanno che obbligandoci a stare in casa hanno risolto il loro problema, ma non il nostro...quello di non avere (tra poco) niente per vivere, no direi sopravvivere. Sveglia!!! 
 
 
"Niente mascherina «perché è un bavaglio». O, ancora più suggestivo in tempi di emergenza sanitaria, «perché fa ammalare»: ci costringe a respirare la nostra stessa anidride carbonica, ci manda in ipossia (facendo diminuire l’ossigeno nel sangue), scatena l’acidosi (abbassando il pH del nostro sangue e ponendo le basi per lo sviluppo del cancro), raccoglie i batteri e li concentra davanti a naso e bocca (esponendoci a infezioni ben più pericolose del Covid).

L’infilata di catastrofi legate all’uso del dispositivo di protezione a oggi più raccomandato dalle autorità sanitarie del mondo per combattere la pandemia è contenuto in una delle tante interviste reperibili online, su Youtube, a Pasquale Mario Bacco, illuminato spesso dai riflettori della cronaca nelle ultime settimane per le sue tesi negazioniste sul Covid.



Del medico legale salernitano, legato a una società itoalo-americana che si occupa di sicurezza sul lavoro, non si sa molto. È vegano e a gennaio finisce nel mirino del popolo social per un post trionfalistico sulla morte di un cacciatore sardo ucciso per sbaglio dal colpo di fucile di un suo compagno di battuta. Poi il nulla mediatico fino a maggio, quando firma insieme ad altri colleghi una ricerca minore proprio sul Covid: 7mila i test sierologici (rapidi) effettuati dall’équipe a partire da febbraio, che dimostrano – sostiene Bacco – come «oltre il 30 per cento del campione in Italia era già entrato in contatto con il virus». Oltre ad alcune autopsie, che secondo il medico evidenziano come a portare alla morte non sia tanto il Covid in sé, quanto la formazione di trombi, «una reazione immunitaria sproporzionata dell’organismo di fronte al virus».

È qui che il dato scientifico – per altro evidenziato anche da altre ricerche, oggettivo insomma – inizia ad impastarsi con la militanza: le tesi del medico online diventano “virali” e attorno a Bacco inizia a condensarsi una nuvola di consensi (tra cui quelli del noto virologo Giulio Tarro, a sua volta reso noto da una lite televisiva col collega Roberto Burioni) sfociati nella creazione dell’Associazione l’Eretico, tra i principali promotori della manifestazione negazionista che andrà in scena domani a Roma con l’ambizione di eguagliare le adesioni registrate nei giorni scorsi dagli Stati Uniti fino a Madrid, Londra e Berlino.

La parola chiave è esasperazione: i morti di Covid? Mica uccisi dal virus, che «non è affatto aggressivo», ma «dai medici» che li intubavano invece che curarli con l’eparina per le trombosi o con i comuni antinfiammatori. Più che un errore sanitario, anzi, una vera «strage di Stato», per cui proprio gli “eretici” arrivano a invitare i parenti delle vittime a denunciare il governo, da Conte in giù.

Ma quella di Bacco & Co è solo una delle tante punte d’iceberg di un movimento scomposto e più che mai variegato, che prima d’essere cavalcato dalla politica – con l’impegno sul campo di Forza Nuova da una parte e di numerosi esponenti del Movimento 5 stelle dall’altra – ha trovato proprio in una deformazione della comunicazione scientifica la sua ragion d’essere e (si vedrà solo domani quanto) di convincere.

Complice – è innegabile – la confusione imperante sul coronavirus anche tra le stesse autorità sanitarie nazionali e internazionali: ecco allora che il pasticcio sui verbali secretati e poi in parte desecretati del Comitato tecnico scientifico diventa il segno di «un complotto per la nuova dittatura sanitaria»; le dichiarazioni a effetto di primari di grandi ospedali sulla graduale “scomparsa” del virus prestano il fianco alla tesi che «il Covid, in realtà, non è nemmeno mai esistito» oppure (è l’altra faccia della medaglia) che «qualcuno lo ha creato in laboratorio e lo sta manipolando»; ancora, la corsa scomposta tra gli Stati a un vaccino il più presto possibile finisce col moltiplicare le tesi circa «gli esseri umani cavie di Big Pharma» e la «colonizzazione di massa che finirà con l’infettarci tutti».

Chi produce il vaccino, cosa c’è dentro e quali effetti indesiderati si possono rischiare è anche tra le preoccupazioni principali del Popolo delle mamme, l’altra grande anima del movimento negazionista italiano e della manifestazione di domani che conta su una pagina Facebook (“Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria”) con oltre 24mila membri.

«Il governo sta illegittimamente limitando le libertà personali e i diritti inalienabili dei cittadini. Tali limitazioni danneggiano soprattutto la fascia più debole della nostra societa: i bambini» scrivono le promotrici sul sito dell’associazione, rifiutando le etichette di mamme complottiste, mamme no vax o mamme di estrema destra. E mettendo nel calderone della grande protesta di tutto e di più: la legge Lorenzin sull’obbligo di profilassi a scuola, le decisioni dell’attuale ministra Azzolina sulla ripartenza della scuola, l’obbligo di distanziamento e «di mascheramento/bavaglio che si impongano nell’educazione dei nostri figli, e pensiamo che essi significhino distanziamento dal valore umano».

Per loro «il 5 settembre sarà una data storica» e gli slogan d’accompagnamento agli inviti frenetici al raduno sono «Sei pronto a impegnarti anima e corpo per il 5 settembre 2020 come ultimo atto contro questa tirannia?», «Sei pronto a difendere il nostro futuro e quello dei nostri bambini con le unghie e con i denti?», frasi che accompagnano anche la pagina dedicata alla manifestazione, sempre su Facebook.

Della politica, e degli interessi a cavalcare la protesta nata dal basso da parte di volti noti, s’è detto molto negli ultimi giorni. La presenza massiccia di esponenti di Forza Nuova – guidati dal leader Giuliano Castellino, secondo cui «la pandemia è stata pianificata come erano pianificate le contromisure quali mascherine, guanti e distanziamento sociale. Tutto per “cinesizzare” il mondo, tapparci la bocca» – ha per altro spezzato il fronte del “no” convincendo il leader dei negazionisti della prim’ora, i Gilet arancioni di Antonio Pappalardo, a smarcarsi dalla marcia: «Attenzione – ha detto il generale –, dietro la manifestazione c’è l’estrema destra».

Anche se poi gruppi locali del movimento parteciperanno comunque. In prima linea ci sarà invece Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio ed ex esponente dei 5 Stelle, e l’altra pasionaria ex 5 Stelle Sara Cunial, tanto discussa per la multa ricevuta durante il lockdown (andava al mare). E poi tanti volti noti, tra cui lo psichiatra-opinionista Alessandro Meluzzi, l’avvocato Carlo Taormina, il cantante Povia, il filosofo sovranista Diego Fusaro, persino l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che si è fatto notare in passato per le accuse a Papa Francesco e che ha sempre definito la pandemia come «una punizione di Dio»".

Fonte: Avvenire

La Redazione Il Nadir

 

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