Capricorno

C A P R I C O R N O  Dal 22/12  al  20/01

NADIR in Capricorno  - Zenit in Granchio - Ascendente in Bilancia

 

In sanscrito si dice MAKARA che significa mostro marino mitologico, mezzo capra e mezzo pesce,

 quindi un coccodrillo, un animale anfibio la cui coda-pesce simboleggia l'occidente e le tenebre,

e la testa-capra,l 'oriente dove si leva la luce. Col Sagittario, l'entità partecipa alla manifestazione tangibile, poichè si 

compie la sintesi Spirito-Materia. In Capricorno, l'entità segna l'ascensione definitiva dal piano della Materia e degli Effetti

al piano dei Principi e delle Cause. Per l'Uomo, questo tratto zodiacale, rappresenta la transizione tra la coscienza del sen-

sibile e quella del sovrasensibile e del Pensiero Puro. Segno di realizzazione essenziale di Terra, sente, come Universo la 

materializzazione dell'Essenza, come Uomo, invece, vede la sua propria di realizzazione in quanto Essenza. Il simbolo che

rappresenta la Capra-pesce, rappresenta i due substrati della manifestazione sensibile, la Terra e l'Acqua con cui il Creatore

forma il mondo. Stati, che dopo essere serviti all'evoluzione dell'uomo, come elementi della sua fisicità, vengono sublimati

e quindi abbandonati, per garantirne l'ascesa verso l'infinito. La capra, quadrupede arrampicatore per eccellenza, è il segno

di questa ascensione verso le alte cime; la coda di pesce, animale prolifico, indica la moltiplicazione e la purezza dell'elemento

acqueo presente in ogni nascita o rinascita. La complemenarietà col Granchio spiega meglio il senso dell'evoluzione.In Granchio

l'entità in via d'evoluzione s'incarna nella materia e nella forma, acquista un corpo,l'involucro della struttura umana, la maschera,

in qualche modo la corazza, dove si sviluppa la coscienza dell'io. Questa coscienza-corazza del granchio diviene in Capricorno la

prigione da cui bisogna evadere: i quaranta giorni di digiuno nel deserto ove "l'uomo cristico" deve respingere la tentazione del

demone della Materia e della dualità per giungere alla morte liberatrice del desiderio terrestre. In Granchio, quindi, assisstiamo,

da un punto di vista cosmico, alla congiunzione Spirito-Materia, alla manifestazione tangibile dell'Essenza, mentre in Capricorno

l'energia presiede alla smaterializzazione dell'Essenza, che nelle varie fasi evolutive, ha sublimato la materia che le è servita da sup-

porto. Non è un caso che nei primi gradi di Capricorno si pone la festa del Natale, cioè la Nascita della luce cristica nella persona

umana. In psicologia il Capricorno (decima casa) presiede lo Zenit della vita, la posizione personale, gli onori, il potere, la gloria

come risultato dello sforzo compiuto e da compiere (la Capra e le alte cime). Questo sforzo ha un obbligo, altrimenti risulterà

vano e vanificante, il risveglio della supercoscienza attraverso il distacco dal mondo dei sensi e della materia. Il tipo medio si risolve

con le qualità di perseveranza, di riflessione, di disciplina nello sforzo, ma non riesce a distaccarsi dal mondo, perchè questo è il

tipo che solitamente gestisce le leve del comando in qualsiasi situazione di responsabilità, giungendo spesso al sommo della scala

sociale e degli onori nella carriera che ha scelto. La caratteristica del Capricorno è l'introversione, che lo rende riservato, e lo spinge

agli studi profondi e alla riflessione acuta. Ama la solitudine e per questo, non s'interessa molto agli altri, se non, nella misura in cui,

essi possono servire ai suoi affari. E' duro con gli altri, perchè lo è con se stesso: austero e parsimonioso per principio, è generoso,

spesso solo per motivi di ragione e di calcolo. Nel tipo involuto l'egocentrismo diventa egoismo totale, amore del potere e della tiran-

nia, arrivista e avaro sia fisicamente che nei sentimenti. Vive pertanto nella malinconia che può sfociare in grave de-

pressione e isolamento. Nel tipo evoluto c'è la sintesi dell'infinito, con la liberazione dallo scetticismo e dal razionalismo che provoca

il limite del tipo medio, allora la sua gloria è la gloria di un popolo e la sua vita è la vita per un altro che apre inevitabimente all'avvicen-

damento in Aquario dove cade l'ultima traccia dell'Io. (cfr, M. Senard)

 

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