Una Psicologia della personalità in funzione astrologica
Scritto da Nadir
Una Psicologia della Personalità in funzione astrologica
Quando un uomo è infedele alla sua propria legge e non si eleva fino alla personalità, ha fallito il significato della sua vita…. Dice, con profonda intuizione G.Jung e aggiunge….e dove nessuno chiede, nessuno è obbligato a rispondere…(“L’integrazione della personalità” ultimo capitolo). “Nessuno, continua Jung, che non l’abbia lui stesso può educare alla personalità. E non il bambino, ma solo l’adulto può raggiungere la personalità come frutto maturo della realizzazione di una vita diretta a questo fine. L’acquisizione della personalità non significa nulla di meno che il miglior sviluppo possibile di tutto ciò che si trova in un essere umano”. La personalità è un atto del massimo coraggio nei riguardi della vita, e significa incondizionata affermazione di tutto ciò che costituisce l’essere. Educare qualcuno a ciò, non è cosa da poco: è sicuramente il compito più arduo a cui il mondo spirituale di oggi si sia accinto. Ed è davvero un compito pericoloso, dice sempre Jung. Capita a non pochi, anche se socialmente inconsapevoli, di essere chiamati dalla voce personale, al che i chiamati si differenziano immediatamente dagli altri, e si sentono investiti di un problema di cui gli altri non sanno nulla…. La loro voce interiore è la voce di una vita piena, di una coscienza più ampia, più totale. Nel processo di risveglio che segue il periodo di “condizionamento alla propria voce interiore”, tutte le energie oscure dell’inconscio tendono a liberarsi: ogni cosa (buona o cattiva) viene stimolata quando cerchiamo di raggiungere una più piena consapevolezza.
Poiché di solito riusciamo abbastanza bene ad ignorare i ricordi dei fallimenti ovvero i pensieri e le azioni cattive all’interno della nostra personalità totale, respingendoli nell’inconscio, essi sono di soliti i primi a rendersi manifesti: ciò può condurre ad un senso di panico e di irrigidimento fino, nei casi estremi, a ritrovarsi di fronte lo spettrale “guardiano della soglia”. Ma guai a colui che si ritrae con orrore cercando d’invertire il processo di crescita: una volta che la porta dell’inconscio è stata aperta, una volta che si è risposto alla chiamata della voce (vocazione) interiore, l’unica strada che resta è……. solo in avanti.
La carta Natale, da questo punto di vista, può certamente essere considerata un’archetipo dell’inconscio: come dice mirabilmente D. Rudhyar,essa è anche una registrazione visibile di quella voce interiore, di ciò che dovremmo e potremmo divenire . Pertanto una delle funzioni principali, se non la principale in assoluto, dell’astrologia, intesa come scienza e arte, come fisica e anima, come matematica e musica, è di aiutare, secondo le stesse parole usate da G.Jung, “ a riconoscere il proprio sé per quello che per natura è, in contrasto con quello che si vorrebbe essere” e probabilmente non c’è nulla di più complesso per l’uomo.
Il Tema Natale, inteso come simbolo della partecipazione fondamentale al processo universale, da parte dell’uomo, può rivelare proprio all’uomo ciò che egli è per natura, conseguentemente ciò che può realizzare. Esso, proprio perché simbolo va interpretato, come devono essere interpretati i sogni, se vogliamo averne un significato valido psicologicamente. E, proprio come un sogno, la carta natale può essere interpretata in modi diversi, ma mai come una semplice classificazione di fattori. Essa prende corpo e anima, agisce come un potere dinamico nell’inconscio: porta le tendenze alla coscienza, altrimenti nascoste e latenti in essa, producendo eventi sia esterni che interni. Il momento del primo respiro è il grande simbolo dell’atto individualizzante con il quale la natura umana emerge dalla “madre oscura” (il grembo della terra) e comincia ad agire nel regno della madre celeste (D. Rudhyar).
