| Tradimento e Tradizione: Luna plutonizzata e Saturno bilancino |
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| Scritto da Nadir |
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TRADIMENTO e TRADIZIONE: Luna plutonizzata e Saturno bilancino
Leggevo tempo fa un articolo interessante sul concetto di tradimento ricollegato al significato di tradizione e devo dire che la cosa non è priva di significato anzi credo proprio che l'etimo dei due concetti aiuta a capire il nesso legato alla ferita psichica e o psicologica derivante dal tradimento (in astrologia può confermarsi con una Venere Plutonizzata nel radix o meglio ancora una Luna quadrata, anche trigona, se chi tradisce è un "guascone" caratterialmente parlando, a Plutone sull'asse prima-settima o quinta-undicesima).
Proprio questo è il significato etimologico della Tradizione: essa, se vogliamo analizzare la profondità del suo simbolo, è la storia dei tradimenti passati". Tradimento e Tradizione (Luna Plutonica: tradimento sensibile -Saturno in Granchio o esaltato in Bilancia: tradizione storica e ereditaria) hanno la stessa origine etimologica, vengono dallo stesso ceppo, esprimono varianti di uno stesso segno. "Tradere", verbo latino che sta per "consegnare". Gesù fu tradito da Giuda, che lo consegnò ai suoi giudici. Ma l'intera verità, bisogna sottolinearlo, del nostro mondo giudaico-cristiano ci è stata "consegnata fra mille tradimenti", e riposa (si fa per dire) nel corpo della tradizione. La morale della fedeltà, quella che prescrive non già di cercare e capire ma di vivere in obbedienza e amore a quanto è stato rivelato, a quanto si crede da generazioni, ha un senso nell'ortodossia religiosa e si innalza su un fondamento biblico. Trasportata nella storia è puro nonsense, rassegnazione intellettuale, animalità meno che canina, diabolica perseveranza. "Se scavate dentro la parola, disse in un suo articolo, G. ferrara, se non vi accontentate della morale della fedeltà, vi accorgerete che il peggiore tradimento, e forse l'unico, è quello che si commette contro la propria libertà"... Intesa, aggiungo io, sostanzialmente quella relativa alla libertà delle proprie idee, dei propri convincimenti, dei propri principi, collegata inevitabilmente alla dinamica della propria coerenza. Il processo evolutivo, necessario ed ineluttabile, si compie quindi all'interno della dinamica tradizione-tradimento, attraverso l'abbandono dell'ultima "consegna" ereditata dalla storia, che verrà "tradita" in nome della prossima, (è un po il limite su cui poggia la logica scientifica, che poi scientifica non è mai fino in fondo, in quanto ci sarà sempre un successivo scalino da salire che scalzerà il precedente su cui si era poggiata...) senza tradizione non c'è cambiamento, senza tradimento non c'è modernità. Tradizione è sinonimo di continuità: la parola si usa quando si vuole porre l'attenzione su una cosa od un concetto, che richiamano un valore ancorato al passato, o al patrimonio di conoscenza collettiva, o semplicemente alla prassi costruttiva consolidata. Tradizione, dal latino "tradere", significa propriamente trasmettere: è il peso delle cose del passato tradotte nel presente. Il '900, come tutti, chi più chi meno, hanno potuto constatare, è stato un secolo di cultura "contro", ma la sua forza produttiva di nuovi linguaggi e di straordinarie innovazioni risiede, per quanto contradditorio possa sembrare, nella tradizione, negata, vilipesa, rifiutata, tradita e proprio per questo sempre presente, seppure in dialettica marcatamente oppositiva: questa è l'importante funzione della "tradizione" e di tutto il tesoro di conoscenza che vi sta nascosto, non già la sua possibilità di "essere espressione di opposizione" a più o meno temibili trasformazioni della modernità e consolatorio paravento alla mancanza di creatività e al timore del nuovo. Premessa importante per sostenere che il tradimento deriva dal concetto ineluttabile di tradizione che, se se ne capisse il limite, si disorienterebbe d'incanto la logica repressiva del concetto di tradimento che non avrebbe più ragione d'esistere, perlomeno nei termini così cruenti in cui viene esposto e argomentato, appunto proprio dalla "tradizione"... Divago un po, e provoco anche, per stuzzicare ancora la curiosità di chi vuol veramente approfondire e cercare risposte nuove ad ansie...vecchie. Come si potrebbe definire la fisica quantistica? La definirei semplicemente la “fisica delle possibilità”, delle quali ciascuna potenzialmente può diventare realtà: vi voglio raccontare, per chi non la sapesse, la storia del celebre “gatto di Schroedinger”.
