Omaggio a D. Rudhyar

                                                                           Omaggio a Dane Rudhyar: la luce dello Spirito

Scrive STEINER che l'uomo come creatura individuale, legata ai sensi può indagare le cose per ogni verso, ma se non fa rinascere spiritualmente in sè la percezione delle cose, non può conoscere nulla della loro essenza (Nadir).
Se c'è una un punto fondamentale del pensiero e dell'opera intera di DANE RUDHYAR che getta una luce davvero nuova all'Astrologia tutta alt(comprensiva di tradizione antica) e a qualunque forma di psicologia dell'inconscio fu ed è la sua FEDE, la sua visione lungimirante capace d'intuire l'ordine universale e la sua logica.
Questo sentimento illuminato si trasformò e continua a trasformarsi come vortice temporale, perlomeno per chi, come me, ha a cuore il significato profondo del dettato astrologico, in un insegnamento potente, non teorico, vivo, sensoriale, luminoso, vitalizzante, tale che i suoi scritti, sebbene malamente tradotti in italiano, donano, o meglio dovrebbero donare, a chi ha la fortuna e la volontà di bearsene, una vera illuminazione, anche se l'accesso alla sua logica sembra, ad una lettura sbrigativa e superficiale, essere vietato ai più. Una sua frase trasparente il suo profondo concetto di fede dice:..." Se uno crede totalmente alla validità delle grandi immagini della tradizione cristiana, questa persona tenderà a figurarsi senza dubbio un personale onnipotente Dio d'amore. Egli crederà, come dice il Vangelo che "con Dio tutto è possibile". E crederà anche nel potere infinito della Grazia di Dio.
Noi dobbiamo credere senza ombra di dubbio che nella nostra vita Dio è una presenza costante consapevole di tutti i nostri bisogni,pronta ad assisterci nella nostra liberazione o redenzione dalle oscillazioni dualistiche, dalle paure e dalle passioni della nostra esistenza biologica ed egocentrica. Dobbiamo lasciare che Dio ci indichi la nuova meta, la vibrante nuova via di vita che segue alla nostra rinascita. La grazia divina ci dona il ppotere di neutralizzare le tendenze karmiche del nostro passato, residuo di opere incompiute in cicli passati e le negative tracce cosmiche di antichi atti perduti nell'oblio. Dobbiamo prima di tutto svuotare la nostra coscienza da tutte le presenze fantasmatiche e da tutte le tendenze inconscie per essere radicalmente ripotenziati"....
Quando si percepisce con l'ispirazione la presenza di Dio nella vita dell'uomo in termini di Grazia, di indubitabile e continua protezione rispetto a tutte le nostre necessità evolutive, si pone inevitabilmente il problema della NON COMPRENSIBILITA' di questa dimensione profondamente inconscia della realtà attraverso i nostri naturali strumenti conoscitivi: quello cioè che nel suo insieme viene chiamato il pensiero logico-discorsivo.
Dunque se la realtà nella sua vera essenza non può essere compresa attraversoalt una conoscenza "razionale" ecco che l'unico modo di raggiungerla è costituito dalla comprensione spirituale o illuminazione. In pratica la percezione sensibile, quella per la quale io sono io e quell'oggetto è quell'oggetto, distinto e separato da me, se è del tutto necessaria nella vita in quanto mi porta alla possibilità di orientarmi nello spazio,di conoscerlo,di analizzarlo non può però farmelo conoscere nella sua essenza, in quanto soltanto con la "comprensione spirituale",(NADIR) posso comprendere l'essenzialità di tutte le cose (ASSE ZENIT-NADIR), che essendo accomunate nello spirito, possono divenire punto di partenza per la comprensione di tutta la verità. Ma è necessario che cada quella barriera costituita dalla percezione sensibile (moto planetario sull'eclittica: moto dell'Ascendente e del Mediocielo), quella barriera cioè che delle cose fa vedere soltanto il lato sensibile, legato ai sensi e non la natura spirituale (l'Essenza) intima che ne segna il senso animico.
Al limite del sapere, del nostro sapere, c'è come una barriera (velo di Maja) oltre la quale non c'è più strada se si continuano ad utilizzare gli stessi strumenti mentali. In quel momento ci rendiamo conto che le nostre nozioni e dunque la nostra esperienza tramite le cose sensibili, sono insufficienti a cogliere l'essenza dei significati degli accadimenti (il Nadir). Per andare oltre si rende necessario un salto, uno slancio, e proprio chi come me e altri colleghi, si occupano di Astrologia in modo serio e approfondito (d'altronde come unico modo possibile, aldilà dei pressapochismi insignificanti di certi astrologi, o presunti tali, che affossano una arte sublime in un mercimonio indecente di dati cognitivi e manipolazione magico-fieristica da paese sottosviluppato) non può non vedere questa strada necessaria, tracciata per superare le anguste specificità dei dati statistici solo computerizzati, che suffragano, in modo generico e stereotipato, nozioni generalizzate di basso livello mentale (Mondo cosiddetto ..."reale").
RUDHYAR con la sua capacità trascendente e spirituale, da bravo Sagittario alto, ha eseguito questo salto, ha sperimentato questo slancio, (che venivano indicati dagli antichi mistici Cristiani, sia dagli iniziati induisti con i  Veda,  che dai profondi scritti esoterici israelitici ed egiziani) indicando, secondo me, la strada vera e alta dell'Astrologia, come scienza dello Spirito e dell'Essenza.(cfr. Alessandro GUZZI).  Egli aspira a che gli studiosi con ardore e slancio vadano aldilà delle nozioni codificate e dei dati empirici che appunto appartengono al pensiero materialistico e razionale e invita a ridiventare come bambini, riacquistare cioè una sorta d'innocenza, quello che Rudhyar chiama "stato verginale", fondata anche sul dubbio profondo che sempre dovremmo sentire nei confronti del nostro stesso pensiero logico, tendente per natura a cristallizzarsi saturnianamente.   

                                                                                                                                    Dr. Claudio Crespina         

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