Scienze esatte e scienze umane

ASTROLOGIA  QUANTISTICA : Scienze esatte e scienze umane
 
E’ necessaria una premessa per poter capire il senso e il significato di questo concetto che può sembrare azzardato e comunque poco scientifico. Quando veniamo al mondo è come se ci consegnassero un grande quaderno bianco affinchè ciascuno possa per suo conto scriverci sopra.
Alla fine della vita c'è chi avrà scritto molte pagine, e chi avrà scritto, invece, poco e male. L’importante, dal mio punto di vista, e soprattutto grave, sarebbe aver fatto scrivere qualcun altro al nostro posto: dobbiamo essere noi a scrivere il quaderno della nostra vita……!!!!! Il nostro processo mentale, tramite il pensiero, ci “impone” la logica delle due categorie obbligate del “o questo o quello”: ci pone sempre di fronte a questo o a quello. Ma nel campo dell’esperienza niente è “o questo o quello”, c’è almeno un’alternativa in più; spesso, anzi vi sono un numero infinto di alternative. Nel formalismo quantistico niente è, appunto, “o questo o quello” senza nulla di intermedio: la nostra concettualizzazione di una data situazione può creare l’illusione che ogni dilemma abbia solo due soluzioni, illusione peraltro causata dalla presunzione che l’esperienza sia limitata da regole del tipo si/no,chiaro/scuro,giusto/sbagliato,ecc….
Nel mondo dell’esperienza vi sono disponibili altre alternative. Queste alternative sono parte integrante della logica quantistica.
 Dio non gioca a dadi: la ribellione di Einstein...
Scriveva Einstein.” le teorie di Bohr sulla radiazione mi interessano moltissimo, tuttavia non vorrei essere costretto ad abbandonare la causalità stretta senza difenderla maggiormente di quanto ho già fatto.
E' intollerabile, diceva,  l’idea che un elettrone esposto a radiazione scelga spontaneamente non solo il momento di “ saltare” ma anche la direzione del salto. In questo caso preferirei fare, aggiungeva, il croupier di casinò piuttosto che il fisico”. Oggi Einstein, avrebbe cambiato mestiere e farebbe il croupier, difatti le teorie di Borh hanno vinto perlomeno per tutto ciò che riguarda i fenomeni  dell’infinitesimamente piccolo. Il principio di causalità nasce dall’idea che i fatti si susseguono unicamente in un processo di causa-effetto, e tutto quello che non risponde a questa legge è dovuto al caso. Galilei, col suo metodo sperimentale interroga, per primo, la natura tramite appunto gli esperimenti: attraverso l’analisi delle cause è possibile comprendere i meccanismi di funzionamento del mondo. Tale metodo d’indagine sperimentale, porta ad una interpretazione deterministica della realtà: la nostra convinzione è che l’intellegibilità razionale della realtà sia valida in assoluto. Siamo, cioè, capaci di interpretare la realtà esclusivamente in termini razionali, o almeno crediamo o ce lo continuano a far credere. A questa profonda convinzione dobbiamo la presunta superiorità di cui godono le cosiddette scienze esatte (fisica,matematica,chimica,astronomia ecc..) rispetto alle scienze umane (psicologia,filosofia, medicina,astrologia ecc..). 
Noi “sappiamo” che temporalmente, a certe premesse, seguono certi risultati e l’osservazione che cronologicamente, le cose vadano sempre così, ci induce a pensare che ci sia un nesso causale: il senso comune ci guida in questa direzione, per i fatti della vita di tutti i giorni, nessuno ne dubiterebbe. Questo non è più vero, però, per la struttura fine della realtà (la fisica delle particelle), campo specifico della meccanica quantistica e di tutte le scienze umane, dove il sistema si rifà alla grande intuizione Junghiana della sincronicità dei nessi acausali come spiegazione di possibili realtà controintuitive. L’analisi causale non ha sussistenza nella realtà, si origina nel nostro modo di “guardarla”, ma non esaurisce l’analisi del reale: come se guardassimo attraverso due lenti rosse e dicessimo che tutto ciò che vediamo è rosso. Il fatto che non siamo certi di disporre di altri strumenti di analisi, al di fuori della causalità, non significa che la realtà sia tutta e solo…in quelle lenti rosse…!!!! Grazie, quindi, ai vari teoremi della realtà quantistica, si può affermare che l’analisi causale sia una ipotesi di lavoro con il suo specifico campo di applicabilità, ma che certamente non può essere estesa ad unica interprete dei fenomeni naturali, in quanto l’intima natura dei fenomeni a determinati livelli è sicuramente di natura non causale. Per questo l'Astrologia può leggerli e relazionarsi con essi:  grazie al principio dei nessi acausali o di sincronicità, da cui è partito Jung, si può avanzare in questa tesi, che alimenta la possibilità, almeno la possibilità, di intravederne una possibile decodifica.

Dr. Claudio Crespina IlNadir

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