WHIPLASH, UN SOGNO VIBRAZIONALE

« Non esistono in qualsiasi lingua del mondo due parole più pericolose di "bel lavoro" »

Whiplash, il titolo di un grande film, ma anche intestazione di un testo musicale, sudato, sofferto, espresso con mani ricolme di passione, per un amore grande: quello per la musica.
Sono parole di un uomo feroce: Terence Fletcher (insegnante del conservatorio), quelle pronunciate al protagonista, Andrew, un giovane ragazzo che sogna di diventare un grande batterista del jazz, ma la concorrenza è feroce al conservatorio di Manhattan, lo Shaffer, dove si esercita con accanimento. Noi siamo musica che vogliamo sentire, siamo strumento e nota, siamo nota e strumento, dove l'accanimento e la determinazione nel riuscire dove immaginiamo di arrivare, è soltanto un limite, ma il vero successo, non con gli altri, ma con noi se stessi, è superarsi, e superarsi ancora, laddove non crediamo nemmeno di poter arrivare. 


Le note che risuonano in questo ragazzo, attraverso le sue mani e il suo impeto turbolento, non sono solo date dal suo strumento, lui stesso risuona, e vibra con delle frequenze che alla sua nascita (Tema Natale) corrispondono ai suoi pianeti, e ogni qual volta che, le corde vengono toccate (transiti planetari), suona una musica diversa.
L’Astrologia si basa infatti sulle vibrazioni planetarie, e quindi su caratteristiche fisiche e misurabili: altezza, durata, intensità, timbro, proprio come la musica.
"I pianeti e le loro lune si comportano come corde vibranti" munite di casse armoniche capaci di risuonare tra loro su una nota fondamentale e sulle armoniche di ordine superiore e sulle subarmoniche (sotto multipli della nota fondamentale), cioè con risonanze sulle ottave superiori e su quelle inferiori. Questo è a dimostrazione che noi siamo parte di uno strumento musicale, dove i direttori d'orchestra sono i nostri "bellissimi" pianeti, con i loro colori, con le loro frequenze, con il loro infonderci stati di mente e di fisicità diversi a seconda del loro status.

 

La Redazione IlNadir

Sara Del Monte

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