Astrologia e Filosofia

UN ELEGANTE GIOVE VERGINEO 2^parte

LA STRUTTURA ARCHETIPA DI GIOVE nella descrizione di Anna Furmiglieri

Prima di approfondire ulteriormente le caratteristiche innovative di questo Giove in Vergine, comunque spiritualmente bilancino, come abbiamo visto nella prima parte, interpretandone e calcolandone l'Incipit Cosmogonico Planetario o ICP, variabile innovativa fondamentale e primaria, estrapolata dalla mia inesauribile necessità di approfondimento e di ricerca (spirito uraniano..), che cade, per questo specifico transito, a 26°21' in Bilancia, domificato in X^Casa, cosignificante Capricorno come si dice di solito. Anche se il concetto di "cosignificanza", così come troppo spesso semplicisticamente si riporta, dovrebbe essere rivisto profondamente e spiegato per quello che in realtà propone: difatti è facile comprendere che siamo su due piani estremamente diversi quando parliamo di Segni zodiacali e quando parliamo di Case o Settori. Ma questo è un altro discorso che faremo in altra sede. Parliamo di Giove quindi andando per ordine, prima di affrontarne le altre variabili oltre al già conosciuto Incipit già analizzato, che ne daranno la corretta valutazione, secondo la mia scuola astrologica, leggendo l'accurata indagine eseguita come sempre da Anna Furmiglieri, collaboratrice del sito ilNadir, nonchè tra le prime ex-studentesse della mia scuola: la Tavola Rotonda,sulle caratteristiche archetipe di questo Giove in Vergine. Giove sarà in Vergine dall'11 Agosto 2015 al 9 Settembre 2016.

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UN ELEGANTE GIOVE VERGINEO 1^parte

Giove, come ci viene raccontato da tempo immemore, rappresenta la magnanimità, la grandezza morale, la super-valutazione, l'interiorità, la buona sorte, la giustizia, la moralità, gli ideali elevati, la capacità d'attrazione, la parola e la saggezza: presiede all'accumulazione, al cambiamento di stato, alla sublimazione, alle reazioni lente ed espansive. Espansivo-idealista di per se, Giove è la giovialità, l'espansività, la concentrazione, la crescita morale, la prosperità, la benignità, la grandezza (sia fisica che d'immagine), la tenacia e l'ottimismo. Nel suo meccanismo c'è il governo  dei rapporti spirituali, di quelli d'accoglimento, di penetrazione e permeazione.., ma al contempo in controtendenza c'è l'indipendenza, la libertà, la dispersione, la pesantezza, l'immobilità che non riesce a controllare adeguatamente. Giove sublima nella sua dinamica astrologica il gonfiore (ogni gonfiore organico: vedi fegato..) e gli accumuli sierosi. Il suo moto lo associa spontaneamente alla profondità, all'introspezione, all'accettazione, all'accoglimento, così che in esso c'è sia la possibile scelta sacerdotale, la vocazione religiosa in senso lato, che le persone e i lavori che si dedicano ai grandi viaggi, ai grandi scopi, ai grandi misteri ed ai grandi ideali. In natura rappresenta i periodi di raccolta e di attesa-risveglio; di fine autunno, di fine inverno: l'accumulo e la paziente-feconda attesa. Le parti del corpo associate al suo governo sono le cosce, i piedi, le ghiandole linfatiche ed i grandi vasi. Giove non disdegna di controllare anche i grandi moti-cambiamenti dell'uomo: la crescita, la maturità, la gravidanza, la menopausa, tutti i cicli cioè di espansione e contrazione.

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OGGI NASCEVA… FRIEDRICH HEGEL: UN RELIGIOSO FILOSOFO O UN FILOSOFO RELIGIOSO?

« La filosofia è necessariamente sistema ».