Nel grembo, dice ancora Rudhyar, l’uomo è sviluppato e grandemente condizionato dalla natura umana generica, ma appena emer- ge da questo grembo e si trova sotto la volta del cielo (la chiesa celeste) entra nel regno della libertà at- traverso il primo respiro. L’integrazione della personalità è un processo complesso e arduo, poiché la personalità è essenzialmente il prodotto della reciproca interazione e armonizzazione di due specie di fattori, fondamentalmente distinti e apparentemente opposti, quindi complementari, nella vita psichica dell’uomo: 1°)fattori che si riferiscono alla coscienza e al suo centro di controllo (l’io). 2°)fattori che si riferiscono allo Inconscio.
Inconscio che non avendo confini conoscibili, espandendosi ad infinitum, si estende senza limiti definiti nel campo della personalità. Proprio come il corpo umano mostra un’autonomia comune al di là di tutte le differenze razziali, così anche la psiche possiede un sostrato comune: l’inconscio collettivo, che essendo eredità umana comune, trascende tutte le differenze di cultura e di coscienza. (C. G. Jung).
La distinzione tra mente e corpo è una dicotomia artificiale, che l’astrologia “intuisce” benissimo: attraverso la decodifica del tema natale, essa evidenzia la continua interrelazione tra la mente e il corpo; (“la psiche è sia fisica che mentale” dice Jung nel suo “Commento al Segreto del fiore d’oro”) proprio nel non demarcare alcun aspetto o qualsiasi altra tecnica, come relativa ad uno piuttosto che all’altro –fisico e mentale-, garantisce la continuità dell’essere senza confini presunti o immaginari. Nel tema natale c’è iscritta l’interezza della mappa dell’essere. Se di un limite si può e si dovrà parlare quello è di ordine fisico- astronomico e proiettivo: la realtà che disegna è bidimensionale, quella che realmente ci circonda è, come minimo, tridimensionale, ma, con buona probabilità di vedute, può estendersi ad una visione di una realtà n-dimensionale, con evidenti cambiamenti di logiche, di filosofie e di significati.
Copyright 2009 Il Nadir.com. Tutti i diritti sono riservati.
E' vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti grafici e testuali presenti in queste pagine.
Tutti i marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari.
Powered by Infonegozi.com Sito Internet e Design By Solinformatiche Sas
Una Psicologia della Personalità in funzione astrologica
Quando un uomo è infedele alla sua propria legge e non si eleva fino alla personalità, ha fallito il
significato della sua vita…. Dice, con profonda intuizione G.Jung e aggiunge….e dove nessuno chiede,
nessuno è obbligato a rispondere…(“L’integrazione della personalità” ultimo capitolo).
“Nessuno, continua Jung, che non l’abbia lui stesso può educare alla personalità. E non il bambino, ma
solo l’adulto può raggiungere la personalità come frutto maturo della realizzazione di una vita diretta
a questo fine. L’acquisizione della personalità non significa nulla di meno che il miglior sviluppo
nei riguardi della vita, e significa incondizionata affermazione di tutto ciò che costituisce l’essere.
Educare qualcuno a ciò, non è cosa da poco: è sicuramente il compito più arduo a cui il mondo spirituale di oggi si sia accinto. Ed è davvero un compito pericoloso, dice sempre Jung. Capita a non pochi,
anche se socialmente inconsapevoli, di essere chiamati dalla voce personale, al che i chiamati si differenziano immediatamente dagli altri, e si sentono investiti di un problema di cui gli altri non sanno
nulla…. La loro voce interiore è la voce di una vita piena, di una coscienza più ampia, più totale.
Nel processo di risveglio che segue il periodo di “condizionamento alla propria voce interiore”, tutte
le energie oscure dell’inconscio tendono a liberarsi: ogni cosa (buona o cattiva) viene stimolata quando
cerchiamo di raggiungere una più piena consapevolezza.
