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| Scritto da Nadir |
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Guarda come il pavimento del cielo è fittamente intarsiato di patène d'oro splendente: Shakespeare, il mercante di Venezia
Prima di ogni approfondimento astrologico, vorrei mettere in evidenza il concetto ineludibile del postulato tolemaico "Sapiens dominatur astris" ossia che la Sapienza e la Consocenza, (che oggi, nell'epoca della rivoluzione quantistica, si può con sicurezza considerarli i valori primi, i filamenti genetici costituenti la base concettuale del Pensiero Unversale) dominano e controllano prima di tutto gli astri. Postulato questo che indica che un pianeta non agisce mai passivamente su di noi, ma agisce in armonia con la nostra volontà e il nstro intento.... Questo concetto è al centro della mia filosofia astrologica,..in quanto siamo certamente noi, in grado di controllare gli effetti astrali, una volta che ne fossimo divenuti "consapevoli".... e giammai il contrario: dogma sostenuto da alcune teorie deterministiche troppo legate alla tradizione. Convinzione questa, che permea tutta la mia filosofia astrologica (che io ho chiamato "Astrolatria" ri-coniandone un nuovo modello.....) da non confondere con il detto "diplomatico" agostiniano :" astra inclinant non determinant ", dal quale invece sono distante, perchè il mio credo prevede la consapevolezza della configurazione astrale che ci contraddistingue ("la firma" divina) e l'interazione dinamica con essa e la sua energia, in risonanza continua con l'universo e l'uomo che ne è al centro. Entrare in sinergia ritmica col vortice universale, in cui siamo, sia Parte e sia Uno, amalgamati; adeguandolo e adeguandosi in un continuum spazio-temporale di scambi energetici prolifici di vita e di purezza spirituale. NULLA RIMANE COME E'............ NADIR : perchè il Nadir
Dall’arabo nazir, cioè opposto - allo Zenit -, (per... "certa" astrologia erroneamente, Immum coeli o Fondo cielo), è un angolo o punto della sfera celeste opposto, appunto, al luogo dell’osservatore, in cui passa la verticale,detta il meridiano (asse mediocielo-fondocielo). Deriva dall'arabo "nazir", e sta ad indicare una delle sei dimensioni che hanno tutti i corpi: la
È l'antipode dello Zenith.
Astronomicamente è così definito : "dato un punto P sulla superficie terrestre, il Nadir è l'intersezione con la sfera celeste della semiretta verticale condotta per P ed orientata verso il basso. In modo più evidente, il Nadir viene detto la verticale dei piedi dell'osservatore. Il Nadir, rappresenta l’essenza dell’anima incarnata: questo gli conferisce un significato profondo e inalienabile rispetto all’Io fisico che nasce all’Ascendente. Il viaggio dell’anima attraverso lo schema zodiacale ha inizio al Nadir-profondità (grado°,minuto’, secondo’’ del punto al di sotto dell'osservatore indicato dalla proiezione sulla sfera celeste della linea immaginaria passante per l'osservatore e il centro della Terra, quindi, diametralmente opposto allo zenit) e non al fondo cielo, I.C. o Cuspide della IV^casa astrologica che ha un altro significato proprio perchè ha un'altra collocazione.
N.B. Grafico Tridimensionale di un Tema Natale
Se, per un certo verso, la casa di ogni anima è l’Universo (verso l’Uno) stesso, nella tradizione astrologica, il Nadir simboleggia la casa dell’individuo e, in sintonia con l’antica saggezza zen, il maestro accoglie
festosamente il viaggiatore che torna “alla casa che non ha mai lasciato”. Esattamente come, in un’ottica terrena, noi vediamo la casa come la nostra base in questa vita, così il Nadir, si può vedere come la base astrologica dell’anima, poiché in quel grado, e minuto preciso, risiede una qualità che è il risultato dell’esperienze passate, fino a quelle precedenti il momento della nascita: esso costituisce le “radici” di ciascuna anima. In questo singolo e unico punto del codice zodiacale risiede l’essenza della
risposta alla domanda:”chi sono io?”. Quindi evidenzia la natura fondamentale di quell’anima e le sue qualità innate, piuttosto che quelle acquisite, che iniziano a far parte dell’opposto Zenit. Nello zodiaco, la cuspide della IV^ Casa è l' immum coeli (IC) o fondocielo, cioè la porta del regno delle ombre -la “piccola morte”-, di Hypnos, il Sogno e i Sogni, degli istinti e dei bisogni primari, dei ricordi e della memoria atavica espressi dalla Luna e dal Cancro o Granchio, nella sua qualità di governatrice del fondo cielo, che NON E', appunto, il Nadir, anzi non "corrisponde" al Nadir, che è il punto più "profondo" del cielo, distante una quadratura esatta dall'Ascendente-vita, come a voler significare la necessità-obbligo, di DOVER INTEGRARE LA PROFONDITA', eliminando pian piano, come fa, se mi è concesso il paragone, un razzo-vettore che con il suo propulsore spinge in alto, oltre l'atmosfera terrestre e la sua "gravità", il modulo spaziale, perdendo progressivamente gli stadi che lo compongono per "accedere" all'orbita senza "gravita" che gli compete...., i motivi solo duali della realtà piana che ci invade alla nascita. Motivo ulteriore per capire che i cosiddetti aspetti "disarmonici" lo sono di fatto solo all'apparenza di una vita virtualmente vissuta a due dimensioni, ma che in realtà costituiscono il segreto motore dell'Uomo-Universo, per consolidarne i principi significavi della Essenza incarnata del Cristo-Uomo o Croce Universale Cardinale.
