LUNA ESTREMA O ESTREMA...LUNA...? fine

Galileo rifiutò di dar ragione delle maree a mezzo dell’influenza della Luna e criticò per questo addirittura Keplero, [1, p.291]:
“Ma tra tutti gli uomini grandi che sopra tal mirabile effetto di natura hanno filosofato, più mi meraviglio del Keplero che di altri, il quale,
d’ingegno libero e acuto e che aveva in mano i moti attribuiti alla Terra, abbia poi dato orecchio ed assenso a predominii della Luna sopra l’acqua, ed a proprietà occulte, e simili fanciullezze”. Non sembra infatti che avesse letto l’Astronomia Nova, in cui Keplero aveva supposto una
legge di influenza del Sole sugli astri erranti sulla quale aveva fondato la sua scoperta della seconda legge del moto centrale.
E dal suo punto di vista, Galileo, aveva ragione perchè non avendo evidenza alcuna dei campi di forza generati da masse (di materia o elettricità) gli pareva di rinunciare alla comprensione di un fenomeno invocando influssi degli astri per spiegare le maree. Così pervenne alla sua teoria delle maree, a torto vilipesa, che rimase però solo in forma qualitativa e così  non si accorse che le maree previste erano non compatibili con le osservazioni (non se ne accorsero in .....molti, fino ai nostri giorni !!!!).
 
So di annoiare ma bisogna approfondire per parlare d'astri e di rivoluzioni planetarie e capirne poi il nesso a-scientifico che ne deriverebbe e ne deriva, come io sostengo e con me tanti più illustri certamente di me, non foss'altro perchè lo hanno sosteuto per iscritto e con dovizia di particolari inconfutabili. Le leggi di Newton sono reversibili: nel senso che ad un moto di un sistema arbitrario che fra gli istanti tA e tB evolve da uno stato A ad uno B ne corrisponde un’altro possibile il quale procede a ritroso e ogni componente del sistema viene ad avere al tempo tB + t la posizione che aveva acquisito al tempo tB − t e velocit`a opposta di modo che tutte le posizioni ritornano ad occupare le posizioni dello stato A (con velocit`a opposte). E sono anche ricorrenti: `e altres`ı possibile, nei sistemi confinati spazialmente, che l’evoluzione da A continui, dopo aver raggiunto B, per ritornare arbirariamente vicino allo stato A (incluse le velocità).
Così un pendolo, famoso pendolo, lasciato partire da una posizione iniziale A oscilla sempre più piano fino a fermarsi nella posizione di equilibrio, o una biglia che cade da un tavolo rimbalzando fino a fermarsi o una cellula che si sviluppa per divenire un fiore o la Luna che, generata dalla collisione fra la Terra e un altro pianeta, si allontana inesorabilmente potrebbero tornare indietro apparentemente allo stato iniziale, senza violare le leggi del moto. Si sostiene, quindi, che un fisico pretenderebbe che, se invece si osservasse una successione di eventi “opposti”, in cui il pendolo si pone spontaneamente in moto, dalla quiete B allo stato A ecc. (fino alla ricomposizione della Terra primordiale dell’ultimo esempio) il fenomeno non contraddirebbe le leggi della Fisica.
La evidente assurdità della reversibilità appena descritta ha generato e continua a generare discussioni e polemiche in cui, talvolta, si giunge perfino a ritenere necessaria una modifica delle leggi di Newton o delle successive teorie più raffinate del moto, quale la Meccanica Quantica.
In realtà nella Fisica l’analisi della questione ha generato uno dei più felici esempi di un’analisi teorica e filosofica sui fenomeni naturali, e con
conseguenze di natura applicativa di grandissima portata. Anzitutto è essenziale notare che perchè l’osservazione di uno dei fenomeni apparentemente assurdi menzionati sia logicamente una contraddizione con le leggi di Newton  è necessario che il sistema in esame sia costituto da un numero finito di componenti elementari, quali le molecole della biglia, e che essi siano completamente isolati dal resto dell’Universo.

Dr. Claudio Crespina IlNadir

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