Poiché di solito riusciamo abbastanza bene ad ignorare i ricordi dei fallimenti ovvero i pensieri e le azioni cattive all’interno della nostra personalità totale, respingendoli nell’inconscio, essi sono di soliti i primi a rendersi manifesti: ciò può condurre ad
un senso di panico e di irrigidimento fino, nei casi estremi, a ritrovarsi di fronte lo spettrale “guardiano
della soglia”. Ma guai a colui che si ritrae con orrore cercando d’invertire il processo di crescita: una volta
che la porta dell’inconscio è stata aperta, una volta che si è risposto alla chiamata della voce (vocazione)
interiore, l’unica strada che resta è……. solo in avanti.
La carta Natale, da questo punto di vista, può
certamente essere considerata un’archetipo dell’inconscio: come dice mirabilmente D. Rudhyar,essa è
anche una registrazione visibile di quella voce interiore, di ciò che dovremmo e potremmo divenire .
Pertanto una delle funzioni principali, se non la principale in assoluto, dell’astrologia, intesa come
scienza e arte, come fisica e anima, come matematica e musica, è di aiutare, secondo le stesse parole
usate da G.Jung, “ a riconoscere il proprio sé per quello che per natura è, in contrasto con quello che
si vorrebbe essere” e probabilmente non c’è nulla di più complesso per l’uomo.
Il Tema Natale, inteso
da parte dell’uomo, può
come simbolo della partecipazione fondamentale al processo universale,
rivelare proprio all’uomo ciò che egli è per natura, conseguentemente ciò che può realizzare. Esso, proprio perché simbolo va interpretato, come devono essere interpretati i sogni, se vogliamo averne un significato valido psicologicamente. E, proprio come un sogno, la carta natale può essere interpretata
in modi diversi, ma mai come una semplice classificazione di fattori. Essa prende corpo e anima,
agisce come un potere dinamico nell’inconscio: porta le tendenze alla coscienza, altrimenti nascoste
e latenti in essa, producendo eventi sia esterni che interni. Il momento del primo respiro è il grande
simbolo dell’atto individualizzante con il quale la natura umana emerge dalla “madre oscura” (il grembo della terra) e comincia ad agire nel regno della madre celeste (D. Rudhyar).
Nel grembo, dice ancora
Rudhyar, l’uomo è sviluppato e grandemente condizionato dalla natura umana generica, ma appena emer-
ge da questo grembo e si trova sotto la volta del cielo (la chiesa celeste) entra nel regno della libertà at-
traverso il primo respiro. L’integrazione della personalità è un processo complesso e arduo, poiché la personalità è essenzialmente il prodotto della reciproca interazione e armonizzazione di due specie di fattori, fondamentalmente distinti e apparentemente opposti, quindi complementari, nella vita psichica dell’uomo:
1°)fattori che si riferiscono alla coscienza e al suo centro di controllo (l’io). 2°)fattori che si riferiscono allo
Inconscio.
definiti nel campo della personalità. Proprio come il corpo umano mostra un’autonomia comune al di là di
tutte le differenze razziali, così anche la psiche possiede un sostrato comune: l’inconscio collettivo, che
essendo eredità umana comune, trascende tutte le differenze di cultura e di coscienza. (C. G. Jung).
La distinzione tra mente e corpo è una dicotomia artificiale, che l’astrologia “intuisce” benissimo:
attraverso la decodifica del tema natale, essa evidenzia la continua interrelazione tra la mente e il corpo;
(“la psiche è sia fisica che mentale” dice Jung nel suo “Commento al Segreto del fiore d’oro”) proprio nel
non demarcare alcun aspetto o qualsiasi altra tecnica, come relativa ad uno piuttosto che all’altro –fisico
e mentale-, garantisce la continuità dell’essere senza confini presunti o immaginari. Nel tema natale c’è
iscritta l’interezza della mappa dell’essere. Se di un limite si può e si dovrà parlare quello è di ordine fisico-
astronomico e proiettivo: la realtà che disegna è bidimensionale, quella che realmente ci circonda è,
come minimo, tridimensionale, ma, con buona probabilità di vedute, può estendersi ad una visione di una
realtà n-dimensionale, con evidenti cambiamenti di logiche, di filosofie e di significati.
dr. Claudio Crespina