Il Nadir, (con la sezione tridimensionale dei gradi d'arco longitudinali-latitudinali, che lo separano dal Fondocielo), è il Tabernacolo, il Luogo Santo dove si trova la vera essenza celata dell’individuo, è il luogo di massima introversione, di raccoglimento, di separazione e di distacco dalle “voci del mondo della X^Casa”-Zenit, dall’esteriorità e dall’estroversione, come tale è un luogo di solitudine e, nella solitudine, anche di ascolto interiore e di nostalgia della anima per il luogo incantato di un tempo remoto. Come a mezzogiorno, nei gradi passanti tra lo Zenit e il Mediocoeli, X Casa, l’essere raggiunge ll culmine dell vita attiva e partecipativa, sociale ed esteriore; così a mezzanotte, nei gradi passanti tra il Nadir e l'Immumcoeli, IV Casa, affonda nel culmine della vita interiore e interiorizzata, intima e privata. Il Nadir è la nostra cantina interiore, junghianamente parlando, dove prima o poi, occorre discendere per illuminare e comprendere le ombre che, costringendo dall’interno, interferiscono con la nostra evoluzione personale.
Bisogna cercare di redersi conto che l'essere umano non vive sulla superficie di una terra pianeggiante, quale l'occhio ci mostra, bensì sulla curva di una sfera. Abbiamo delle radici che penetrano in tale sfera in direzione del suo centro. Ne deriva che solo una discesa attraverso queste radici ci consente di trovare il nostro vero centro: questo è il motivo per cui la psicologia dell'inconscio sfrutta l'esperienza della profondità per poter raggiungere il centro dell'essere o Nadir astrologico. I grafici astrali sono, praticamente, la proiezione dei corpi celesti che si trovano al di sopra e al di sotto dell'orizzonte terrestre sul piano del foglio, ci dimentichiamo però sovente che, la realtà astronomica, quindi anche quella astrologica per me, è tridimensionale, dato peraltro ascrivibile alle attuali conoscenze scientifiche ma con grandi possibilità di cambiamento (vedi realtà n-dimensionale....).
Il Nadir, può contenere una parte della nostra eredità genetica, che io però vedo inerente all' I.C.,proprietario dei riflessi vitali, ambientali e culturali comuni, mentre certamente contiene una parte importante della nostra eredità inconscia che dovremo poter esternare come conscia. Scrive Rudhyear: " E' proprio al Nadir simbolico - che è anche la mezzanotte della coscienza - che si può fare l'esperienza di Dio. E' lì il Dio immanente, il Dio delle profondità che polarizza lo splendore del Dio delle altezze, il Dio fiammeggiante del Mezzogiorno il cui volto non può essere contemplato senza divenire ciechi".
Perchè Nadir, quindi, perchè per poter vedere la luce bisogna aver "visto"... il buio: non è mai il contrario, come invece siamo abituati a credere, in questo mondo estremamente fatuo ed evanescente per essere "vero". Distanti dall'impegno dell'analisi e della consapevolezza vorremmo ottenere tutto senza la capacità del ....saperlo ottenere, meravigliandoci e invidiando di continuo chi ci riesce o meglio, chi crediamo che ci sia riuscito (ma si sa che il punto di vista dell'osservatore è relativo...no?). Viviamo attaccati ad ogni nostra illusione, per quanto disperata possa essere: siamo capaci di aggrapparci tenacemente perfino ad un dolore, che per quanto scomodo, ci è divenuto familiare, terribilmente familiare. Sostituirlo con una possibile felicità, significherebbe correre il rischio di andare incontro a sofferenze maggiori o alla propria morte. L'identificazione tra morte e cambiamento è più profonda di quanto possa sembrare: solamente l'uomo che cerca una autentica trasformazione, che non sia il parto di un'ennesima illusione, conosce davvero la violenza e la forza degli ostacoli che si trova a generare lui stesso sul suo cammino (cfr. F. Pacini).
