Scorpione

S C O R P I O N E  Dal 24/10  al 22/11 

NADIR in Scorpione - Zenit in Toro - Ascendente in Leone

In sanscrito il segno si dice VRISCHIKA,che significa colui che annienta per meglio ricostruire. il segno d'Acqua

dello Scorpione introduce un nuovo aspetto della nascita, la morte-rinascita . L'acqua del granchio presiede alla

evoluzine dell'entità, che si individualizza in Leone, si apre all'intelligenza della Vergine e al sentimento-intuizione della Bilancia. Questi

quattro segni caratterizzano la fase propriamente "umana" del processo di manifestazione, al quale succede la fase trasformatrice del-

lo Scorpione che tende ad orientare l'uomo verso il suo stato di superuomo o, come dice in modo appropriato Rudhyar: di "più che 

uomo". Dal piano inconscio dell'unversale, l'Entità discende al piano individuale dove prende coscienza dell'Io e del Non Io, sentimen-

to questo, prototipo dell'aspetto di opposizione che genera la differenza vitale tra Materia e Spirito. Dal conflitto archetipo degli

opposti nasce una certezza di una lbera scelta relativa, e successivamente il desiderio di una maggiore libertà. Nello Scorpione, l'uomo

passa attraverso la "prova iniziatica" che tenterà di "liberarlo" (a seconda della riuscita o meno) dal conflitto degli opposti e genererà

la coscienza dell'Io universale. L'Uomo ha attraversato le tappe della vita manifestata nella materia densa, e in Scorpione, si accinge

a significare una maggiore intensità e completezza della coscienza attraverso l'esperienza della "morte": il ciclo vita-morte-vita o dram-

ma dell'incarnazione, il mistero della morte-resurrezione, velato e/o svelato, da tutti i libri dei Morti in particolare da quelli Egizi. Scorpio

ne è Osiride,(Plutone dei romani) prima Signore dei viventi, che tramite l'esperienza della morte diviene il Signore dell'Ade, rinascendo

 al giorno come Horus.

 La morte scorpionica significa l'iniziazione ad un'altra vita rispetto a quella alla quale mette fine: morte del corpo che rompe

brutalmente i legami dell'entità umana e della sua anima con il piano della materia densa, cioè la dissoluzione dello stato di coscienza,

legata al mondo illusorio sensoriale per poter finalmene "vedere" il significato puro. La complementarietà col Toro fà di queste

Energie il principio di ricettività creatrice mediante il sacrificio : sono il polo negativo implicante la rinuncia o il sacrificio del processo che

genera la vita. Il Toro però, riceve l'Energia positiva involutiva formatrice del'Ariete che lo feconda in funzione delle forme sensibili, lo

Scorpione invece, presiede alla dissoluzione di queste forme, condizione necessaria per la fecondazione delle forme "sovrasensibili",

preparando il ritorno dell'Entità allo stato non manifesto. Il carattere fecondante dell'asse toro- scorpione si esprime anche sul piano

fisiologico, in quanto asse della generazione sessuale preposta alla fecondazione del seme. Lo Scorpione, ottavo segno, quando si

esprime attraverso il sesso, genera la vita fisica che conduce alla morte, la quale dà accesso alla vita dell'al di là, quando, invece, subli-

ma l'energia sessuale, la trasmuta in quella dell'illuminazione in funzione della "Vita eterna". Psicologicamente, lo Scorpione, presiede

l'incarnazione del concetto di crisi: trascorrono periodo più o meno lunghi, in cui sono immersi in uno stato di vuoto che provano

senza comprenderne la ragione. Lo Scorpione prova un'istintiva paura per la dissoluzione della sua persona, trovanosi nella, spesso

tragica situaione, di essere tormentato da forze che non comprende per cui reagisce diffidando dei fenomeni inesplicabili oppure

scettico si burla dei "fantasmi" ai quali finge di non credere, o ancora si avventura nell'irrazionale, spaventandosi dello sctenamento

delle energie che egli stsso provoca e non sente di poter affrontare. Tutto ciò diviene crisi : è alla soglia di due mondi quello raziona-

le che conosce e quello sovrarazionale che intuisce, ne constata la dualità senza riuscire a realizzarne la sintesi. Questo stato di cose

tutte bloccanti lo fa rotolare nell'abisso. E' il suo psichismo in continuo fermento che gli provoca lo stato "necessario" di crisi. (cfr. M.

Senard) 

 

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