LA SCOZIA: spirito d'indipendenza?

Siamo sicuri che la Scozia non voglia essere indipendente?

La Scozia ha detto “no” all’indipendenza, quello che emerge dai dati complessivi è che il minor astensionismo si è avuto nel Dunbartonshire Orientale dove ha votato il 91% della popolazione avente diritto, mentre il maggior astensionismo c'è stato a Glasgow dove ha votato il 75% degli aventi diritto al voto. I favorevoli all'indipendenza sono risultati in maggioranza solo in quattro zone amministrative delle Lowlands (Dunbartonshire Occidentale, Dundee, Glasgow e Lanarkshire Settentrionale). Le uniche due città scozzesi a maggioranza indipendentista risultano Glasgow e Dundee, la prima e la quarta città scozzese.

Accordo per il Referendum

L'impegno per indire un referendum sull'indipendenza della Scozia nel 2010 faceva parte del programma elettorale dello SNP per le elezioni parlamentari scozzesi del 2007. In quella tornata elettorale, il partito divenne il più rappresentato nel Parlamento scozzese e poté formare un governo di minoranza guidato dal leader Alex Salmond.
Al termine di un processo iniziato nell'agosto del 2007, quando venne lanciata una conversazione nazionale sul futuro della Scozia, il 25 febbraio 2010 il governo scozzese presentò una carta, denominata Scotland's Future: Draft Referendum (Scotland) Bill Consultation, contenente un documento di consultazione e la bozza di un disegno di legge per il referendum. Il disegno di legge proponeva di sottoporre a consultazione popolare due quesiti, con il primo proposto in due versioni. Per il primo quesito, la prima versione proponeva la piena devoluzione per la Scozia, con il Parlamento scozzese responsabile di "tutte le leggi, le imposte e le tasse in Scozia", ad eccezione degli "affari di difesa ed esteri, della regolamentazione finanziaria, della politica monetaria e della moneta" che sarebbero rimasti di competenza del governo britannico; la seconda versione prospettava una riforma fiscale sul modello di quella elaborata dalla commissione del Parlamento scozzese sulla devoluzione, con il riconoscimento di responsabilità e poteri aggiuntivi alla Scozia in materia di tassazione. Il secondo quesito, infine, proponeva di estendere i poteri del Parlamento scozzese per consentire il raggiungimento dell'indipendenza della Scozia.
Il governo scozzese ha annunciato il 21 marzo 2013 che il referendum si sarebbe tenuto il 18 settembre 2014. Avevano diritto all'elettorato attivo nel referendum:

-I cittadini britannici che risiedevano in Scozia
-I cittadini dei paesi del Commonwealth che risiedevano in Scozia
-I cittadini dei paesi dell'Unione Europea che risiedevano in Scozia
-I membri della Camera dei lord che risiedevano in Scozia

Il personale delle forze armate britanniche o del governo britannico in servizio nel Regno Unito o all'estero che risiedeva in Scozia. Il termine per l'iscrizione alle liste elettorali è stato fissato al 2 settembre 2014. I detenuti condannati non poterono votare al referendum. La Corte Europea dei diritti dell'uomo in passato aveva stabilito che questa restrizione è illegale, ma Lord Glennie, senatore del collegio di giustizia della Court of Session, ha sostenuto che il giudizio della Cedu debba applicarsi solo ai casi di elezioni parlamentari. Gli appelli contro la sua decisione sono stati rigettati sia dalla Court of Session che dalla Corte suprema del Regno Unito.


L’Astrologia cosa ne pensa?

Il primo aspetto che risalta nel grafico del tema Natale del referendum (vedi foto grafico astrologico) è l’opposizione di Plutone (potere politico) alla luna (popolo, massa, opinione pubblica), pertanto astrologicamente questa specifica configurazione è sufficientemente parlante sull’esito negativo del referendum, in quanto la lesione della luna – popolo da parte di Plutone – potere politico non consente esiti positivi utili a raggiungere lo scopo preposto per ottenere l’indipendenza, oggetto principe del referendum.
A voler scendere ancor più nell’analisi del tema non si può non considerare l’altro aspetto determinante: la quadratura sistematica (presente dal 2008) del Plutone capricorniano con l’Urano arietino per di più congiunto a Marte, entrambi partecipi del significativo e decisivo Stellium rappresentante l’oggetto in questione (data la presenza del Sole) cioè il referendum.

E voi cosa ne pensate?


La Redazione IlNadir
Sara Del Monte

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