Il grande pensatore tedesco Friedrich Hegel nasce il 27 agosto (Vergine) 1770 a Stoccarda, capitale del ducato del Wuerttemberg, primo di tre figli di Georg Ludwig Hegel e di Maria Magdalena Fromm. Dopo aver compiuto studi regolari, approda, sempre nella sua città natale al Realgymnasium, in un istituto di carattere umanistico-religioso, dove si dimostra uno scolaro modello (Sole e Mercurio in Vergine); prende anche lezioni private di geometria, astronomia e agrimensura da un colonnello d'artiglieria, C.Fr. Duttenhofer. Un “terreno”, un pratico di fondo, ma anche un curioso (Luna in Scorpione) che non si accontentava della vita e del pensiero “ecclesiae” tuttavia ne parlava costantemente nei suoi scritti “La vita di Gesù”, Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino…etc.
Rimasto orfano della madre nel 1784, dal 1785 al 1787 tenne un diario da cui si rilevava il suo interesse per il mondo classico, la Bibbia e autori contemporanei come Goethe, Friedrich Schiller e Gotthold Lessing.
Conseguita la maturità nel 1788, il 27 ottobre di quello stesso anno Hegel s'iscrive all'Università di Tubinga, ospite come borsista nel locale seminario, lo Stift, senza apprezzare né la disciplina vigente nel collegio, né i metodi di insegnamento, né la preparazione dei professori.
Studia, in particolare, i classici greci, gli illuministi, Kant e i kantiani; il 27 settembre 1790 conclude il primo biennio di studi, conseguendo il titolo di “Magister philosophiae”; il 20 settembre 1793 conclude gli studi ottenendo il titolo di Kandidat; il giudizio ottenuto in filosofia non è lusinghiero: Philosophiae nullam operam impendit, ossia non si è impegnato nella filosofia.
Con Hölderlin e Schelling dà stesura definitiva al “Programma di sistema”, manifesto dell'Idealismo tedesco. Il 14 gennaio 1799 muore il padre (Sole in quadratura con Marte e Saturno quadrato con Urano).

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IL SENSO DELLA VITA....

il senso della vita o dell'esistenza? il velo di illusione.....!! 

Il Senso della vita è stato associato arbitrariamente al senso dell’esistenza, fatto ingiustificato perché una sostanziale differenza divide i due principi: mentre il senso della vita è un risultato soggettivo, sequenza di libere scelte individuali dipendenti dalla capacità di «regia personale» di indirizzare la vita dove intenzioni o incertezze modificano ogni situazione personale attraverso una lunga concatenazione di decisioni, il senso dell’esistenza discende da sfere di realtà sottili. La vita appartiene all’uomo, la sua esistenza ad una logica superiore, impercettibile con cui non può interferire.

L’insegnamento iniziatico dimostra come il divario tra vita ed esistenza si può ridurre attraverso la coscienza, principio senziente presente nell’aspetto materiale e immateriale.

Per avere consapevolezza della propria coscienza, l’iniziato si dedica allo sviluppo mentale (intelletto) per congiungersi all’Ego impersonale, così da entrare in contatto con l’aura della coscienza sottile (v. Conoscenza per contatto e intelletto puro). Espandendo (forzando) la sensibilità della coscienza fisica, l’adepto non intende rafforzare la ragione fisica ma costituire un tipo di mente diversa che non è corpo estraneo alla coscienza, ma solo una capacità superiore di pensare. La pienezza delle funzioni mentali si raggiunge unendo, attraverso l’intuito, l’intelligenza fisica alle facoltà sottili dell’Ego o Sé superiore o in qualsiasi altro modo possa essere chiamata quella parte di coscienza impersonale che manifesta l’anima.

L’unione tra coscienza fisica e metafisica produce il collegamento (ponte) tra ragione fisica ed intelletto puro (scevro da impulsi). E raggiungendo la pienezza delle facoltà mentali, si può abbandonare la libera scelta, fortuita ed occasionale, per operare con Libero Arbitrio. Che è la capacità di chiara-coscienza, capace di riconoscere e determinare limpidamente il vero dal falso.

In realta si confondono le due cose , perche' i soggetti non guardano piu' dentro di se', ricercando l'antico maestro e il proprio vento interiore, ma la cosidetta realta arcontica rinunciando a "vedere" realmente le realta' superiori

la realizzazione della propria perfezione nella reale conoscenza della parola "amore"

gavriel lovari                                                                    23 settembre 2012 alle ore 13.26

LOGICA ASTROLOGICA E REALTA' FISICA: un paradigma della vita

LOGICA ASTROLOGICA E REALTA' FISICA: un paradigma della vita
 
earthlog 2008
Siamo stati spinti a credere che il mondo esterno sia più reale del mondo interiore questo nuovo modello di scienza, che la quantistica applicata sta inoltrando alle più evolute menti matematiche, dice proprio il contrario: sostiene che quelo che succede dentro di noi crea ciò che accade al di fuori di noi....
il cervello elabora 400 miliardi informazioni al secondo ma siamo coscienti soltanto di 2000 ca. di esse. La nostra coscienza ne elabora 200 che riguardano più propriamente l'ambinete, il nostro corpo e il tempo e il suo estemporaneo modo di correre.Se il cervello elabora 400 miliardi informazioni al secondo ma siamo coscienti soltanto di 2000 di esse, significa che la realtà si svolge sempre all'interno del cervello, riceve le informazioni ma non le integriamo noi.....

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