Una filosofia del Simbolismo

L’intuizione fondamentale del Simbolismo è che sotto la realtà apparente, quella percepibile con i sensi, si nasconde una realtà più profonda e misteriosa, a cui si può giungere solo per mezzo dell’ Arte, intesa come tecnica linguistica, unica a rendere la purezza del significato profondo del Simbolo. Arte in tutte le sue forme di espressione libera e incontaminata: la poesia, la musica, la pittura ecc..L’Arte dei simbolisti è antirealistica, ha come riferimento la compostezza classica e l’imitazione di modelli antichi. Per questi poeti l’arte deve essere incontaminata dalle problematiche sociali. A questa scuola appartenne anche Charles Baudelaire,(1866-1876) se pure in una posizione del tutto autonoma. Egli intraprese uno stile di vita all’insegna della sregolatezza e contribuì all’elaborazione del concetto di “poesia pura”, libera da ogni preoccupazione di contenuto e da intenti civili o morali,

nella quale la suggestione delle parole e dei simboli può essere oggetto di ispirazione. Ecco perché venne considerato l’iniziatore della poesia moderna. La poesia è musica;
• I’artista non deve descrivere la realtà, ma cogliere e trasmettere le impressioni più vaghe e indefinite, suggerire emozioni e stati d’animo, penetrare l’intima essenza delle cose;
• Bisogna utilizzare accordi musicali lievi, immagini sfumate, parole non descrittive ma evocatrici.
Esemplare incarnazione del “poeta maledetto” fu Rimbaud.
Egli teorizzava il linguaggio del poeta veggente i cui principi sono:
• Il poeta deve farsi veggente, esplorare l’ignoto;
• Il poeta si fa tale mediante un lungo e immenso disordine di tutti i sensi;                            
• Il ritrovamento di cose ignote richiede forme nuove;
• Il poeta veggente deve trovare una lingua.
 
