Editoriale: Il cielo sopra di noi

 

 

 E D I T O R I A L E   (Aprile 2010)
Quando un uomo è infedele alla sua propria legge e non si eleva fino alla personalità, ha fallito il significato dela sua vita,  
dice Jung e continua: "...e dove nessuno chiede...nessuno è obbligato a rispondere".   
Questa sarà la massima di riferimento della nostra rivista la quale vuole essere principio e fine (l'Alfa e l'Omega) dei motivi ispiratori che debbono smuovere gli esseri umani sui piani dell'incondizionato e del controintitivo.

Tutti simboli questi, archetipi di un divenire molto diverso e affascinante in cui il "Pensiero" sarà finalmente il centro e al centro dell'Universo, come, vuole qualunque lettura approfondita di qualsiasi Tema  natale astrologico. E l'Astrologia è scienza del simbolo e dei simboli in cui il "Pensiero" Universale e non l'Uomo secondo il mio parere, è al centro dello schema e vive il significato profondo di quello, che gli studi della fisica più avanzata nel mondo dell'infinitamente piccolo, sta ampiamente dimostrando: Il vuoto quantomeccanico come pieno più pieno che c'è.  (Cfr. Dott.Massimo Corbucci).
"La natura è un tempio dove pilastri viventi lasciano talvolta sfuggire confuse parole, l’uomo vi passa lungo foreste di simboli, che lo fissano con sguardi familiari"....
                                                                                                                                        
C. Baudelaire, Les fleures du Mal 
 
Il CIELO SOPRA di NOI
Voglio stabilire, una volta per tutte, che i Segni Zodiacali sono del tutto SIMBOLICI e niente hanno a che fare, se non per il nome in comune, con le Costellazioni, che sono invece REALI!
Ciò che in Astrologia viene chiamato Ariete, o Scorpione, o Pesci, non si riferisce insomma all’equivalente ammasso stellare nel firmamento, ma ad un mese dell’anno! Forse Ofiuco è stato assorbito dal Segno precedente perché i mesi dell’anno sono dodici?
Aldilà di come possano essere andate le cose, sentimenti, passioni, emozioni, paure e speranze, proiettate dall’uomo sulle stelle, all’uomo tornano: il Cielo SOPRA di noi, diventa Cielo DENTRO di noi, con tutt’altra forma e valenza che gli ammassi stellari.
Ogni essere vivente superiore, in forme più o meno abbozzate, ha il suo carattere: c’è il docile, il coraggioso, il vile. Chi diventa capobranco, e chi l’ultimo degli ultimi. Anche l’esistenza cambia.
 
DESTINO??? A questo punto schizza fuori tutta la prosopopea dell’uomo moderno. E il libero arbitrio??? “Le stelle indicano, ma non determinano”. A me sembrano frasi molto consolatorie, ma tengo per me le mie convinzioni e lascio che gli altri la pensino come meglio credono. Dico solo e senza offesa per nessuno che, con grandissima probabilità, mediando le leggi quantistiche che non vogliono certezze razionali ma quanti di probabilità legata al principio di indeterminazione (Heisenberg), una ragazza racchissima o una bassina può desiderare con tutte le forze, lottare fino allo stremo per fare l’indossatrice di alta moda;  o un ragazzo con problemi alle gambe molto gravi può disperarsi quanto vuole per fare il calciatore o il maratoneta o il ballerino, né l’una né l’altro  riusciranno mai a realizzare certi "sogni".... e “il coraggio uno mica se lo può dare”, diceva il Don Abbondio di manzoniana memoria..!!!!
Dicevo poco sopra che c’è il docile, il coraggioso, il vile. Chi diventa capobranco, e chi l’ultimo degli ultimi. Anche l’esistenza cambia. Ed anche le modalità di morte sono diverse, nel mondo animale. Chi vive felice secondo la propria natura e chi deve affrontare geli e carestie. Chi muore di morte naturale, chi divorato, chi in un incendio, chi cadendo in un crepaccio. C’è il cane alla catena, tartassato di botte ed il cagnolino adorato tra cuscini e bistecche. Anche una casa o un ponte o una diga possono resistere nei secoli o essere divorati dalle fiamme o sbriciolati da un terremoto.
Tutto, a questo mondo, ha un inizio, uno svolgimento ed una fine che possono ampiamente variare. E, se si sa guardare con occhi attenti, non è il Caso che comanda.
Ed anche il nostro libero arbitrio, per me, arriva sino ad un certo punto! Ci sono barriere invalicabili, strade obbligatorie dalle quali non si può deviare. Perché?  Già, perché????
 
La  Redazione: Claudio Crespina

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