Com’è possibile che il povero micio rinchiuso in una scatola sia contemporaneamente, sia vivo, che ....morto???? Immaginiamo di avere una scatola e di metterci dentro un gatto, e poi di chiuderla. Supponiamo poi che un fotone entri nella scatola con una mezza probabilità di essere trasmesso e un’altra mezza di non esserlo. Se il fotone è trasmesso, esso innesca un congegno che emette una sostanza chimica che uccide il gatto, mentre se non è trasmesso il gatto rimane vivo. Ma siccome il gatto è chiuso dentro la scatola, noi non possiamo sapere se esso è vivo oppure morto. Se io mi trovo in una stanza buia e lancio una moneta in aria e poi essa ricade, io non posso sapere se essa mostra testa o croce, perché la moneta si trova in una sovrapposizione di testa e di croce, fino a che non accendo la luce. Nel momento di accendere la luce (atto osservativo...) io faccio collassare la sovrapposizione di testa e di croce, perché sono finalmente in grado di vedere quale delle due facce mostra la moneta. Misurare qualcosa distrugge la sovrapposizione, forzando quello che è uno stato quantistico descritto dalla Funzione d’Onda ad assumere uno “stato classico” in cui l’identità dei vari stati è decisa. Tutto questo avviene nel mondo delle particelle elementari, e il ruolo perturbativo dell’osservatore è assolutamente fondamentale, dato che egli – interagendo con una realtà quantistica fatta di sovrapposizioni di stati – porta questi stati ad assumere uno stato ben definito. Vengo al dunque, altrimenti penserete che sono decisamente fuori tema: che c'entra il tradimento direte voi, che fine ha fatto...?? Il tradimento collassa quando diviene tale: cioè nel momento che tradisco inevitabilmente so di tradire, quindi faccio "collassare" la sovrapposizione del farlo o non farlo (i due stati possibili...), in quanto mi sto rendendo perfettamente conto di quello che sto facendo. In fisica quantistica, misurare qualcosa, dare una dimensione a qualcosa, distrugge la cosiddetta "sovrapposizione", in quanto forzo quello che è considerato uno stato quantistico, relativo al concetto archetipo di funzione d'onda (che è al tempo stesso anche particella....) in uno stato classico: dall'incertezza del sapere il tradimento alla certezza di rendersene effettivamente conto, di constatarlo. Una prova ulteriore per capire il senso duplice della realtà "finta", che è sempre e solo Una invece, si può estrapolare anche dal concetto d'amore, che oltre ad essere "amore" per l'altro è contemporaneamente autoinganno narcisistico.... Con la conseguente strumentalizzazione dell'altro, della delusione di quando ci appare nella sua realtà o comunque spogliato della nostra fantasia: fino a che punto è l'uno e fino dove giunge l'altro...? Nel momento che capisci (vedi, sai...)stai misurando, quindi cade la sovrapposizione degli stati e "senti" vera UNA REALTA'...UNICA.
Se la fisica quantistica ci ha privati della nostra ingenua convinzione di un mondo di cause ed effetti chiaramente prevedibili, ci ha ricompensato con il piacere decisamente maturo di vivere in un emozionante nuovo regno di possibilità infinite in cui noi abbiamo il potenziale di formare il nostro destino personale. Sebbene gli scienziati possano dissentire sul modo d’interpretare e inquadrare gli strani fatti della fisica quantistica, una cosa è chiarissima: il regno che i fisici quantistici stanno mappando da oltre un secolo presenta una straordinaria somiglianza col territorio descritto fin dall’antichità dai fondatori delle più grandi religioni mondiali. Pazzia lucida la mia, immagino diciate.. Mi sono addentrato nei meandri del sapere scientifico che sempre più spiega la vita quotidiana anche se, ad una prima lettura, tutto sembra essere estremamente complicato, per riuscire a far capire quanto poco c'entiamo noi nell'atto del tradire e quanto molto invece avviene nel solo pensarlo, perchè co-creiamo la nostra realtà.. .Insomma il tradimento è un atto scisso dalla responsabilità o è responsabile...?? ............ .........seguirà articolo sull'azione astrologica nel tradimento....
il Nadir |