La nuova generazione di artisti manifesta la propria sfiducia nella scienza che non è capace di penetrare nelle oscure profondità dell’animo umano, né di spiegare i desideri dell’inconscio, i sogni, ecc. Per questo il poeta o il musico, può penetrare queste realtà attraverso l’intuizione. Per questi nuovi contenuti dell’Arte i simbolisti elaborarono un linguaggio nuovo, non più logico, ma analogico, che permetteva di portare alla luce le corrispondenze e i misteriosi legami esistenti tra le cose più diverse; questo perché la parola deve avere la capacità di comunicare le molteplici emozioni che l’artista avverte come simultanee e “acausali” se mi è consentito l’accostamento. A tale scopo prima i poeti simbolisti, poi i musici e infine tutti gli altri ricorsero spesso a figure retoriche quali la metafora, l’analogia e la sinestesia. Anche in campo musicale si sviluppa il fenomeno di un'arte sempre più sottratta al condizionamento della realtà e le suggestioni esercitate dai componimenti di Richard Wagner (1813-83) né sono la dimostrazione.
Questa nuova musica è contraddistinta da una morbida e dissimulata sensualità che nelle sue note sembra cogliere le remote radici dell'essere. Al posto degli elementi del melodramma tradizionale, viene adoperato il canto declamato, non legato da alcuna forma fissa, che segue fedelmente la parola: l'orchestra, non più semplice sostegno della voce umana, diviene elemento sostanziale. Nelle arti figurative il simbolismo nasce in accordo con le teorie: fine dei simbolisti è quello di superare la pura visività dell'impressionismo in senso spiritualistico (e non scientifico, come avviene invece tra i neo-impressionisti), cercando di trovare delle corrispondenze tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive. Influenzati dalla letteratura simbolista francese, (soprattutto da Stéphane Mallarmé e da Baudelaire) tentano di recuperare nei loro quadri la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è direttamente visibile dall'occhio umano.
Se come sostiene René Alleau una società senza simboli non può evitare di cadere al livello delle società infraumane, poiché la funzione simbolica è un modo di relazione tra l’umano ed il sovraumano,è altrettanto vero che sulla interpretazione dei simboli e sul loro impiego, da sempre, gli uomini, sia gli studiosi sia l’uomo della strada, si accapigliano e si dividono. Tale atteggiamento è spesso dovuto al fatto che troppo spesso si assiste a tentativi di trovare significato ai simboli, mentre un simbolo non significa: evoca e focalizza, riunisce e concentra, in modo analogicamente polivalente, una molteplicità di sensi che non si riducono a un unico significato e neppure ad alcuni significati soltanto.Per riuscire a essere fluidi, a non ragionare e giudicare, dobbiamo rinunciare al pensiero logico-razionale-lineare per tuffarci senza salvagente nel pensiero analogico-intuitivo-reticolare. Il pensiero logico-razionale-lineare è un pensiero orizzontale. Un solo filo conduttore, in una catena di cause ed effetti ci porta da un elemento all'altro in una serie consequenziale: c'è l'Uomo da una parte e la natura dall'altra, c'è la materia e lo spirito, il maschile e il femminile, c'è il positivo e il negativo, la realtà e il sogno, l’ieri e il domani. Nel pensiero razionale, ogni cosa deve essere dimostrabile secondo una logica consequenziale. Un fenomeno viene ritenuto vero solo se riproducibile in laboratorio e calcolabile per mezzo di formule matematiche.
          Questo sistema di pensiero, vecchio di secoli, ha portato a una totale frammentazione del fenomeno “vita”. Ma per fortuna esso ha anche generato l’inizio della propria fine attraverso l'estrema specializzazione della fisica; parlo di quella “quantistica”.Volendo evidenziare i mattoni originali della materia e definire le leggi razionali della vita secondo i principi delle fisica meccanicistica, la scienza, restringendo sempre di più l'orizzonte delle sue ricerche, si sta trovando inopinatamente di fronte a un universo irrazionale poiché pieno di leggi di complementarietà, di esclusioni, di incertezza, in ultima analisi di… Pensiero.  
Il pensiero analogico-intuitivo-reticolare non nega l'esistenza di catene causali orizzontali ma evidenzia anche un collegamento verticale di similitudine tra sistemi solo apparentemente scollegati.  Di fatto l'analogia è un pensiero verticale che mette in evidenza la simultaneità di fenomeni che si attuano su piani diversi..    
Lasciare spazio all'intuizione, intesa come sistema controintuitivo, vuol dire recepire il fatto nella sua totalità e permettere che le informazioni contenute in esso penetrino direttamente nel campo della nostra coscienza dove verranno gestite automaticamente per arricchire la nostra consapevolezza.
 “Essere consapevole” significa “sapere contemporaneamente”, cioè sapere, in uno stesso tempo, ciò che riguarda i diversi aspetti di un fenomeno. Quando ci renderemo conto dell’inconsistenza del pensiero logico-razionale-lineare, inizieremo a percepire la realtà come Essenza dell'Assoluto,(il Nadir astrologico…..) pura e semplice. Parole che da sole non sono sufficienti a rendere il significato dei termini che invece  evocativamente è sotteso dal suono che ne deriva.
iL PROCESSO ASTROLOGICO, filosoficamente parlando, vede in se compiere la mirabile sintesi dei sistemi per poter avere comunque un linguaggio leggibile e soprattutto traducibile ai più, una volta si fosse fatto capire il vero valore di questa Scienza, che, non va mai dimenticato, per prima, nella storia dell’Uomo, ha provato a “leggere” i simboli e a tradurli in termini analogici. Lo Spazio e il Tempo , misure delle leggi fisiche, sono reinterpretate in chiave assolutamente “onirica” e il Logos derivante non è altro che il “Pensiero” che è il vero collant dell’Universo….come gli antichi scritti Zen e i Veda insegnano da secoli e come sarebbe obbligo inziare a "capire" che la vera logica non è quella legata a regole chiuse d'interpretazione, seppur sufficienti a farci vivere nel limbo del creato, la vera logica sta nell' intuire un Universo interno "analogo" a quello esterno che regola, semmai... regola, ogni moto sia fisico che metafisico, senza soluzione di continuità, come d'altronde millenni prima i Veda e agli inizi del secolo scorso, come abbiamo visto, i simbolisti con le loro Arti, avevano ampiamente previsto....e a buon intenditor.....

Dr. Claudio Crespina 
                               
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