Ogni reale modifica interiore è vissuta inevitabilmente sulla pelle, che porta i segni invisibili della dura lotta con l'ombra e il Nadir è la porta per la nostra ricerca interiore: limitandosi a mutare le proprie geografie esterne, l'uomo spera di riuscire a cambiare qualcosa evitando di soffrire, (crede lui), il meno possibile.
Invece si limita a sostituire soltanto, per dirla cinematograficamente, la pellicola del film che sta vivendo (il suo movie psichico, come mi piace chiamarlo). I pianeti e i loro transiti ci forzano a cercare il "proiettore", la sorgente della luce da dove proviene il film, e ad immergersi nella scia luminosa; seguendo il fascio di luce al suo interno troveremo, lì e solo lì, ....il Graal Santo, il Vello d'Oro, l'Oro-Sole alchemico...... Dobbiamo renderci effettivamente conto che nulla resta com'è (Panta Rei) e le sofferenze che principalmente attanagliano l'uomo derivano esclusivamente dalla sua rigidità a cambiare, dalla sua incapacità ad accettare i cambiamenti ineludibili della vita, la quale tende, invece, ad evolvere di continuo perchè nulla rimane identico a se stesso.
Sventura all'uomo che vede solo la maschera
sventura all'uomo che vede solo ciò che è celato sotto di essa
Il solo uomo dotato di vera visione
vede contemporaneamente, e in una sola carne,
la splendida maschera e l'orrenda faccia di essa.
Felice l'uomo che, dietro la sua fronte crea questa maschera
e questa faccia in una sintesi ancora sconosciuta alla natura.
Egli può suonare con grazia e dignità
il doppio flauto della vita e della morte
Nikos Kazantzakis
N.B. Le informazioni relative al significato astrologico del Nadir come punto centrale del tema natale tridimensionale sono presenti alla sezione del sito di astrologia. |




profondità.
risposta alla domanda:”chi sono io?”. Quindi evidenzia la natura fondamentale di quell’anima e le sue qualità innate, piuttosto che quelle acquisite, che iniziano a far parte dell’opposto Zenit. Nello zodiaco, la cuspide della IV^ Casa è l' immum coeli (IC) o fondocielo, cioè la porta del regno delle ombre -la “piccola morte”-, di Hypnos, il Sogno e i Sogni, degli istinti e dei bisogni primari, dei ricordi e della memoria atavica espressi dalla Luna e dal Cancro o Granchio, nella sua qualità di governatrice del fondo cielo, che NON E', appunto, il Nadir, anzi non "corrisponde" al Nadir, che è il punto più "profondo" del cielo, distante una quadratura esatta dall'Ascendente-vita, come a voler significare la necessità-obbligo, di DOVER INTEGRARE LA PROFONDITA', eliminando pian piano, come fa, se mi è concesso il paragone, un razzo-vettore che con il suo propulsore spinge in alto, oltre l'atmosfera terrestre e la sua "gravità", il modulo spaziale, perdendo progressivamente gli stadi che lo compongono per "accedere" all'orbita senza "gravita" che gli compete...., i motivi solo duali della realtà piana che ci invade alla nascita. Motivo ulteriore per capire che i cosiddetti aspetti "disarmonici" lo sono di fatto solo all'apparenza di una vita virtualmente vissuta a due dimensioni, ma che in realtà costituiscono il segreto motore dell'Uomo-Universo, per consolidarne i principi significavi della Essenza incarnata del Cristo-Uomo o Croce Universale Cardinale.
Invece si limita a sostituire soltanto, per dirla cinematograficamente, la pellicola del film che sta vivendo (il suo movie psichico, come mi piace chiamarlo). I pianeti e i loro transiti ci forzano a cercare il "proiettore", la sorgente della luce da dove proviene il film, e ad immergersi nella scia luminosa; seguendo il fascio di luce al suo interno troveremo, lì e solo lì, ....il Graal Santo, il Vello d'Oro, l'Oro-Sole alchemico...... Dobbiamo renderci effettivamente conto che nulla resta com'è (Panta Rei) e le sofferenze che principalmente attanagliano l'uomo derivano esclusivamente dalla sua rigidità a cambiare, dalla sua incapacità ad accettare i cambiamenti ineludibili della vita, la quale tende, invece, ad evolvere di continuo perchè nulla rimane identico a se stesso.



